Anatocismo, Usura Bancaria, Perizia Conto Corrente, Mutui e Leasing, cropped UsurAinBancA min

Banca pignorata a Campobasso per conto di correntista

CAMPOBASSO – E’ del 31 luglio 2014 il pignoramento eseguito presso una banca locale dagli Avv.ti Aldo e Carmine De Benedittis del Foro di Campobasso. I FATTI. Con una sentenza del Tribunale di Campobasso una banca locale veniva condannata a restituire oltre 200.000,00 euro ad un correntista in conseguenza dell’illegittima applicazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi,spese e commissioni di massimo scoperto,oltre interessi legali e spese processuali. Non avendo avuto riscontro, gli Avv.ti De Benedittis provvedevano a notificare l’atto di precetto intimando il pagamento di quanto dovuto entro 10 giorni dalla notifica ,pena il pignoramento delle somme. Neanche davanti a questo atto formale la banca ha inteso restituire il maltolto.
In data 31 luglio l’Avv. Aldo De Benedittis si recava, con l’Ufficiale Giudiziario di Campobasso, presso la sede dell’istituto di credito,per procedere al pignoramento delle somme intimate con l’atto di precetto. Cosa questa,di fronte al rifiuto di pagamento, prontamente effettuata dall’Ufficiale Giudiziario al quale la banca consegnava un libretto di deposito a risparmio. “Ora passeremo immediatamente alla fase di assegnazione con apposita istanza al Giudice dell’Esecuzione di Campobasso.”

Questo episodio riveste un’importanza notevole poiché nella fattispecie è coinvolta una banca. Le banche quando devono avere dai correntisti non perdonano, soffocandoli con decreti ingiuntivi,atti di precetto,pignoramenti mobiliari ed immobiliari,mettendo letteralmente in ginocchio gli stessi. Quando sono loro a dover pagare ( o meglio,a restituire quanto illegittimamente percepito) oppongono resistenza e fanno del tutto per ritardare la restituzione. Noi non ci fermeremo qui e continueremo questa battaglia contro i poteri forti al fine di tutelare i correntisti e gli oppressi dal sistema bancario e per il rispetto della legalità,grazie anche alle numerosissime sentenze emesse in Italia e ad una giurisprudenza ormai consolidata in materia Chi ha avuto nel corso degli anni passati scoperti di conto corrente con contratti stipulati prima del 2000 può richiedere la restituzione di ingenti somme pagate indebitamente alle banche!

Ciò è possibile anche per i rapporti di conto corrente già estinti, purchè non siano decorsi 10 anni dalla loro chiusura o estinzione.La ripetizione dell’indebito può essere richiesta fin dall’inizio del rapporto contrattuale (quindi,a ritroso,anche da 10,20 o 30 anni) purchè si sia in possesso della documentazione contabile di riferimento (estratti conto).

Massima attenzione per i correntisti a cui è stato notificato un Decreto Ingiuntivo! Nella maggior parte dei casi dalla rielaborazione del conto corrente risulta un credito a favore e non un debito,oppure l’eventuale debito si riduce di somme consistenti. Opporsi sempre entro 40 giorni dalla notifica del Decreto Ingiuntivo.  Chi ha avuto nel corso degli anni passati scoperti di conto corrente con contratti stipulati prima del 2000 può richiedere la restituzione di ingenti somme pagate indebitamente alle banche! Ciò è possibile anche per i rapporti di conto corrente già estinti,purchè non siano decorsi 10 anni dalla loro chiusura o estinzione.La ripetizione dell’indebito può essere richiesta fin dall’inizio del rapporto contrattuale (quindi,a ritroso,anche da 10,20 o 30 anni) purchè si sia in possesso della documentazione contabile di riferimento (estratti conto).

Massima attenzione per i correntisti a cui è stato notificato un Decreto Ingiuntivo! Nella maggior parte dei casi dalla rielaborazione del conto corrente risulta un credito a favore e non un debito,oppure l’eventuale debito si riduce di somme consistenti. Opporsi sempre entro 40 giorni dalla notifica del Decreto Ingiuntivo.

 

 

fonte:mynews.it

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Anatocismo condannata la BANCA di CREDITO SARDO !

05/08/2014 – L’Unione Sarda: Cronache dalla Sardegna – Anatocismo sulle rate di un mutuo Pignorati 230mila euro alla banca

Due commercianti nuoresi vincono la causa: pignorati 230mila euro alla Banca di Credito sardo.

