Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

CODACONS SOLLEVA VIOLAZIONE DIRETTIVE UE SU CONFLITTO DI INTERESSI E CHIEDE DI RIMETTERE FASCICOLO A CORTE EUROPEA

BANCHE: DISCUSSO OGGI RICORSO CODACONS CONTRO BAIL-IN

Si è conclusa da poco la discussione al Tar del Lazio del ricorso promosso dal Codacons contro il decreto salva-banche e la legge sul bail-in.
Nel corso delle due ore di udienza, gli avvocati di Bankitalia hanno pubblicizzato la
decisione dell’organo di valutazione definitiva, che avrebbe confermato la correttezza dell’operato dell’ente, chiedendo al Tar di acquisire il documento, ma il Codacons ha fatto notare che il D.lgs n.180 del 2015 prevede l’obbligo del segreto per le informazioni di cui Banca d’Italia dispone in qualità di autorità di risoluzione; pertanto la proposta è stata ritirata.
Il Codacons ha sostenuto dinanzi ai giudici le responsabilità di Bankitalia e Consob relativamente al crac di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, e ha eccepito la violazione dell’ art. 3 della Direttiva Ue 59/2014 che vieta di nominare coma autorità di risoluzione la stessa autorità di vigilanza, proprio per evitare conflitti di interessi tra soggetti in causa, in questo caso chi poteva essere responsabile di omissioni e negligenze sulle 4 banche e chi sul destino delle stesse banche doveva poi esprimersi.
Il Codacons ha così chiesto di rimettere il fascicolo alla Corte di Giustizia Europea -affinché sia dichiarata illegittima la procedura di salvataggio delle 4 banche, in quanto appare violata la direttiva Ue in materia – e alla Corte Costituzionale, perché il bail-in rappresenta un esproprio non a favore dello Stato ma a favore di soggetti privati, in questo caso i 4 istituti salvati con i soldi dei risparmiatori.
Entro 7 giorni si attende la decisione del Tar del Lazio.

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Banche: per occultare le gravi responsabilità di Bankitalia inventato Atlante

(Adusbef – Federconsumatori) – Per occultare le gravissime responsabilità e l’evidente omessa vigilanza su un evidente collasso del sistema bancario italiano, dichiarato ‘solido’ e ripetuto come un mantra ‘stabile’ dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco: «Il sistema bancario italiano non…

BPVi, centri sociali protestano davanti casa Zonin: dopo gli scontri con la polizia Pavin del Bocciodromo finisce all’ospedale

Nel pomeriggio di sabato 16 aprile è andato in scena a Gambellara il concentramento di soci e risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza e attivisti dei centri sociali veneti: una manifestazione partita da Piazza del Municipio e arrivata davanti a casa di Gianni Zonin, ex presidente della BPVi ora indagato dalla magistratura. I manifestanti, molti dei quali con il volto coperto da maschere, hanno lanciato pomodori e uova marce contro il palazzo di Zonin.

BPVi, centri sociali protestano davanti casa Zonin: dopo gli scontri con la polizia Pavin del Bocciodromo finisce all’ospedale:

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Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dopo il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e VB: critiche a valorizzazione NPL

Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dopo il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e VB: critiche a valorizzazione NPL Il fondo stabilizzerà i titoli più volatili, gli investitori chiedono riforme e certezze Nuovo fronte sui BTp…

Tribunale condanna la Nuova Banca Marche: interessi usurari e imprenditore fallito

 L’Istituto di credito aveva iscritto azienda pescarese nelle sofferenze della Centrale rischi

Tribunale condanna la Nuova Banca Marche: interessi usurari e imprenditore fallito

fonte: Redazione Pdn
Tribunale condanna la Nuova Banca Marche: interessi usurari e imprenditore fallito 
PESCARA. Il tribunale di Pescara in composizione collegiale ha ribaltato la decisione del giudice unico ordinando alla Nuova Banca Marche di cancellare dalle sofferenze a Centrale Rischi presso la Banca D’Italia un’azienda messa sul lastrico dalla vecchia Banca Marche.

