Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Veneto Banca, Confedercontribuenti: no rapina azionisti

 Veneto Banca, Confedercontribuenti: no rapina azionisti

«A pagarne le conseguenze sono sempre e soltanto i “risparmiatori-azionisti”, siano essi le famiglie che le imprese, mentre rimangono sostanzialmente impuniti i veri colpevoli che hanno diretto la Banca e che in questi anni ne hanno combinate di tutti i colori. Sono migliaia i casi dove emerge, nei rapporti con i clienti, l’usura bancaria e l’anatocismo». Così i vertici di Confedercontribuenti, il presidente Carmelo Finocchiaro e il vice Alfredo Belluco, commentano la notizia della delibera del cda di Veneto Banca che farà perdere a migliaia di azionisti ben l’81% del valore delle loro azioni. Valore passato da 39,50 euro per azione dei mesi precedenti ad appena 7,3 euro di oggi. Un vero e proprio colpo al risparmio di migliaia di famiglie e imprese. «Noi non ci fermeremo – aggiunge Alfredo Belluco – proprio in queste ultime settimane, insieme ad altre associazioni e con in testa Don Enrico Torta, presidente onorario di Confedercontribuenti Veneto, abbiamo chiamato alla mobilitazione migliaia di azionisti e il nostro ufficio legale nazionale sta valutando anche una eventuale azione penale nei confronti degli amministratori passati e presenti. Una situazione che colpisce soprattutto il Veneto e i veneti in maniera drammatica. Fra l’altro il decreto “salvabanche” potrebbe riservare un’altra beffa agli azionisti che comunque volessero recedere, perchè Bankitalia potrebbe anche limitare questo diritto se si intacca la solidità del capitale sociale. Insomma beffa dopo beffa il risparmio italiano va in fumo in nome e per conto di un sistema che favorisce il potere bancario rendendolo immune da responsabilità. Insomma vale la pena definirlo un sistema di “stampo bancario”

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UDINE 27 FEBBRAIO M.D.C.-F.G.V INCONTRA GLI AZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI VICENZA E DI VENETO BANCA Per info 371.1773998 – 0432 1636762

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Il decreto omnibus sulle banche appena approvato dal Governo prevede anche il reverse charge esteso alle cessioni di PC, tablet, consolle

Il decreto omnibus sulle banche appena approvato dal Governo prevede anche il reverse charge esteso alle cessioni di PC, tablet, consolle

reverse charge : cosa cambierà?

Frodi contabili Iva e vendita all’asta di case: nuove regole dal decreto sulle banche

Ieri il Governo ha dato il via libera al maxi-decreto sulle banche al fine di rafforzare il sistema bancario che prevede anche la riforma delle BCC e la garanzia statale per le sofferenze cartolarizzate al fine di accelerare il recupero dei crediti da parte degli istituti. E’ stato invece messo in stand-by il provvedimento per i rimborsi ai risparmiatori truffati dalle quattro banche in risoluzione. Sono stati varati anche i decreti legislativi che attuano le direttive europee n. 2013/42/UE e la n.2013/50/UE, il cui scopo è l’armonizzazione degli obblighi di trasparenza sugli emittenti di valori mobiliari e la lotta alle frodi contabili in materia di Iva. Il maxi-decreto approvato il 10 febbraio dal Consiglio dei Ministri contiene anche delle agevolazioni sulle vendite giudiziarie. Per quando riguarda l’armonizzazione degli obblighi di trasparenza relativi alle informazioni sugli emittenti di valori mobiliari è stato previsto innanzitutto l’innalzamento della soglia del 3 % oltre la quale scattano gli obblighi di  comunicazione al mercato regolamentato delle partecipazioni azionarie rilevanti. Viene prevista anche l’eliminazione della rendicontazione trimestrale delle società emittenti, cui spetterà alla Consob il potere di reintrodurla.

