Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Casa. Il pignoramento illegittimo determina il risarcimento del danno da stress.

Quando le conseguenze delle attività illegittime del creditore sono gravi e possano essere quantificate, allora è possibile chiedere l’indennizzo al giudice.

“La domanda al risarcimento dei danni subiti dal debitore per una procedura illegittima da parte del creditore o dell’Ente, può essere avanzata ai sensi dell’art. 96, comma secondo, cod. proc. civ. e presuppone perciò l’istanza di parte, nonché l’accertamento dell’inesistenza del diritto per cui è stato eseguito il provvedimento viziato e della mancanza della normale prudenza in capo all’Agente della riscossione. Ne consegue che, però, non sono risarcibili le insoddisfazioni costituenti conseguenze non gravi ed insuscettibili di essere monetizzate perché bagatellari”. Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 12413 del 16 giugno 2016 in merito alla responsabilità del creditore per aver attivato una procedura illegittima.

I fatti di causa. Il Tribunale di Taranto, accogliendo le domande di Tizia nei confronti della Società Gestione Entrate e Tributi, dichiarava la nullità dell’iscrizione di un atto amministrativo e condannava la società al pagamento della somma a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale. Avverso tale pronuncia, la società proponeva impugnazione in appello; la corte territoriale, con sentenza rigettava la domanda e confermava la condanna della società al pagamento del risarcimento del danno dovuto ai sensi dell’art. 96 cod. proc. civ. Per le ragioni esposte, la società proponeva ricorso per cassazione.
Il pignoramento immobiliare. È una procedura che permette, nei casi in cui il debitore sia intestatario di uno o più beni immobili, di pignorare e vendere all’asta il bene per soddisfare il credito. In linea generale, i creditori possono intraprendere una procedura esecutiva per qualsiasi importo (sempre che ne abbiano una reale convenienza economica), tuttavia bisogna distinguere se ad azionare l’esecuzione forzata è un agente della riscossione (Equitalia) oppure un privato.
Nel caso di pignoramento del creditore privato, in base all’art.2740 c.c. “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”, quindi, i creditori privati (come banche, fornitori, ecc.) potranno ipotecare e procedere alla vendita di un bene immobile del debitore, come un terreno o la casa (anche se sia la prima dove egli ha stabilito la propria residenza). In tale situazione, non esiste alcun limite quando si tratta di tali soggetti, che possono procedere, così come avviene per i pignoramenti mobiliari e presso terzi per qualunque importo, anche di basso ammontare, sempre che ne ravvisi l’utilità.
Nel caso di pignoramento di Equitalia, in questo caso sono presenti dei limiti: in base al “genere”, sarà pignorabile l’immobile, anche unico, adibito a studio professionale, oppure dato in affitto a terzi ma non l’unica casa adibita ad abitazione; in base al “valore”, prima del pignoramento dovrà sempre iscrivere ipoteca; tale ipoteca potrà essere iscritta solo per un debito superiore a 20.000 euro e, infine, il pignoramento potrà essere avviato solo per un debito superiore a 120mila euro.
Il pignoramento illegittimo. In generale, il pignoramento di un immobile è sempre lecito quando sorretto da un valido titolo esecutivo (ossia una sentenza, un contratto di mutuo, un decreto ingiuntivo, ecc.). Diverso è, però, il discorso quando il titolo esecutivo viene revocato a seguito di un’opposizione, perché ritenuto insussistente o illegittimo. In tal caso, non solo l’eventuale pignoramento deve essere revocato, ma al debitore che, per causa di tale pignoramento, non abbia potuto pagare i propri debiti con lo stesso o altri soggetti, è dovuto anche un risarcimento del danno (Cass. sent. n. 10518/2016).
=> Pignoramento immobile con regolare contratto di locazione
L’orientamento della responsabilità aggravata. In giurisprudenza è ormai pacifico che l’art. 96 c.p.c. disciplina una responsabilità in capo al soccombente che, all’interno del processo, abbia compiuto un’attività qualificabile quale “illecito processuale”, quando il comportamento assume modalità illecite sostanziandosi nell’abuso del diritto di agire o resistere in giudizio. Una responsabilità speciale rispetto alla generale norma di cui all’art. 2043 c.c. e devoluta al giudice cui spetta conoscere il merito della controversia (Cass. n. 17523 del 2011). Sicché, per le suesposte considerazioni, secondo una recente sentenza (Corte di Cassazione con la sentenza n. 6533 del 5 aprile 2016) non sussiste alcuna