Un’azienda produttrice di componenti di arredamento industriale di Pescara, ha contestato l’applicazione di interessi usurari querelando la vecchia Banca Marche. La società è stata segnalata a sofferenza presso la Centrale dei Rischi della Banca D’Italia dalla Nuova Banca Marche con la pretesa di farsi pagare anche interessi usurari contestati.
L’azienda si è affida alla Sos Utenti e con la difesa tecnica del suo presidente onorario Gennaro Baccile e la difesa dell’avvocato Andrea Florindi di Ortona ha ottenuto la vittoria.
Il Tribunale di Pescara, in formazione Collegiale (presidente di Sezione Giudice Marco Bortone, Giudice Relatore Sergio Cassarella e Giudice a latere Federica Colantonio), ha ordina la immediata cancellazione dalla posizione di sofferenza della centrale dei rischi presso la Banca D’Italia in quanto secondo i giudici «non può che ritenersi illegittima la segnalazione fatta senza preavviso o possibilità di evitare la stessa da parte della società».
Appena la segnalazione tra gli insolventi è stata nota alle altre banche e ai fornitori, l’azienda si è vista chiudere i rubinetti del credito con restringimento immediato dei fidi e il blocco delle forniture commerciali.
Il caso è finito a febbraio scorso anche sulla Gabbia condotta da Paragone sulla 7. L’azienda si è rivolta ai giudici e dopo una prima pronuncia negativa del Giudice Unico Carmine Di Fulvio, il collegio ha accolto in pieno il ricorso, revocando la pronuncia del primo Giudice, ordinando la immediata cancellazione della illegittima segnalazione a Centrale dei Rischi e ponendo in risalto che anche la BCC di Cappelle sul Tavo, pur continuando a credere nell’affidabilità dell’azienda, aveva dovuto sospendere il rinnovo dei fidi per «l’appalesato pregiudizievole».
«Lo strumento estorsivo a cui ha fatto ricorso la Banca», secondo la Sos Utenti, «è stato proprio la minaccia e poi attuazione della segnalazione a Sofferenza in Centrale Dei Rischi presso la Banca D’Italia, senza nemmeno preavvisare l’Impresa come ha posto in rilievo il Tribunale. Le Banche», sottolinea Baccile, «o per sbaglio o per determinazione a delinquere, si scambiano i favori con degradanti segnalazioni a Centrale Rischi drenando illegittimamente risorse dalle già disastrate aziende per tappare i buchi dei loro Bilanci. Buchi ben evidenti soprattutto nelle banche fallite come la Vecchia Banca Marche. Nel caso dell’azienda di Pescara», conclude Baccile, «la constatazione più inquietante è che la Banca è subentrata alla vecchia banca fallita e non si è minimamente curata di appurare se la segnalazione fosse illegittima oppure no e che alla richiesta dell’azienda di cancellazione dalla voce Sofferenze presso la Centrale Rischi ha risposto e confermato che loro erano in regola. Ora non resta che querelarla per estorsione. Questo è il vero dramma dell’Economia delle aziende. Strozzate, spesso, illegittimamente dalla banche».
La banca è stata condannata anche ad un risarcimento di 5 mila euro in favore della società.

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Va revocato il decreto ingiuntivo se la banca non produce tutti gli scalari relativi al rapporto di conto corrente Tribunale di Torino, 23 marzo 2016, n. 1670

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, grava sulla banca – attore in senso sostanziale – l’onere della produzione integrale dei contratti ed estratti conto pertinenti all’intero rapporto. Per l’effetto, è da considerarsi nullo il decreto ingiuntivo emesso in favore dell’istituto di credito, qualora nel corso del giudizio di opposizione sia mancata la produzione degli estratti conto scalari. Tale mancanza impedisce di verificare se il tasso di interesse, le spese e gli altri oneri applicati dalla banca siano conformi alle pattuizioni contrattuali.