Lotta alle frodi contabili sull’IVA e sul reverse charge

Il maxi-decreto sulle banche introduce anche una procedura veloce che consente di applicare il reverse charge quando i controlli fiscali mettono in luce l`esistenza di frodi in particolari tipologie di transazioni commerciali. Lo scopo del reverse charge consiste proprio nell’evitare le frodi Iva, che si realizzano laddove il prestatore del servizio non proceda al versamento dell’IVA addebitata in via di rivalsa, fatto salvo il diritto alla detrazione per il committente-acquirente. La norma contenuta nel dlgs amplia infatti l’elenco delle operazioni per cui si può applicare il regime del reverse change per il versamento dell’Iva. Il reverse charge viene esteso infatti alle cessioni di consolle da gioco, tablet, laptop e PC e ai dispositivi a circuito integrato. Ad esempio i microprocessori e le unità centrali di elaborazione e destinati al consumatore finale. Il Dlgs elimina dall’ambito applicativo del reverse charge le cessioni dei telefoni cellulari. Il Ministro dell’economia e delle finanze ha il potere di individuare poi attraverso l’emanazione di propri decreti ulteriori operazioni da assoggettare a reverse charge. Il reverse charge si applica a tali nuove operazione a patto che esse siano effettuate dal 12 Aprile in poi e fino al 31 dicembre 2018.

Procedure di vendita all’asta della casa: velocizzazioni

Il Governo ha anche pensato ad un incentivo fiscale al fine di vendere più facilmente gli immobili pignorati dalle banche. Una norma del decreto elimina l’imposta di registro al 9%, calcolata sul valore dell’immobile e la sostituisce con un’imposta unica da 200 euro, sempre che l’immobile sia rivenduto entro i due anni successivi all’acquisto. Se l’immobile non dovesse essere rivenduto nei 2 anni successivi, l’acquirente dovrà versare l’imposta di registro del 9%. L’agevolazione fiscale sarà operativa per i beni acquistati entro il 31 dicembre 2016, salvo successive proroghe, e riguarderà anche gli acquisti effettuati da persone fisiche. Tale accelerazione avvantaggia quindi i creditori e in particolare le banche spesso impegnate, per lunghi anni, in pignoramenti immobiliari che non sempre vanno a buon fine.

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Benzina, arriva l’Accisa Olimpionica per Roma 2024. Renzi: “Sono piccoli sacrifici che gli italiani faranno volentieri

 

“Benzina, arriva l’Accisa Olimpionica per Roma 2024. Renzi: “Sono piccoli sacrifici che gli italiani faranno volentieri”

Se c’è chi ruba, bisogna avere il coraggio di mandarlo in galera e di
 alzare le pene per evitare i patteggiamenti e di insistere su una idea
che chi fa politica prova a proporre un sogno per il Paese”. Le
Olimpiadi in Italia, ha concluso, “sono un sogno, un
progetto che deve essere rigoroso, tenace e di alta qualità”. E più
tardi al Senato ha aggiunto, provocando la protesta dei Cinque
Stelle: “Nel progetto delle Olimpiadi del 2024 vedo l’idea di un paese
che torna a puntare alla medaglia d’oro, vedo l’ambizione di un paese che
 crede possibile essere nelle condizioni di puntare al meglio”.
Insomma sembrano essere sempre più le “Olimpiadi di Renzi“.
 Ma tutto ciò ha un costo. Il primo effetto della più grande manifestazione sportiva al mondo è l’introduzione della cosiddetta Accisa Olimpionica, cioè un aumento della benzina di circa 12
 centesimi al litro (stime di Padoan in persona), la quale comporterà un
 aggravio medio di ben 953;euro annui a famiglia. Insomma, mentre
nel resto del mondo il petrolio crollo a picco, da noi il carburante
continua ad essere un bene di lusso, ormai consentito a pochissimi.
La notizia a cui abbiamo creduto e di cui riportiamo la fonte (come
sempre del resto), stando a quanto riportato da Bufale. net (da molti
indicato come un blog di notizie vicino al Pd, ma per noi poco importa),
 risulta essere una bufala. No sappiamo se ciò sia vera, ma per tutta
onestà intellettuale, che da sempre ci caratterizza ci tenevamo ad
informarvi anche di questo.