“Giustizia è fatta. A volte gli imprenditori hanno paura di mettersi contro le banche nel cercare di ottenere giustizia, invece non bisogna avere alcun timore, abbiamo sentenze in tutta Italia che ci danno ragione”. E’ il commento del vicepresidente vicario della Confesercenti di Cagliari, Davide Marcello, che ieri mattina ha accompagnato l’ufficiale giudiziario a pignorare 230 mila euro alla Banca di Credito Sardo nella sede di viale Bonaria a Cagliari. Il denaro in contanti oggi è stato trasferito in Tribunale in attesa dell’assegnazione. La vicenda riguarda due commercianti nuoresi, marito e moglie, titolari di una gioiellerie e un bar. Quattro anni fa gli esercenti – strozzati dagli interessi delle banche con le quali avevano contratto debiti – si sono visti avviare procedure per i pignoramenti degli immobili di loro proprietà. A quel punto hanno deciso di difendersi, facendo causa alla Banca di Credito Sardo sia sul fronte penale, ipotizzando l’usura, sia su quello civile per anatocismo. L’inchiesta per usura è stata poi archiviata, ma ha dato una boccata d’ossigeno ai commercianti. Nel corso delle indagini, infatti, applicando la normativa antiusura, la Prefettura di Nuoro ha sospeso le procedure esecutive. La causa civile invece è andata avanti e si è conclusa in primo grado con una sentenza che ha condannato il Credito Sardo al pagamento di 193mila euro per anatocismo, in pratica l’applicazione di interessi su interessi. Nel marzo scorso è arrivata anche la decisione della Corte d’Appello di Sassari che ha confermato la sentenza di primo grado. Ma nonostante il pronunciamento dei giudici l’istituto di credito non ha pagato. Ieri l’avvocato Vittorio Delogu, che rappresenta i commercianti, e il vicepresidente vicario di Confesercenti hanno accompagnato l’ufficiale giudiziario a pignorare i 230 mila euro, riuscendoci dopo quasi dieci ore di trattative.

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Fonte : unionesarda.it

 

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Aziende strozzate dal fisco e dall’usura

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Aziende strozzate dal fisco e dall, vince 300x300'usura

Aziende strozzate dal fisco e dall’usura

Aziende strozzate dal fisco e dall’usura

Oramai è sempre piu’ chiara la situazione che vivono le aziende Italiane, anche se a mio parere la distinzione è netta tra le Industrie , le cosiddette BIG COMPANY

e le PMI classiche (piccole e medie imprese) . Come abbiamo potuto constatare nelle varie ricerche effettuate sia dalla CGIA di Mestre che dal  Centro Studi e Ricerche Sociologiche di Krls Network of Business Ethics per conto di contribuenti.it  in Italia 4 italiani su 5 non capiscono perché si pagano le tasse, infatti è crollato ad agosto

l’indice della Tax Compliance, che misura la fedeltà fiscale dei contribuenti, del 3,2% ed è aumentata l’evasione fiscale del 1,6% , tutti chiari segnali che l’economia Italiana è oramai allo sbando insieme a chi ci governa, una politica economica sbagliata dal 2 dopoguerra, mentre si creava un’illusione di un’Italia Forte c’è stato chi ha lavorato per creare fortini e per l’arricchimento personale, mai in tutto questo una visione lontana per il bene comune.

E cosi lo stato per mantenere i suoi mantenuti ha creato loro delle oasi chiamate Partecipate, una miriade di società che sono costate lo scorso anno solo alle casse dello Stato 26 miliardi sono le 7.500 partecipate pubbliche, dei veri e propri colabrodi e allora lo Stato non le chiude, non azzera questo spreco enorme ma pensa bene che i SUDDITI possano colmare questi vuoti e chiedere loro quanto occorre, sempre più fino al 12,8% in piu’ negli ultimi anni.

Quest’anno la tassazione alle imprese ha raggiunto il record storico del 44% , le imprese italiane versano al fisco italiano ben 110,4 miliardi di tasse all’anno. Nell’Ue, sottolinea l’Ufficio studi della CGIA solo le aziende tedesche pagano in termini assoluti più delle nostre, anche se va ricordato che la Germania conta oltre 80 milioni di abitanti: 20 milioni di abitanti in  più dell’Italia.

In tutto questo le piccole e medie aziende scoprono oggi giorno che a loro svantaggio non vi è solo la congiuntura economica sfavorele, la burocrazia, lo stato stato che è Forte con i piccoli e Debole con i grandi, il fisco che lo assilla, ma che anche le Banche fanno la loro parte, infatti ogni giorno sempre di più nelle ANALISI ECONOMETRICHE vi è traccia di quanto le piccole aziende vengano Usurate barbaramente.