Va revocato il decreto ingiuntivo se la banca non produce tutti gli scalari relativi al rapporto di conto corrente

Avv. Sabatina Mogavero
Tribunale di Torino, 23 marzo 2016, n. 1670 – giud. Marino    
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Notifica della cartella di Equitalia: quando può essere fatta valere la nullità?

autore: V.I.   

La Cassazione, con sentenza n.6887/16, ha individuato i doveri che ricadono sugli agenti di riscossione nel momento in cui notificano.

La Cassazione, con sentenza n.6887/16, ha individuato i doveri che ricadono sugli agenti di riscossione nel momento in cui notificano.

Prova della notifica della cartella esattoriale

Notifica della cartella di Equitalia: quando può essere fatta valere la nullità?

Ricevere la notifica di una cartella di Equitalia è sempre una brutta sorpresa. Questo perché al destinatario contribuente non vengono lasciate molte possibilità. La scelta ricade sul rassegnarsi a pagare l’importo dovuto, o sul procedere con la contestazione della pretesa impositiva se illegittima. C’è da dire, però, che le armi a disposizione del contribuente per difendersi e dichiarare nulla la cartella sono poche, proprio perché Equitalia sta bene attenta a non commettere errori.
Tuttavia, è bene ricordare che ci sono delle eccezioni. A tal proposito, una recente sentenza della Corte di Cassazione ha messo in luce l’errore più ricorrente in cui cade Equitalia. Si tratta della mancata prova della notifica della cartella di pagamento, da cui scaturiscono una serie di conseguenze processuali. Benché, infatti, la legge (Dpr n. 602/1973, art. 26) imponga ad ogni agente della riscossione di conservare per 5 anni la copia della cartella, il Consiglio di Stato ultimamente ha esteso tale obbligo di custodia delle cartelle esattoriali e degli altri atti presupposti a 10 anni. Ha ritenuto, infatti, che questo è un obbligo minimo di conservazione e non un termine massimo (sentenza n .5410/15).

Doveri amministrativi e probatori che gravano sugli agenti di riscossione

Ne consegue che il contribuente ha 10 anni di tempo per presentare istanza di accesso, quindi ha il diritto di prendere visione e di esaminare tutti gli atti relativi alle fasi di accertamento, riscossione e versamento, da cui possano emergere vizi sostanziali e procedurali. Accanto a tale statuizione favorevole al contribuente, la Cassazione, con la sentenza n.6887/16, in accordo all’orientamento maggioritario, ha statuito che tutte le volte che il contribuente solleva l’eccezione di difetto di notifica della cartella, spetta ad Equitalia provare in giudizio la regolarità della notifica di una cartella esattoriale. A questo onere probatorio non è posto alcun termine di scadenza, dal momento che un processo può durare anche 15 o 20 anni. Tale prova può essere fornita dall’ente con:

  • L’esibizione dell’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata A/R, se la consegna è avvenuta dal postino.
  • L’esibizione della relazione di notifica redatta dall’ufficiale giudiziario nel caso di consegna a mano della cartella.

Qualunque altro mezzo di prova, come ad esempio la schermata del tracking online del servizio postale che permette di conoscere l’iter della raccomandata è ritenuto irrilevante, e quindi può determinare una pronuncia del giudice favorevole al contribuente. La Corte di Cassazione ha ribadito, nel caso di specie che, una cosa è conservare le cartelle notificate e altri atti impositivi a soli fini amministrativi, un’altra cosa è l’obbligo di conservazione ai fini di un corretto assolvimento dell’onere della prova in causa.
Ecco perché Equitalia non solo deve essere pronta ad esibire al cittadino le relazioni di notifica o gli avvisi di ricevimento delle raccomandate, ma deve stare anche attenta a non perdere la relata di notifica o l’avviso di ricevimento, perché una volta citata in giudizio, non potrà più far valere le proprie ragioni. In tal caso è destinata a perdere la causa e il cittadino può vedersi annullata la pretesa di pagamento.

Invalida la raccomandata inviata con il servizio di poste private

Sempre in tema di notifiche a mezzo posta la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.7156/2016, ha statuito che il D.Lgs. n.261/1999, pur liberalizzando i servizi postali, ha continuato a riservare in via esclusiva, per esigenze di ordine pubblico, all’Ente Poste, gli invii raccomandati relativi alle procedure amministrative e giudiziarie. In tali procedure quindi, la consegna e la spedizione con raccomandata, affidata ad un servizio di posta privata, devono considerarsi inesistenti, perché non assistite da alcuna funzione probatoria collegata dalla legge al concetto di “invii raccomandati”.

 

autore: V.I.

 

 

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Problemi economici: Un 75enne friulano pensionato suicida – giornaleditalia

Un 75enne friulano si è tolto la vita nella stanza di un hotel. Ritrovata una lettera in cui spiega la situazione
Aveva
problemi economici. Per questo un 75enne di Premariacco (Udine) si
sarebbe tolto la vita nella stanza di un hotel di Remanzacco dove aveva
trascorso la notte.
La
tragedia è stata scoperta, come riporta ‘Il Gazzettino’, martedì
mattina, quando gli  addetti della struttura ricettiva sono entrati
nella stanza dell’anziano, rinvenendo il corpo esanime. 
Immediato
l’allarme al 118, ma per il pensionato non c’era più nulla da fare: i
sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. 
Sul
luogo sono arrivati anche i carabinieri della locale stazione che hanno
avviato le indagini e informato il pm di turno della Procura di Udine. 
Da
un primo esame esterno della salm, disposto dal magistrato, non è
emerso nulla ed è stata quindi ordinata l’autopsia per stabilire le
cause e l’ora della morte.  Escluso comunque il coinvolgimento di terze
persone.
Intanto
sono state sequestrate dai militari alcune boccette d’acqua e una lunga
lettera in cui l’uomo si scusa con i familiari per il suo gesto. 
Stando
agli scritti il pensionato, con famiglia, si sarebbe tolto la vita per
problemi economici, anche se al momento non è ancora chiaro di che
natura. 
Pochi
giorni fa, a Barlassina (Monza e Brianza), Giuseppe Gallina, 70 anni,
bancario in pensione, ha ucciso la moglie Fiorella Radaelli, di 66,
sgozzandola con un coltello da cucina e poi ha tentato di impiccarsi al
balcone al primo piano della sua villetta a schiera, ma la corda si è
spezzata, è precipitato nel vuoto ed è morto. Un omicidio suicidio
legato, secondo quanto trapelato, al vizio del gioco. La donna era
malata di videopoker, spendeva anche 200 euro al giorno alle slot
machine e aveva debiti fin sopra il collo. Più volte il marito era
andato a prenderla di forza alla sala giochi. A scoprire i corpi la
sorella di una delle vittime che era andata a casa dei Gallina per una
visita: quando sono arrivati i volontari del 118 per i due non c’era più
nulla da fare. 

Aveva problemi economici. Per questo un 75enne di Premariacco (Udine) si
sarebbe tolto la vita nella stanza di un hotel di Remanzacco dove aveva
trascorso la notte.

La tragedia è stata scoperta, come riporta ‘Il Gazzettino’, martedì
mattina, quando gli  addetti della struttura ricettiva sono entrati
nella stanza dell’anziano, rinvenendo il corpo esanime. Immediato
l’allarme al 118, ma per il pensionato non c’era più nulla da fare: i
sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sul
luogo sono arrivati anche i carabinieri della locale stazione che hanno
avviato le indagini e informato il pm di turno della Procura di Udine. 
Da un primo esame esterno della salm, disposto dal magistrato, non è
emerso nulla ed è stata quindi ordinata l’autopsia per stabilire le
cause e l’ora della morte.  Escluso comunque il coinvolgimento di terze
persone.
Intanto sono state sequestrate dai militari alcune boccette d’acqua
e una lunga lettera in cui l’uomo si scusa con i familiari per il suo
gesto. Stando agli scritti il pensionato, con famiglia, si sarebbe tolto
la vita per problemi economici, anche se al momento non è ancora chiaro
di che natura. 

Pochi giorni fa, a Barlassina (Monza e Brianza), Giuseppe Gallina,
70 anni, bancario in pensione, ha ucciso la moglie Fiorella Radaelli, di
66, sgozzandola con un coltello da cucina e poi ha tentato di
impiccarsi al balcone al primo piano della sua villetta a schiera, ma la
corda si è spezzata, è precipitato nel vuoto ed è morto. Un omicidio
suicidio legato, secondo quanto trapelato, al vizio del gioco. La donna
era malata di videopoker, spendeva anche 200 euro al giorno alle slot
machine e aveva debiti fin sopra il collo. Più volte il marito era
andato a prenderla di forza alla sala giochi. A scoprire i corpi la
sorella di una delle vittime che era andata a casa dei Gallina per una
visita: quando sono arrivati i volontari del 118 per i due non c’era più
nulla da fare.

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IL MONDO PARALLELO: economia, finanza, banche USA ed Europee nel mirino | IntermarketAndMore

E che problema c’è? La borsa USA rompe livelli di resistenza importanti e si dirige verso i vecchi massimi storici. In modo impavido e quasi sfrontato. Poco importa se il quadro degli utili societari è quantomeno preoccupante. Il grafico degli utili previsti per il primo trimestre del 2016 ci riporta un -10%. Se vi sembra poco. Ma il mercato non se ne preoccupa. Il grafico che vi riporto è veramente incredibile. E’ dal 2011 che non si fa che registrare utili operativi in diminuzione. Ma grazie ad operazioni di finanza straordinaria si è sempre fatto moltissimo per tenere in tensione i profitti. Il FMI denuncia diversi rischi sistemici? Il mercato non li prezza, grazie al sentiment positivo e all’atteggiamento propositivo delle banche centrali. Ma questo non ci sorprende. Stupisce invece che 5 banche USA decisamente ‘big’ falliscono gli stress test fatti dalla FED. Come dice The Guardian, US banks not prepared for another financial crisis Federal Reserve and FDIC reject ‘living wills’

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Anatocismo: MDC, UNC e Codacons incontrano On. Boccadutri « Help Consumatori

“L’impegno delle Associazioni consumatori per una maggiore trasparenza e sostenibilità dei costi relativi a finanziamenti, in particolare agli interessi passivi, continua anche dopo l’approvazione
dell’emendamento Boccadutri”. Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori hanno incontrato l’On. Boccadutri, per un confronto sui possibili ulteriori miglioramenti da apportare in sede di approvazione della Delibera CICR riguardo il delicato tema del credito a
famiglie e PMI.

anatocismo 

Le tre Associazioni hanno sollevato anche il tema della portabilità del conto corrente,
che potrebbe favorire scelte più convenienti per i consumatori,
attualmente bloccati nel cambiare banca dalle complicazioni legate al
trasferimento del conto e dei servizi ad esso collegati (ad esempio
carte di credito, pagamento mutui e rate, domiciliazione bollette, etc.)
e il tema delle segnalazioni abusive alle Centrali rischi.

Su queste problematiche importanti in un momento di difficoltà
economica delle famiglie e PMI, pur in presenza di timidi segni di
ripresa, Codacons MDC e UNC si impegnano a chiedere all’ABI e ai
maggiori gruppi bancari l’attivazione di tavoli di confronto sulle
nuove regole introdotte dall’emendamento Boccadutri.

Anatocismo: MDC, UNC e Codacons incontrano On. Boccadutri « Help Consumatori

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