“Benzina, arriva l’Accisa Olimpionica per Roma 2024. Renzi: “Sono piccoli sacrifici che gli italiani faranno volentieri”

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Il vero motivo dietro all’abolizione della banconota 500 euro: fa parte di una strategia di guerra valutaria per svalutare l’euro

12 febbraio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – La guerra ai contanti è ormai diventata la nuova frontiera delle guerre valutarie. Oggi i ministri delle Finanze dell’area euro si sono incontrati per discutere dell’eliminazione della banconota di 500 euro. La misura è stata proposta dalla Germania e la Bce e la Francia si sono già dichiarate a favore, sostenendo che aiuterà a combattere la criminalità (riciclaggio di denaro, lavoro in nero).
Sta iniziando lentamente il processo silenzioso che porterà così all’abolizione del contante, come vogliono governi e banche centrali nell’era di tassi di interesse zero o negativi, per scongiurare una fuga di capitali dall’Europa degli investitori stranieri e una corsa agli sportelli dei clienti bancari.

Come ha ricordato di recente Benoit Coeure, membro del direttivo della Bce, la banca sta studiando quale sarà il destino dei 500 euro, perché è preoccupata che l’uso delle delle banconote di grosso taglio nei crimini come riciclaggio di denaro stia aumentando”. L’utilità dell’utilizzo della banconota da 500 euro per i pagamenti di somme elevate viene messa in discussione.
Per aiutare la lotta al traffico di denaro sporco delle mafie, al mercato in nero e all’evasione fiscale l’esecutivo in Germania ha proposto anche nuovi limiti ai contanti fino a 5 mila euro, seguendo le orme di altri 12 paesi dell’area euro. A differenza di Francia o paesi scandinavi, però, la decisione del governo tedesco ha scatenato una mini insurrezione, perché nel paese teutonico si fa molto uso di cash per i pagamenti.
L’analista di Banf of America Merrill Lynch Athanasios Vamvakidis ha commentato così le conseguenze che potrebbe avere una simile decisione nel blocco a 19:

L’euro si indebolirà, soprattutto contro dollaro e franco svizzero. Il biglietto verde è la moneta più liquida e dovrebbe guadagnare dal calo della domanda di euro. Anche il franco svizzero dovrebbe essere favorito da una simile misura perché ha le banconote di maggiore taglio tra le economie del gruppo dei grandi del G10″.

In un paese ricco come la Svizzera, la banconota da 1000 franchi è molto popolare: rappresenta più del 60% dei franchi in circolazione. A meno che la Banca nazionale svizzera (SNB) non segua l’esempio della Bce abolendo tale banconota, la valuta elvetica registrerà un incremento della domanda.
Ormai le guerre valutarie si fanno con la morte dei contanti.

Fonte principale: FT Alphaville

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LA GERMANIA GARANTISCE CREDITI MARCI DELLE SUE BANCHE PER IL 115% DEL PIL TEDESCO! E IMPONE IL BAIL IN A NOI – I fatti e le opinioni del Nord – ilnord.it

INCHIESTA / LA GERMANIA GARANTISCE CREDITI MARCI DELLE SUE BANCHE PER IL 115% DEL PIL TEDESCO! E IMPONE IL BAIL IN A NOI – I fatti e le opinioni del Nord – ilnord.it