In queste condizioni è difficile fare impresa e soprattutto creare le condizioni per far ripartire l’economia, forse tutti insieme noi piccoli imprenditori potremmo pensare in massa di andare altrove a fare impresa, non sarebbe una brutta idea………………………………………………………………………………………………………………………………………………….  e lasciare  questa Italia di Finti Perbenisti, Finti Moralisti  e soprattutto FINTI ECONOMISTI..

Vincenzo De Stefano

 

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Usura bancaria la storia della famiglia di Elsa

Usura bancaria: la storia della famiglia di Elsa

 

https://www.youtube.com/watch?v=Iz_EY2JyMUo

Elsa: “Cinque anni di lotta contro l’usura bancaria”. Adesso il giudice le dà ragione

fonte: Enrica Cherici

Sono cinque anni di lotta per la famiglia di Elsa. La lotta contro il male oscuro dell’usura bancaria. Una storia che inizia nel 2009, quando Elsa e suo marito si vedono richiedere da alcune banche il rientro immediato ed integrale di due finanziamenti, che fino a quel momento erano stati regolarmente pagati e che erano serviti per l’azienda di famiglia intestata al marito e per la casa.

Lì comincia il calvario, nessuno riesce a spiegare ai due coniugi le motivazioni di tale comportamento, del perché le due linee di finanziamento vengano revocate nonostante le rate fossero state pagate secondo le scadenze prefissate.

“Non potevamo avere tutti i 200 mila euro subito, eravamo spiazzati, dopo alcuni mesi è arrivato un atto di precetto per rate scadute, poi ne è arrivato un altro motivato con il fallimento dell’azienda, fallimento provocato dalla banca che aveva chiuso i nostri conti. Adesso la nostra casa è in vendita, è passata da 4 aste giudiziarie, decine di persone in questi anni sono venute a vederla. E noi lì ad assistere, consapevoli e convinti che abbiamo pagato sempre tutto. Ad un certo punto abbiamo anche fatto fare le perizie bancarie ed abbiamo scoperto che specialmente in due banche abbiamo soldi da avere e non da pagare con tassi usurari che sono arrivati anche al 350%.”

Usura bancaria

La famiglia, così distrutta psicologicamente ed economicamente non si è persa d’animo ed ha continuato a lottare, con la forza delle ricevute pagate che dimostrano la loro verità. “Ed a giugno è arrivato un primo riconoscimento giudiziario – racconta Elsa – il giudice ha detto che la banca non aveva diritto ad agire nei confronti della casa. Io aggiungo che se non aveva diritto nei confronti della casa, non ne aveva nemmeno verso l’azienda di mio marito. Per questo procedere in appello.”

Nel video, l’intervista ad Elsa realizzata da Matteo Marzotti

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Mutui : se l’istituto di credito accetta la rinegoziazione la si può attuare con una semplice scrittura privata senza dover passare nuovamente dal notaio

Per rinegoziazione del mutuo si intende la modifica delle condizioni contrattuali del mutuo con la banca che lo ha erogato e con cui si è stipulato il contratto di finanziamento.
Rinegoziare il mutuo non è un obbligo per l’operatore bancario, rientra nella sua politica aziendale decidere se accettarla o meno.
È, invece, un obbligo dell’istituto di credito, se accetta la rinegoziazione, attuarla con una semplice scrittura privata senza dover passare nuovamente dal notaio.
La rinegoziazione deve essere senza spese. La normativa vigente, prevede, infatti, che la rinegoziazione, la rinegoziazione non debba avere costi, per cui la banca non può applicare nessuna commissione all’operazione.
La banca deve rinegoziare, inoltre, con una scrittura privata, quindi non è necessario un nuovo atto di mutuo come, invece, alcuni istituti chiedevano.
La rinegoziazione del mutuo si può fare anche in caso di mutuo cartolarizzato: negli ultimi anni, molte banche hanno ceduto i loro crediti, come i mutui, ad altri operatori, per aumentare la loro liquidità di bilancio.
Quindi, il tuo mutuo potrebbe essere cartolarizzato, cioè ceduto dalla banca a un altro operatore sul mercato.
Se è così puoi comunque rinegoziarlo, il tuo rapporto resta con la banca con cui lo hai stipulato e a cui continui a pagare le rate. Purtroppo, diverse banche usano la scusa della cartolarizzazione per non rinegoziare il mutuo.
In realtà, non c’è alcun impedimento a farlo, se non la mancanza di volontà della banca che non ha alcun interesse a rinegoziare le condizioni.
Se la banca non è disponibile a rinegoziare le condizioni del tuo mutuo, è possibile attivare la leva della concorrenza, cercando sul mercato un altro operatore con condizioni più interessanti.
In tale fattispecie si hanno due strade: la sostituzione del mutuo attuale con quello di un altro operatore o la surroga, cioè trasferire il tuo mutuo a un’altra banca che dia condizioni migliori.
Ma non è finita qui: i vantaggi della rinegoziazione del mutuo sono molti e non solo per il mutuatario, che può permettersi di modificare una situazione in suo favore risparmiando ed evitando di incorrere, in caso di eventuali difficoltà economiche d’improvviso sopraggiunte, nel rischio di insolvenza o, peggio, di segnalazione presso una Centrale Rischi.
Anche la banca infatti può tratte vantaggio da questa scelta poiché non si ritrova a dover risolvere il contratto di finanziamento o a dover forzare la vendita dell’immobile ipotecato in caso di recupero del capitale finanziato.

