Anatocismo, Usura Bancaria, Perizia Conto Corrente, Mutui e Leasing, cropped UsurAinBancA min

Banche, non più salvataggi Stato. Pagano anche depositi

I depositi delle banche sopra i 100mila euro dal 1 gennaio non saranno più senza rischi ma la possibilità che un risparmiatore debba pagare con i soldi del proprio conto corrente il fallimento del suo istituto di credito sono piuttosto remoti. Dopo l’esame del Consiglio dei Ministri, che ha esaminato i pareri della Commissione finanze del Senato resi mercoledì, manca così solo il via libera della Commissione Affari Europei per il completo recepimento delle norme europee sul bail in e la risoluzione delle banche. Norme che decretano la fine del’era dei salvataggi a carico degli Stati denominata bail out (esterno) a favore del bail in (interno).

Banche, non più salvataggi Stato. Pagano anche depositi, image 300x206
Banche, non più salvataggi Stato. Pagano anche depositi

Banche, non più salvataggi Stato. Pagano anche depositi

Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

Il recepimento tuttavia, pur essendo una delle condizioni, non apre ancora al piano di salvataggio del Fitd (il fondo tutela privato alimentato dalle banche) dei 4 istituti in crisi: Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti. Resta infatti incerto se la Ue, che secondo fonti va avanti nei contatti con le autorità italiane, ne considererà l’operazione come aiuto di Stato malgrado appunto il fondo sia alimentato dalle altre banche del paese.

Il sistema nazionale non ha mai pesato sulle casse dell’Erario. Gli interventi che sono costati miliardi ai contribuenti in Europa non si sono visti in Italia dove i Tremonti e poi Monti Bond erano prestiti dello Stato anche piuttosto onerosi. Da quella crisi europea nacque l’idea di non far pagare più i contribuenti ma con una scala gerarchica via via gli azionisti, gli obbligazionisti e poi, in ultimissima istanza anche i depositanti delle banche per la parte eccedente sopra la fatidica soglia dei 100mila euro. Va ricordato che se un correntista ha più conti presso lo stesso istituto la garanzia massima è sempre 100mila euro ma è doppia se il conto è cointestato con il coniuge. Un rischio che per i depositanti esiste ma, come ha spiegato più volte la Banca d’Italia e il suo governatore Iganzio Visco, è piuttosto remoto. Sia Via Nazionale che la Consob hanno piuttosto sottolineato l’importanza della trasparenza con l’obbligo per le banche di avvisare i risparmiatori dei rischi potenziali.

Non solo i depositanti sono esclusi dalle possibile perdite. Sono protetti infatti anche le obbligazioni garantite da attivi della banca (quali i covered bond); le passività interbancarie (ad esclusione dei rapporti infragruppo) con durata originaria inferiore a sette giorni; le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria, come ad esempio il contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un apposito conto; le passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a sette giorni; i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali, per questi ultimi purché privilegiati dalla normativa fallimentare; le passività nei confronti di sistemi di garanzia dei depositi derivanti dai contributi dovuti.

Le passività soggette al bail-in saranno innanzitutto gli strumenti di capitale, poi le passività subordinate e successivamente le obbligazioni bancarie non garantite. I depositi detenuti da famiglie o da piccole e medie imprese potranno essere intaccati solo per la parte che eccede i 100.000 euro, ma soltanto dopo le altre passività; ciò minimizza di fatto la probabilità che essi subiscano perdite in situazioni di dissesto.

Ma non è tutto. Le autorità hanno sempre in mano un’arma finale anche perchè, come ha ricordato il presidente Abi Antonio Patuelli, in Italia vige sempre l’art 47 della Costituzione che tutela il risparmio. In caso di bail-in, le autorità potranno sottrarre ulteriori passività alla riduzione o alla conversione in azioni, per evitare possibili effetti sulla stabilità finanziaria e assicurare la continuità di funzioni aziendali essenziali.

fonte: ildenaro.it

www.usurainbanca.it
Please follow and like us:
follow subscribe0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *