Anatocismo, Usura Bancaria, Perizia Conto Corrente, Mutui e Leasing, cropped UsurAinBancA min

Banche italiane, Ue conferma allarme. Arriva troika?

ROMA (WSI) – Le banche italiane sorvegliate speciali da parte dell’Unione europea come ha precisato il vicepresidente del Parlamento Ue, Valdis Dombrovskis, parlando a Bloomberg Tv.

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“Stiamo monitorando la situazione da vicino e siamo in stretto contatto con le autorità italiane in merito a possibili passi. Ci sono diverse modalità di azioni possibili che sono ancora oggetto di discussione e per questo non posso aggiungere dettagli in questo momento”.

Le preoccupazioni sulla solidità del sistema bancario italiano sono arrivate subito dopo l’esito del referendum sulla Brexit, il 23 giugno scorso che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea e di conseguenza uno shock sui mercati finanziari con i titoli bancari in picchiata a Piazza Affari. Da qui l’allarme del Governo che nei giorni scorsi ha avanzato l’idea di un intervento diretto dello Stato per sostenere il settore bancario con un’iniezione di liquidità pari a 40 miliardi di euro. Anche se una fonte vicina a Palazzo Chigi, afferma che invece il governo italiano starebbe studiando eventuali garanzie sui bond bancari. E se le conferme o le smentite ufficiali non arrivano, certo è che la questione è arrivata ai piani alti, ossia dinanzi all’Ue. Come afferma Valdis Dombrovskis in merito al piano italiano per proteggere il settore bancario:

“Attualmente la situazione è sottoposta ad attento esame ed è un lavoro condotto da diverse direzioni generali della Commissione, quelle che si occupano di mercati finanziari, affari economici e concorrenza, dato che ci sono vari aspetti che riguardano la stabilità finanziaria, le regole di concorrenza e così via”.

Nel frattempo il premier Matteo Renzi tenta di rassicurare i risparmiatori, escludendo qualsiasi tipologia di rischio. Ecco le parole del Presidente del Consiglio al termine del Vertice del Pse, in merito ai rumor circolati nei giorni scorsi circa una trattativa in corso tra il governo italiano e la Commissione Ue per allentare temporaneamente le regole del bail-in per gestire le difficoltà delle banche:

“Non c’è una situazione in cui si viva chi sa quale trattativa, stiamo discutendo, affronteremo eventuali emergenze, ma i cittadini siano consapevoli che non c’è alcun rischio per i loro risparmi (…) E’ evidente che i mercati stiano soffrendo, oggi va un po’ meglio, è una normale fluttuazione considerando che siamo davanti a un ,o quale la Brexit”.

Fonte : Banche italiane, Ue conferma allarme. Arriva troika? 
autore : Alessandra Caparello 

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“Dopo Brexit, all’euro basta una spallata per cadere”

Altro che polemica interna al partito Conservatore, se la Brexit ha vinto le ragioni vanno cercate nelle profonde disparità economiche che dividono la City of London dal resto dell’Inghilterra; secondo l’economista Emiliano Brancaccio (Università del Sannio) le ragioni del voto britannico arrivano da lontano, e potrebbero mettere in discussione lo stesso futuro dell’euro.

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La Brexit “aprirà un’altra crepa sulle mura del fortino monetario creato dalla Bce“, ha detto Brancaccio, intervistato da l’Espresso, “Se ci saranno forti ripercussioni sul settore bancariola situazione potrebbe precipitare anche nei rapporti interni all’Eurozona[…] Con il governo tedesco ostile a qualsiasi mutualizzazione dei debiti, l’Unione non dispone di strumenti adeguati per affrontare una nuova crisi bancaria. Non so se sarà la Brexit, ma l’intero progetto di unificazione europea potrebbe cadere ormai anche con una sola spallata”.

All’indomani del voto del referendum britannico non sono mancate le analisi secondo le quali la campagna populista condotta da Boris Johnson e Nigel Farage ha persuaso i ceti più anziani e meno colti della popolazione, minimizzando sui disagi (veri o presunti) alla base della vittoria del Leave. E’ stato solo un voto deciso dalle pulsioni xenofobe? Brancaccio non la pensa così:

“L’immigrazione è stata al centro del dibattito referendario, i partiti xenofobi ci hanno sguazzato e ci guadagneranno sul piano politico ma la crescita dei flussi migratori, a ben guardare, è solo il sintomo di un problema più di fondo: un’eccezionale divaricazione tra i tassi di occupazioneanche nei diversi Paesi dell’Unione europea, che costringe tanti lavoratori a spostarsi dalle aree in crisi verso quelle caratterizzate da andamenti economici migliori o comunque meno disastrosi”.

Il Regno Unito, in particolare, è la meta di molti altri cittadini dell’Ue in cerca di lavoro. Secondo Brancaccio il deficit commerciale della Gran Bretagna rivela una latente situazione d’instabilità:

“Chi vuol capire davvero cosa sia successo dovrebbe interrogarsi sui motivi per cui pezzi rilevanti della società britannica, rappresentativi dell’industria del Nord e non solo, hanno scelto di andare contro la City di Londra aderendo alla campagna per l’uscita dall’Ue. Una delle ragioni è che in Gran Bretagna si sta diffondendo una crescente preoccupazione verso la tendenza del Paese ad importare molti più beni e servizi di quanti ne riesca ad esportare. Finora questo deficit è stato coperto con ingenti prestiti di capitale dall’estero, ma una tendenza del genere non può durare all’infinito e prima o poi sfocerà in una crisi commerciale”.

La Brexit può essere una risposta al deficit commerciale, attraverso barriere doganali più alte e moneta svalutata? Troppo presto per dirlo, secondo l’economista campano, ma è chiaro che “c’è una lotta in corso tra le tendenze liberoscambiste del grande capitale e le pulsioni protezioniste dei proprietari più piccoli e maggiormente in affanno”, e in questa lotta non emergono posizioni originali in grado di cercare nuove strade.

fonte: “Dopo Brexit, all’euro basta una spallata per cadere”
autore: Alberto Battaglia

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Financial Times : Brexit, Renzi ha fallito, Italia prossima a uscire

L’Italia è il Paese che l’Europa dovrà tenere d’occhio, per evitare di perdere il prossimo pezzo e naufragare definitivamente. A puntare gli occhi sul nostro Paese è Wolfgang Münchau, fra i più noti commentatori del Financial Times: la Brexit “non solo spezza i legami fra Regno Unito e il blocco europeo, e probabilmente quelli fra Scozia e Inghilterra: ha il potenziale per distruggere l’Eurozona. […] Sono convinto che le conseguenze della Brexit saranno neutre o moderatamente negative per il Regno Unito, ma devastanti per l’Unione Europea”.

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Perché sarebbe proprio l’Italia “la prossima tessera di domino” prossima alla caduta? Tre sono i passaggi riassunti da Münchau: la sconfitta del premier Matteo Renzi nel prossimo referendum di ottobre, dal cui esito dipende la sua sopravvivenza a Palazzo Chigi, l’arrivo al potere del Movimento 5 stelle, e, infine, la vittoria del ‘no’ nel referendum sull’euro che i Cinque Stelle promettono nel proprio programma. E se l’Italia dovesse abbandonare l’Eurozona, per di più attraverso un procedimento non consensuale, sarebbe un disastro globale peggiore del crac Lehman Brothers o della crisi del ’29, scrive l’editorialista del Ft.
Personalizzare il referendum costituzionale è “un azzardo non meno rischioso di quello compiuto da David Cameron”, pericoloso anche perché “l’elettorato italiano è in un umore insurrezionalista”.
Le ragioni per la rabbia, comunque, non mancano: secondo Münchau “Renzi ha fallito nell’arginare gli scandali della corruzione e, soprattutto, nel risollevare l’economia del Paese”, la cui “produttività non cresce da quando è entrata nell’euro, nel 1999”.
Financial Times : Brexit, Renzi ha fallito, Italia prossima a uscire
fonte : WSI  autore :  Alberto Battaglia

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Imprenditore vittima di usurai, ora denuncia banca «Lotterò fino all’ultimo per tenermi la mia casa»

Dopo essere stato vittima degli strozzini, l’imprenditore palermitano denuncia l’istituto di credito, che ha messo all’asta la sua abitazione: «La perizia del consulente del tribunale fa emergere che si tratta di un’applicazione illegale degli interessi»
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«Sono molto arrabbiato, li vorrei trascinare in prigione. Mi sento un’energia tale che potrei affrontare un esercito di banche». Si chiude così il racconto di Ignazio La Barbera a MeridioNews, imprenditore palermitano ridotto allo stremo prima dagli usurai e adesso dalla banca, contro la quale ha formalizzato una denuncia penale. Ma per capire la sua storia, bisogna fare qualche passo indietro. «Avevo un ingrosso di preziosi e fornivo le gioiellerie di tutta la Sicilia. Nel 1985, a causa di insoluti di una certa consistenza, ho avuto un problema di illiquidità. Per questo motivo – spiega l’uomo – ci sono state delle persone che hanno voluto aiutarmi. Piano piano sono entrato in un giro particolare, un vortice dal quale non sono più riuscito a venir fuori». Il vortice di cui parla è quello dell’usura, che nel 1991 lo costringe a chiedere un prestito a un istituto bancario. «Chiedo 500 milioni di lire e mi fanno valutare la mia casa, una villa bifamiliare dove ancora oggi vivo con la mia famiglia» dice ancora La Barbera. Il perito della banca valuta la casa un miliardo e mezzo di lire. «Mi erogano un mutuo fondiario di 500 milioni: si tratta di un’operazione bancaria dove la banca che stipula questo mutuo diventa proprietaria, levando eventuali privilegi accampati da altri» precisa ancora l’uomo. Il prestito sarebbe servito a pagare gli usurai. Ma in realtà l’imprenditore si ritrova a non poter più pagare neppure il mutuo della banca.
«Nel 2000 inizio a ricevere minacce e aggressioni. Decido allora di denunciare, e si arriva a delle condanne. Lo Stato mi riconosce vittima di usura e di estorsioni» torna a dire l’uomo, che si sente di lanciare un messaggio alle persone in difficoltà: «Denunciate! L’incubo finisce davvero». Quello che non finisce, invece, è l’avventura con la banca, alla quale La Barbera non riesce più a saldare le rate del mutuo. «A questo punto la banca vende il mio credito all’Italfondiario di Roma. Il mio credito iniziale era 500 milioni di lire: ne ho pagati circa 250-300, oltre ad altri 140mila in euro. Eppure, oggi la banca vanta un credito nei miei riguardi di oltre 650mila euro». A La Barbera resterebbe un saldo di 200mila euro, che però non riesce a colmare. La banca decide anche di mettere la sua casa all’asta. L’imprenditre riesce a bloccarla temporaneamente avvalendosi dell’articolo 20 della legge 44/99 per le vittime dell’usura e dell’estorsione, che concede 300 giorni di sospensione.
«Il termine scadrà il 12 luglio e la casa sarà nuovamente all’asta» dice l’uomo, che aggiunge amareggiato: «Oltre al danno, la beffa: la casa va all’asta per un importo di 158mila euro, una cifra irrisoria». Una perizia del tribunale, inoltre, stima che l’immobile varrebbe 550mila euro. «La denuncia penale scatta perché ho fatto fare una perizia dal professore Renato Castagnetta e sono saltati fuori interessi usurai e anatocismo bancario per diverse migliaia di euro» spiega ancora l’uomo. L’imprenditore si augura che giorno 12 l’asta sia vacante. «Se dovesse andare venduta la casa – dice – mi opporrò con tutte le mie forze, lotterò fino all’ultima goccia del mio sangue. Farò ricorso e mi rivolgerò a chiunque potrà aiutarmi. Non intendo rinunciare alla mia casa». A sostenere La Barbera c’è Sos Impresa, associazione antiracket e antiusura: «Siamo di fronte a una situazione incredibile – dice il presidente Costantino Garraffa – La nostra struttura legale, capitanata dall’avvocato Fausto Amato, si costituirà parte civile in un contraddittorio».

 
Imprenditore vittima di usurai, ora denuncia banca «Lotterò fino all’ultimo per tenermi la mia casa»
fonte :  MeridioNews   autore : Silvia Buffa
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Thomas Jefferson : Denaro in mano ai Banchieri Privati = Schiavizzazione della Popolazione e Perdita della LIBERTA’

Correva l’anno 1743 esattamente il 13 Aprile e Thomas Jefferson affermo’ : “Se il monopolio della emissione di Denaro dovesse cadere in mano ai BANCHIERI otterremo un male persino peggiore di eserciti in armi, ovvero la Schiavizzazione della Popolazione che perderebbe ogni LIBERTA’ di fatto” . Thomas Jefferson : Denaro in mano ai Banchieri Privati = Schiavizzazione della Popolazione e Perdita della LIBERTA’
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Thomas Jefferson : Denaro in mano ai Banchieri Privati = Schiavizzazione della Popolazione e Perdita della LIBERTA’

Thomas Jefferson : Denaro in mano ai Banchieri Privati = Schiavizzazione della Popolazione e Perdita della LIBERTA’

Correva l’anno 1743 esattamente il 13 Aprile e Thomas Jefferson affermo’ : “Se il monopolio della emissione di Denaro dovesse cadere in mano ai BANCHIERI otterremo un male persino peggiore di eserciti in armi, ovvero la Schiavizzazione della Popolazione che perderebbe ogni LIBERTA’ di fatto”

Ecco servito signori COLAZIONE, SPUNTINO, PRANZO, SPUNTINO e CENA e a chi dobbiamo ringraziare di tutto questo ?