info@usurainbanca.it 
Fonte:Gennaro Adele

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Attenzione, diffidate di coloro che usano fare proclami sull’ Usura Bancaria

Attenzione, diffidate di coloro che usano fare proclami sull’ Usura Bancaria, poi vi presentano un conto  fuori da ogni criterio

Oramai il Web pullula di Analisti che promettono mari e monti e tante soluzioni, un consiglio fatevi presentare sempre un preventivo che sia il piu’ chiaro possibile, diffidate da coloro che dopo qualche ora vi richiama perchè vi offrono in partenza una preanalisi gratuita e magari fà seguito una promessa di recupero ma in cambio chiedono anticipi spropositati.

Quindi mi raccomando non passate dalla padella alla brace mettete sempre a confronto quanto viene offerto, promesso a che costi, molto spesso mi è capitato di fare Analisi Econometriche a clienti che poi è risultato nel ricalcolo non esserci alcuna usura o altro, questo vi porta solo ad aggravare la vostra situazione già grave.

Sarebbe buon costume da parte dell’imprenditore fare un’analisi econometrica dei propri conti correnti, questo come investimento e servirà innanzitutto a capire se la banca con la quale si opera si è sereni, quindi non fatevi prendere dall’euforia del momento e valutate sempre bene prima di affidare i vostri documenti, state lontani (per esperienza) da chi usa fare proclami e si autoinveste senza titolo sono dei ciarlatani a vostro salvatore

Pertanto valutate sempre attentamente, oggi il mercato offre la possibilità di raggiungere tantissimi operatori del settore in pochi giorni o addirittura poche ore grazie a internet la scelta arriverà da sola, ricordate valutare e scegliere, l’usura bancaria è una piaga sociale.

http://usurainbanca.it/attenzione-a-quelli-che-usano-fare-proclami-sullusura-bancaria-poi-vi-presentano-un-conto-fuori-da-ogni-criterio/

Buon Lavoro
CEO
Vincenzo De Stefano

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Mutui : se l’istituto di credito accetta la rinegoziazione la si puòattuare con una semplice scrittura privata senza dover passarenuovamente dal notaio.

Per rinegoziazione del mutuo si intende la modifica delle condizioni contrattuali del mutuo con la banca che lo ha erogato e con cui si è stipulato il contratto di finanziamento.

 

Mutui : se l’istituto di credito accetta la rinegoziazione la si può attuare con una semplice scrittura, sole24ore11gennaio2014 261x300

Mutui : se l’istituto di credito accetta la rinegoziazione la si può attuare con una semplice scrittura

 

Mutui : se l’istituto di credito accetta la rinegoziazione la si può attuare con una semplice scrittura

Per rinegoziazione del mutuo si intende la modifica delle condizioni contrattuali del mutuo con la banca che lo ha erogato e con cui si è stipulato il contratto di finanziamento.

Rinegoziare il mutuo non è un obbligo per l’operatore bancario, rientra nella sua politica aziendale decidere se accettarla o meno.

È, invece, un obbligo dell’istituto di credito, se accetta la rinegoziazione, attuarla con una semplice scrittura privata senza dover passare nuovamente dal notaio.

La rinegoziazione deve essere senza spese. La normativa vigente, prevede, infatti, che la rinegoziazione, la rinegoziazione non debba avere costi, per cui la banca non può applicare nessuna commissione all’operazione.