ragione per cui le norme sulle responsabilità patrimoniali non possano trovare un limite nell’abuso del diritto. A dire della Cassazione, il novellato art. 111 Costituzione (giusto processo) comporta l’ingiustizia di un processo che sia esito di un abuso del diritto, derivante dall’utilizzo, in modo sproporzionato, dei mezzi di tutela. Quindi il mancato utilizzo della «normale prudenza» nell’aggressione dei beni del debitore – prevista dall’articolo 96 c.2 del codice di procedura, – e cioè il superamento di un terzo del valore del credito (articolo 2875 del codice civile), farà scattare le sanzioni processuali; ne discende che Iscrivere un’ipoteca sproporzionata comporta la responsabilità aggravata del creditore.
=> Quando la banca può prendersi la tua casa.
I precedenti del risarcimento del danno da stress da Fisco. Nel momento in cui viene provato che l’Amministrazione ha agito per negligenza (colpa), attivando in questo senso una serie di attività a danno del contribuente (pignoramento), deve essere risarcito il danno da stress. Questo è il principio di diritto emerso dalla Ctp di Roma con la sentenza 52/26/08 che ha condannato l’Amministrazione per lite temeraria. Nel caso in esame il debito riveniva dalle imposte non pagate da una signora la cui eredità era stata esplicitamente rifiutata dalla figlia. I giudici, pertanto, oltre a rifarsi all’articolo 2043 del Codice civile e 96 co. 2 c.p.c. , hanno voluto riconoscere al contribuente anche un danno morale connesso al «patema d’animo e allo stress» determinati dalla tenace resistenza delle Entrate, nonché dell’impossibilità di rinegoziare il contratto di mutuo sull’immobile a causa della illegittima iscrizione ipotecaria. In altra pronuncia Ctp di Milano n. 314/15/07 è stato evidenziato che l’Ufficio, pur trovandosi dalla parte del torto, ha continuato ad avanzare in maniera scriteriata le pretese verso il cittadino. Tuttavia, le argomentazioni delle Entrate, sono state considerate come inopportune e gravemente pregiudizievoli per la conservazione di un corretto rapporto tra amministrazione e contribuente, trattato senza il doveroso rispetto e addirittura con ironia in deciso contrasto, quindi, con quanto previsto dallo Statuto del contribuente.
Il ragionamento della Corte di Cassazione con la sentenza n. 12413 del 16 giugno 2016. La sentenza in esame non esclude a priori il risarcimento da stress, ma lo elimina solo “in quei casi in cui non vi sia un pregiudizio effettivo e percepibile”. Invece, laddove le conseguenze del comportamento illegittimo di Equitalia siano gravi e possano essere quantificate, allora è possibile chiedere l’indennizzo al giudice, insieme all’atto di ricorso. Questo è il tipico caso di un pignoramento immobiliare illegittimo (es. ipoteca su una casa che blocca le trattative di vendita). Affinché sia possibile richiedere il risarcimento, occorre chi vi sia la c.d. responsabilità processuale aggravata dell’Ente intesa come mala fede o colpa grave. In questi casi, ne discende che “il giudice tributario può conoscere anche la domanda risarcitoria proposta dal contribuente ai sensi dell’art. 96 cod. proc. civ., , potendo, altresì, liquidare in favore di quest’ultimo, se vittorioso, il danno derivante dall’esercizio, da parte dell’Amministrazione finanziaria, di una pretesa impositiva “temeraria”, in quanto connotata da mala fede o colpa grave, con conseguente necessità di adire il giudice tributario, atteso che il concetto di responsabilità processuale deve intendersi comprensivo anche della fase amministrativa che, qualora ricorrano i predetti requisiti, ha dato luogo all’esigenza di instaurare un processo ingiusto”. (In tal senso Cass. S.U. n. 13899/13, nonché da Cass. n. 3003/14, n. 27534/14 e, da ultimo, ord. n. 3376/16).
Le conclusioni. Alla luce di tutto quanto innanzi esposto,la Corte di Cassazione con la pronuncia in commenti ha rigettato il ricorso della contribuente in quanto, per i giudici, non erano risarcibili comunque i danni consistenti in meri disagi, fastidi, disappunti, ansie e ogni altra espressione di insoddisfazione, costituenti conseguenze non gravi e insuscettibili di essere monetizzate perché bagatellari.

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BANKITALIA dovrebbe CONGELARE E SOSPENDERE TUTTE LE SEGNALAZIONI IN CENTRALE RISCHI DA BV E BPVI un po’ di buon senso no ???

BPVI e BV Continuano a segnalare i clienti alla Centrale Rischi, siamo alle solite, la solita Italietta che permette anche a chi HA ROVINATO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE , inducendo qualcuno al SUICIDIO SI PERMETTONO ANCORA di segnalare la clientela!!!!!!!!