Mentre l’evanescente
ministro Padoan scriveva sotto dettatura degli oligarchi europei la
normativa capestro sulle (una per ciascuna banca) bad bank italiane che
impone, de facto, che il governo non presti garanzia sulle sofferenze
bancarie cartolarizzate, abbattendone così in modo drammatico il valore
reale e spalancando le porte alla più grossa rapina di risparmio privato
che la storia italiana possa ricordare, emergevano dati decisamente
interessanti riguardanti i crediti “marci” garantiti dagli Stati della
Ue.
E anche in questo
caso, si è scoperto che il re è nudo e che la classe politica italiana
non sarebbe adatta nemmeno a gestire un condominio. Per quale motivo?
Semplice: mentre
ricevevamo la solita dose di insulti dagli eurocrati e dal tedesco
Schauble sul fatto che gli italiani sono brutti, sporchi e cattivi e
devono pagare di tasca propria i problemi delle banche senza alcun
intervento pubblico, si veniva a sapere che i “virtuosi” paesi nordici
ovvero Germania e Olanda già a fine 2014, avevano garantito sofferenze e
crediti marci delle proprie banche per oltre il 100% del proprio PIL
(rispettivamente 115,1% Germania e 109,2% Olanda) contro un modesto
44,3% dell’italico stivale.
Un valore, quest’ultimo, addirittura più basso di quanto non abbia l’Inghilterra col suo 55,8%.
Che dire? Di fronte a
questi dati che smentiscono apertamente gli attacchi fatti dagli
eurocrati al nostro Paese, un governo serio ed autorevole, avrebbe
sbattuto i pugni sul tavolo, rifiutato di farsi dettare le norme da
questo branco di ciarlatani e avrebbe salutato la compagnia,
riappropriandosi della propria sovranità.
Ma, poiché, il
coraggio uno non può darselo se non ce l’ha, l’ectoplasmatico Padoan ha
fatto quello che avrebbe fatto un Don Abbondio qualsiasi, chinando il
capo di fronte al potente di turno e lasciando oltraggiare in modo
vergognoso il paese che rappresenta.
Del pari, l’ineffabile
ministro tedesco Schauble, tanto pronto a bacchettare gli italiani,
chiudeva tutti e due gli occhi sulla situazione mefitica di Deutsche
Bank, la principale banca tedesca, quell’entità con un patrimonio di
titoli tossici da superare di svariate volte l’intero PIL europeo e
sulla cui tenuta si stanno addensando nubi nerissime, tanto che i
cosiddetti credit default swap, ovvero le coperture dal rischio di
fallimento, sono schizzati a 236 punti, un livello mai visto nemmeno
durante la crisi del 2008. Un valore, tra l’altro, più alto di quello di
Unicredit, che quindi è ritenuta una banca – italiana – molto più
solida e affidabile della scalcinata e pericolante Deutsche Bank.
Siamo certi che se si
fosse trattata di una banca italiana o greca, o spagnola, Schaeuble,
l’uomo responsabile della distruzione del tessuto industriale della
Germania dell’Est, salvato da pesantissime incriminazioni con apposita
legge dello stato tedesco,  avrebbe prontamente sbraitato di bail in, di
vergogna per l’europa, di necessità di misure drastiche e severe.
Tuttavia, poiché si tratta di una sua banca, si è limitato a dire che
“non vedo problemi”, anche se i mercati non la pensano come lui e in 6
mesi il buco con la banca tedesca attorno ha perso il 55% del suo valore. Un dato in linea col crollo di Mps, tanto per capirci.
Queste due vicende: i
titoli garantiti dallo stato e il trattamento che viene riservato in
questo momento a Deutsche Bank, dovrebbero farvi capire come gli
oligarchi della Ue adottino due pesi e due misure a seconda che si
tratti di situazioni tedesche o dei Paesi mediterranei.
Per quanto ancora dovremo tollerare di farci calpestare, umiliare, denigrare, depredare da questa Unione europea sempre più uguale al III Reich anche dal punto di vista del razzismo?
Un primo segnale lo
possiamo dare alle prossime amministrative, bocciando in blocco i
candidati dei movimenti che appoggiano questo governo servo degli
oligarchi Ue, e non fatevi incantare da quattro urla fatte dal premier
non eletto contro la Germania: contano i fatti, e quelli dicono che per
l’ennesima volta ha calato le braghe, giocando sulla pelle dei cittadini
che, d’altra parte, non lo hanno mai votato.
Luca Campolongo
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