La banca deve rinegoziare, inoltre, con una scrittura privata, quindi non è necessario un nuovo atto di mutuo come, invece, alcuni istituti chiedevano.

La rinegoziazione del mutuo si può fare anche in caso di mutuo cartolarizzato: negli ultimi anni, molte banche hanno ceduto i loro crediti, come i mutui, ad altri operatori, per aumentare la loro liquidità di bilancio.

Quindi, il tuo mutuo potrebbe essere cartolarizzato, cioè ceduto dalla banca a un altro operatore sul mercato.

Se è così puoi comunque rinegoziarlo, il tuo rapporto resta con la banca con cui lo hai stipulato e a cui continui a pagare le rate. Purtroppo, diverse banche usano la scusa della cartolarizzazione per non rinegoziare il mutuo.

In realtà, non c’è alcun impedimento a farlo, se non la mancanza di volontà della banca che non ha alcun interesse a rinegoziare le condizioni.

Se la banca non è disponibile a rinegoziare le condizioni del tuo mutuo, è possibile attivare la leva della concorrenza, cercando sul mercato un altro operatore con condizioni più interessanti.

In tale fattispecie si hanno due strade: la sostituzione del mutuo attuale con quello di un altro operatore o la surroga, cioè trasferire il tuo mutuo a un’altra banca che dia condizioni migliori.

Ma non è finita qui: i vantaggi della rinegoziazione del mutuo sono molti e non solo per il mutuatario, che può permettersi di modificare una situazione in suo favore risparmiando ed evitando di incorrere, in caso di eventuali difficoltà economiche d’improvviso sopraggiunte, nel rischio di insolvenza o, peggio, di segnalazione presso una Centrale Rischi.

Anche la banca infatti può tratte vantaggio da questa scelta poiché non si ritrova a dover risolvere il contratto di finanziamento o a dover forzare la vendita dell’immobile ipotecato in caso di recupero del capitale finanziato.

fonte: Gennaro Adele

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Anatocismo e Usura: l’afflizione illegittima praticata dalla banca

Applicati dai potenti del Signoraggio Bancario, permette all’alta finanza di estorcere e creare moneta in modo occulto.

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Anatocismo e Usura: l’afflizione illegittima praticata dalla banca

Anatocismo e Usura: l’afflizione illegittima praticata dalla banca

Applicati dai potenti del Signoraggio Bancario, permette all’alta finanza di estorcere e creare moneta in modo occulto.

Titoli, derivati, swap, mutui, c/c, leasing, fidi e carte di credito sono i prodotti presi di mira dalle banche. Attraverso un meccanismo invisibile e potente, riescono a mettere in ginocchio imprese e famiglie, mediante un ingiusto metodo di calcolo debitorio, al fine di creare denaro alle spalle dei risparmiatori.

Sappiamo bene che l’istituto di credito nasce e si pone nel sistema economico come intermediario, tra produttori di moneta e risparmiatori, al fine di raccogliere denaro, o prestarlo, mediante un guadagno scaturito da interessi legali: altresì, questo compenso a fronte del capitale accordato è spesso applicato da tassi fuori mercato, con il solo fine di creare capitali, violando le norme di legge, a scapito dei comuni mortali.

Tutto ciò fa sì, che all’interno dei prodotti bancari acquistati dal cliente-risparmiatore, vi sia una possibilità molto elevata di anomalie finanziarie, chiamate Anatocismo e Usura, due reati diversi dal punto di vista giuridico. L’anatocismo rientra nell’illecito civile, contestabile attraverso l’applicazione di interessi minori su una base più larga pari al debito residuo e alle quote interessi già pagate, mentre l’usura perseguibile penalmente, è l’applicazione diretta di interessi esorbitanti, naturalmente il cliente è all’oscuro su questa forma di signoraggio bancario a vantaggio esclusivo degli istituti di credito.

Il tema a tutt’oggi poco conosciuto, ma attraverso una serie di semplici accertamenti può permettere al cliente di evidenziare vizi e anomalie sui propri prodotti, al fine di:

Recuperare il mal tolto
Rinegoziare le condizioni
Porre in atto delle azioni giudiziarie a un fine difensivo nei confronti della banca.

Giuridicamente, la pratica anatocistica è molto contenuta, visto che si parla di pratica civile. Si limita al rimborso delle somme ingiustamente estorte a favore del correntista, mediante una capitalizzazione semplice, diverso il reato di usura, in questo caso il diritto penale annovera l’usura come reato.

