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Ferrara e provincia Oltre venti istituti bancari praticano anatocismo

La denuncia dell’Adusbef: applicano interessi sugli interessi, ma è vietato

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Oltre venti istituti bancari praticano anatocismo

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L’anatocismo è l’azione con cui si sommano gli interessi al capitale sul quale sono stati calcolati, in modo che detti interessi producano a loro volta altri interessi supplementari. In altre parole si tratta del cosiddetto calcolo degli interessi sugli interessi.

Dal primo gennaio 2014 i  è stato reintrodotto per le banche il divieto di praticare l’anatocismo, una norma che le banche hanno faticato ad accettare, tanto che il Tribunale di Milano si è recentemente pronunciato per ben due volte per impedire alle banche qualsiasi pratica anatocistica.

Ciò premesso, la delegazione Adusbef di Ferrara ha cercato di fare chiarezza sul comportamento delle banche presenti in città e provincia, avviando un’ indagine per verificare il rispetto della norma che sancisce il divieto assoluto di applicare l’anatocismo.

A questo fine sono stati analizzati, presso le filiali o con la consultazione online, i fogli informativi di 29 istituti bancari. Per ogni istituto sono state analizzate diverse categorie di prodotti, sia per gli utenti “consumatori”, sia per gli utenti “imprese”. Complessivamente sono state analizzate le condizioni praticate per 77 “prodotti bancari”.

“I risultati dell’analisi sono assolutamente sconcertanti – dicono da  Adusbef – abbiamo  infatti rilevato che nessun istituto operativo a Ferrara e provincia ha recepito quanto stabilito dalla legge dello Stato. In 28 casi gli Istituti bancari operativi a Ferrara continuano ad applicare la capitalizzazione trimestrale degli interessi, come era legittimo solo fino al 31/12/2013, mentre una sola banca ha previsto la capitalizzazione annuale degli interessi: si tratta di una procedura che, pure se non rispetta pienamente quanto previsto dalla legge, se ne discosta in modo meno penalizzante per i correntisti”.

Adusbef ha verificato anche che non si tratta di un semplice ritardo “burocratico” nell’aggiornare le comunicazioni alla clientela, riscontrando che i fogli informativi consultati riportano date successive al 1/1/2014, con la sola eccezione di due prodotti bancari dei 77 controllati.

“E’ stata quindi effettuata una simulazione: considerando un correntista che utilizzi un fido di c/c di 10.000 euro, corrispondendo alla banca un tasso di interesse pari al tasso medio rilevato dalla Banca d’Italia (tasso che successivamente al 1/1/2014 si aggira attorno al 10%). Si può quindi calcolare che se la legge venisse correttamente applicata, il nostro correntista tra il 1/1/2014 ed il 31/3/2015 avrebbe corrisposto alla banca interessi per una somma complessiva pari ad euro 1.255,62. Con la capitalizzazione trimestrale, quella invece applicata da praticamente tutte le banche che operano nel nostro territorio, il monte interessi complessivamente pagato dal nostro correntista sarebbe stato di euro 1.320,28, superiore di euro 64,66 a quanto dovuto per legge. Una differenza che potrebbe anche sembrare non particolarmente significativa, ma si può pensare che in pratica una mensilità del famoso “bonus Renzi” di 80 euro è stato illegittimamente incamerato dalle banche. Senza contare che l’effetto anatocistico ha una evoluzione esponenziale: a tassi invariati, a fine 2015, l’effetto della capitalizzazione trimestrale degli interessi porterebbe il maggior onere per il nostro correntista ad euro 185,16”.

Nel presentare i risultati della ricerca, l’Avv. Lorenzo Buldrini, delegato Adusbef di Ferrara, ha voluto precisare che si tratta di una prima limitata verifica delle condizioni praticate dalle banche a Ferrara, ma che si sta mettendo a punto un progetto per costituire un osservatorio permanente, con l’obiettivo di individuare e denunciare ogni comportamento anomalo praticato dalle banche sul territorio ferrarese.

“Le ordinanze di Milano – conclude Buldrini – uno dei Tribunali più ascoltati e seguiti per quanto riguarda le questioni economico-finanziarie, ci incoraggiano a proporre anche a Ferrara la tutela dei correntisti nei confronti di questo ennesimo abuso delle banche, che invitiamo tutti a denunciare senza alcuna esitazione, rendendoci disponibili ad una verifica delle condizioni effettivamente applicate sui c/c.”

www.usurainbanca.it
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