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Brexit, Donald Trump: “Via anche l’Italia. Renzi? Non so chi sia”

 Dopo il Brexit Francia, Italia e Spagna sono “candidati” a seguire l’esempio della Gran Bretagna “perchè sono in difficiltà”, ma “non sono i soli: ce ne sono molti altri che sono pronti alla loro versione della Brexit.
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Brexit, Donald Trump: “Via anche l’Italia. Renzi? Non so chi sia”

 Vedrete”. Parola di Donald Trump. In una intervista a La Stampa, il candidato repubblicano alla Casa Bianca spiega che “sono stati commessi troppi errori in Europa, dall’immigrazione alla politica monetaria.
L’intero mondo è in tumulto, per colpa di questa leadership e di quella americana, che non sanno cosa fanno”. Il miliardario neyorkese torna sulla crisi dei rifugiati e non risparmia stoccate al cancelliere tedesco Angela Merkel. “La stimavo molto e le ho sempre fatto i complimenti, fino a quando ha preso quella sciagurata decisione sull’accoglienza dei rifugiati. Così ha trasformato la Germania in un Paese da cui i suoi abitanti vogliono scappare”. Trump non si scompone davanti alla considerazione che diversi leader europei, come il presidente del Consiglio Matteo renzi, hanno appoggiato Hillary Clinton o preso posizione contro di lui. “Renzi – dice – non lo conosco neppure, non mi importa. È irrilevante. L’unica cosa importante è avere l’appoggio del popolo americano, che a novembre mi eleggerà presidente”.
fonte : ilgiornale.it 
autore : Claudio Torre
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UDINE UMILIATA, UDINE FUORI CONTROLLO, IL VERDE DI PIAZZALE OSOPPO TRASFORMATO IN LATRINA

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UDINE UMILIATA, UDINE FUORI CONTROLLO, IL VERDE DI PIAZZALE OSOPPO TRASFORMATO IN LATRINA
 In pieno centro, in piazzale Osoppo, Udine subisce un’altra umiliazione, gli udinesi insultati.

Honsell ha altro cui pensare, se ne va in Australia a studiare il piratismo, che’ tanto il capoluogo è ormai è fuori controllo.
Udine è unica in tutto lo stivale, per tanti motivi, Ci si accorge man mano che passano i giorni e trascorrono le stagioni.
I prati, invece di essere in fiore, sono nella merda. Le panchine occupate dalle migliaia di clandestini hanno invaso la città. Ognuno fa quello che je pare. Non c’è controllo, non c’è pulizia, non c’è sicurezza e il malcostume dilaga. La più bella città del Nord Est trasformata in latrina, la disinvoltura con cui il tipo in foto defeca è disarmante. In pieno giorno, in pieno centro, piazzale Osoppo.  
Ecco la foto della vergogna e del declino di Udine.
fonte: leopost

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“L’Europa ci porta alla morte” Il magistrato Caracciolo: “Bisogna uscire dall’eurozona.

Il magistrato Caracciolo: “Bisogna uscire dall’eurozona. Altrimenti diventeremo un paese deindustrializzato e del terzo mondo come Romania e Bulgaria”