Il sistema bancario non è immune dal reato di usura. Purtroppo si sono verificati molti casi di istituti di credito, banche e società finanziarie che sono stati condannati dai tribunali per aver applicato interessi usurari, questo tipo di atto illecito prevede l’apertura di un’indagine penale da parte della magistratura al fine di perseguire i presunti responsabili tramite la legge 108 che ha inasprito la sanzione.

Dopo la sentenza n. 21095/2004 della Corte di Cassazione si è tornato finalmente a parlare di anomalie bancarie, anche se in maniera molto superficiale, ma vista la grave crisi economica, la possibilità di recuperare somme di denaro ingiustamente pagate non è cosa da poco. Il cliente-risparmiatore che crede di essere vittima (forse un po’ tutti) d’illecito bancario, deve recarsi presso un’associazione o studio privato di consulenza bancaria abilitato, al fine di far chiarezza sul rapporto contabile di conto corrente o strumento finanziario.

 

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fonte:gaetano emanuele

 

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Quindi mi raccomando non passate dalla padella alla brace mettete sempre a confronto quanto viene offerto, promesso a che costi, molto spesso mi è capitato di fare Analisi Econometriche a clienti che poi è risultato nel ricalcolo non esserci alcuna usura o altro, questo vi porta solo ad aggravare la vostra situazione già grave.

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Buon Lavoro
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Vincenzo De Stefano

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Banche tenute a risarcire

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La Corte di cassazione in caso di operazioni fatte senza ordine certo
di Debora Alberici*

Il consumatore ha diritto al risarcimento per le operazioni di investimento andate male ed eseguite dalla banca sui suoi risparmi senza un ordine certo. Non è necessario che dimostri il nesso causale fra il danno subito e l’attività sbagliata dell’istituto di credito. Lo ha sancito la Suprema corte di cassazione che, con la sentenza n. 17795 del 7 agosto 2014, ha respinto il ricorso di una banca che aveva perso del denaro sui conti di un consumatore per investimenti sbagliati.

In particolare gli ordini erano risultati con firma apocrifa o in bianco. I giudici di merito avevano accordato i danni al risparmiatore e ora la decisione è stata resa definitiva dalla prima sezione civile della Suprema corte.

In particolare, ad avviso degli Ermellini, la sentenza ha accertato l’illiceità di tutte le operazioni d’investimento eseguite sulla base di ordini non conferiti e/o non conosciuti dalla cliente ed ha, conseguentemente desunto, che le perdite patrimoniali prodotte da tali operazioni fossero causalmente imputabili a chi le avesse unilateralmente poste in essere, mediante una valutazione globale del pregiudizio patrimoniale, in quanto giustificato dall’illustrata natura delle operazioni eseguite.

Ne consegue la palese irrilevanza della mancata allegazione del nesso causale relativo a ciascuna operazione, non essendo stato mai né dedotto né allegato né provato dalla banca che una o più di tali operazioni non avessero determinato perdite patrimoniali pari al capitale investito allegate e dimostrate dalla cliente. Ma non è tutto.

In sentenza si chiarisce, inoltre, che non è necessario che il risparmiatore contesti tempestivamente il danno subito, in quanto è assorbente ed esclusiva la mancata informazione preventiva e conoscenza delle operazioni della banca da parte del risparmiatore.

Sul fronte degli interessi, riconosciuti dalla Corte d’appello di Torino, e contestati dall’istituto di credito, i supremi giudici hanno sottolineato che questi non possono essere calcolati dalla data dell’illecito sulla sola somma rivalutata «perché la somma dovuta, il cui mancato godimento va risarcito, va aumentata gradualmente nell’intervallo di tempo occorso tra la data del sinistro e quella della liquidazione». Ma non solo. «Sull’importo liquidato alla data della pronuncia», ha scritto Piazza Cavour, «possono essere riconosciuti gli interessi compensativi, da calcolarsi nella misura degli interessi al tasso legale sulla minor somma che ne avrebbe costituito l’equivalente monetario alla data di insorgenza del credito».

Nulla da fare, invece, per il risparmiatore sulla richiesta dei danno da mancato guadagno. Il cliente, per vedersi liquidare questa ulteriore voce, insieme al danno emergente, avrebbe dovuto documentare che il venir meno dei risparmi non gli ha permesso di guadagnare altro denaro. Di diverso avviso la procura generale di Piazza Cavour che aveva sollecitato di accogliere le ragioni presentata nel ricorso della banca.

* www.cassazione.net

 

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