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Bisogna uscire dall’eurozona. Altrimenti diventeremo un paese deindustrializzato e del terzo mondo come Romania e Bulgaria. È una lotta contro il tempo”. A dirlo, in una intervista al Populista, è Luciano Barra Caracciolo, magistrato presidente di sezione del Consiglio di Stato, autore del libro “Euro e (o?) democrazia costituzionale – La convivenza impossibile tra Costituzione e Trattati Europei”. Caracciolo parla della Brexit: “Dobbiamo considerare che la Gran Bretagna è fuori dall’euro. Dunque i britannici non sono un popolo ricattabile da una banca centrale che detiene la sovranità monetaria al posto della democrazia istituzionale. Questo è il punto fondamentale”. E sull’Italia spiega: “Un risultato analogo dovrebbe prevedere come condizione il fatto di non essere ricattabili. Altrimenti l’esito potrebbe essere quello della Grecia, con il governo che ha accettato e poi imposto al popolo misure peggiori di quelle che il popolo stesso aveva respinto col referendum. In Italia una reazione di questo tipo sarebbe possibile solo attraverso un grande moto popolare, un riunirsi di tutte le istanze di malcontento non solo nella logica operaista ma nella logica costituzionale del lavoro che include artigiani, commercianti, coltivatori diretti, categorie di persone che nei programmi dell’elite finanziaria devono essere spazzate via”.
Infine la disamina sull’euro: “Dentro l’euro abbiamo accumulato deficit anche per il cambio sbagliato. Stiamo aggiustando questo deficit ma a costo della distruzione della domanda interna. Che significa disoccupazione altissima e tante imprese che chiudono. L’Italia per correggere i conti con l’estero sta distruggendo il proprio tessuto industriale. Questo ci dà l’interesse a reagire, è una questione di sopravvivenza. La gente si uccide. Ed è inammissibile questa sorta di darwinismo automatico, accettato come metodo di governo. Però il contagio per chi è ricattato si ferma di fronte all’incognita del trattamento Grecia. Ci vuole forza e visione politica, occorre sapere quali mosse prendere e adottarle con sangue freddo e determinazione”. 

fonte : ilgiornale.it
autore: Luca Romano 

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Sora (FR) – Anatocismo, banca condannata: due correntisti ottengono risarcimento

L’ufficiale giudiziario ha <bussato> alla porta della filiale di una nota banca nazionale chiedendo il pagamento di 57 mila euro, così come stabilito dalla sentenza pronunciata dal giudice del tribunale di Frosinone Gianluca Mauro Pellegrini. La motivazione? L’illegittimità di interessi e spese (il cosiddetto anatocismo bancario) percepiti dall’istituto di credito.

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Sora (FR) – Anatocismo, banca condannata: due correntisti ottengono risarcimento

fonte : tg24.info

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Dieci milioni di italiani poveri, ma il Pd fa i favori alle banche – Blog di Beppe Grillo


di MoVimento 5 Stelle
Gli italiani alle amministrative hanno dato un segnale di cambiamento: vogliono che si pensi ai loro interessi, non a quelli delle lobby e dei banchieri. Il Pd se ne frega e continua a fare favori alle banche ai danni dei cittadini, in questo caso dei piccoli imprenditori. Con un decreto vogliono consentire alle banche di espropriare più facilmente i capannoni e i beni delle piccole imprese italiane.
Prima era arrivato dal governo l’esproprio rapido forzato delle abitazioni dei cittadini che ritardano con le rate del mutuo. Ora lo stesso meccanismo si estende ai capannoni e agli asset strumentali delle aziende, prese per il collo dagli istituti che erogano loro dei prestiti.
Il governo costringe a occuparsi dell’ennesimo decreto a favore delle banche mentre nulla viene fatto per i dieci milioni di italiani in povertà. Non si potrà neppure discutere perché in commissione Finanze, alla Camera, stanno ghigliottinando i tempi di analisi degli emendamenti e si preparano ad azzerare le prerogative del Parlamento con l’ennesima fiducia che serve a coprire le schifezze contenute nel testo.
Basteranno nove mesi dopo tre rate non pagate e la banca potrà portarsi via il capannone: una vergogna che loro chiamano “patto marciano”. Inoltre, basterà un inadempimento che sarà deciso dalla banca nel contratto di finanziamento e l’istituto potrà anche prendersi macchinari, brevetti, scorte di magazzino o altri beni mobili non registrati dell’imprenditore. Uno scandalo che loro chiamano “pegno non possessorio”.
E’ così che si pensa di favorire il credito alle Pmi? Stringendo loro un cappio intorno al collo? Stiamo parlando di quelle stesse imprese che poi hanno enormi difficoltà a recuperare in tempi brevi i loro crediti (soprattutto verso la Pubblica Amministrazione).
Non faremo passare l’ennesimo regalo alle banche.
In più, oltre al danno per le attività economiche, ecco la beffa per i risparmiatori colpiti dal ‘salva-banchieri’: rimborsi automatici non per tutti gli obbligazionisti e solo fino all’80%. Gli altri? Dovranno ricorrere agli arbitrati dell’Anticorruzione di Cantone secondo una procedura che ancora nemmeno si conosce.
Il M5S continua a lavorare per i cittadini e le Pmi, il Pd pensa solo alle banche.
Ps: I consiglieri eletti del MoVimento 5 Stelle all’opposizione non accettano nessun incarico di giunta nè deleghe consiliari da parte dei sindaci eletti con altre forze politiche, ma voteranno le proposte di buon senso per la città da qualsiasi parte politica provengano

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