Ma in che razza di PAESE VIVIAMO, A CHI E COSA ASPETTANO LE ISTITUZIONI a fermare questi signori?
Questi vanno COMMISSARIATI, fermati, e invece in questa nazione ancora dettano la LORO LEGGE!!

UsurAinBancA.it
Vincenzo De Stefano

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Manifestazione per la confisca di Bankitalia al Tribunale di Roma Pecoglioni Italia Tour. Tappa n. 59. Speciale Tribunale Roma. 18/06/2016

https://www.youtube.com/watch?v=zAgb_6ZRXh0

Manifestazione per la confisca di Bankitalia al Tribunale di Roma Pecoglioni Italia Tour. Tappa n. 59. Speciale Tribunale Roma. 18/06/2016

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OLBIA : Anatocismo e usura, tre banche nei guai

TEMPIO. Ancora un rinvio nel procedimento penale relativo all’accusa di applicazione di tassi usurari da parte di due istituti bancari nei confronti di una società, la San Trano Srl di Luogosanto.

continua a leggere qui : lanuovasardegna.it 

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PORDENONE: Interessi gonfiati, Bnl condannata: risarcirà l’azienda di 215mila euro

PORDENONE – (c.a.) Dopo una battaglia legale durata ben 5 anni, la BNL Banca nazionale del lavoro è stata condannata per anatocismo. Dovrà restituire a una società di Spilimbergo 201.587 euro. 
Così ha stabilito il giudice del Tribunale di Pordenone a cui si era rivolta l’Adusbef, 

Continua a leggere qui : Interessi gonfiati, Bnl condannata: risarcirà l’azienda di 215mila euro

fonte : ilgazzettino.it

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“Confischiamo le banche” per salvare gli Italiani dalla crisi. Manifestazione nazionale a Roma sabato 18 giugno

 (ASI) Roma – In esclusiva assoluta per AGENZIA STAMPA ITALIA una notizia assolutamente unica! Una denuncia per richiedere alla magistratura di confiscare le quote della Banca d’Italia possedute da banchieri privati, che controllano ben il 95% delle quote, solo un 5% è in mano all’INPS!

Le istituzioni tremeranno,
Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia
Confischiamo Le Banche
Manifestazione contro la magistratura perché non
Persegue il signoraggio.
Sabato 18 Alle ore 10.00 a Roma in Via Golametto (Piazzale Clodia)
IL SAPERE, INFATTI, MODIFICA I RAPPORTI DI FORZA ED INNESCA IL CONFRONTO. Il CONFRONTO, POI, È IN SE’ RIVOLUZIONARIO, E NEL CONFRONTO OGNI FORMA DI PREVARICAZIONE SI DISSOLVE.
L’On. Avv. Alfonso Luigi Marra è nato il 18.12.1947, a San Giovanni in Fiore (CS). È cassazionista e costituzionalista e, dal 1973, ha difeso circa 100.000 cause per circa 70.000 clienti, in vari campi, con esito quasi sempre vittorioso. Esercita in tutta Italia ed all’estero. Vive tra Roma, Napoli e Siena, ed, occasionalmente, in Australia. Paese, l’Australia, di cui,
in seguito ad una lunga controversia 1985/2000) con la Magistratura e le Istituzioni, legata
ad una sua vicenda familiare, ha avuto modo di approfondire la normativa, e dove ha pubblicato quattro volumi in tema di storia della cultura, diritto di famiglia, sociologia ed
altri temi. È stato membro, da parlamentare europeo (1994/1999), della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Australia e la Nuova Zelanda. È stato Coordinatore nella Commissione Istituzionale del Parlamento. Ora L’avvocato Alfonso Luigi Marra ha annunciato che il 18 Giugno prossimo, presenterà alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia, per chiedere alla magistratura di confiscare le quote della Banca d’Italia possedute da banchieri privati, che controllano ben il 95% delle quote, solo un 5% è in mano all’INPS. In pratica l’avvocato Marra chiede ai giudici di stroncare il signoraggio. Al di là di cosa esprime la legge, ossia che la privatezza della Banca Centrale italiana e di quelle europee sia un CRIMINE, non c’è alcun dubbio.
Questo meccanismo consente ai banchieri centrali di creare denaro dal NULLA, mediante la
BCE, per poi prestarlo, ad un tasso prossimo allo zero, alle Banche private, che a loro volta lo prestano alle nazioni, con tassi di interesse annuali che vanno dall’1% pagato dalla Germania, al 20% pagato dalla Grecia, che inevitabilmente è finita gambe all’aria, passando
per il 6/7% che pretendevano dall’Italia quando il famoso spread aveva raggiunto quota 500
punti, spianando la strada al bilderberghino e trilateralista Mario Monti, quello che “non sa
nemmeno cosa sia” la massoneria.
Dunque tutti insieme, si scende in piazza per protestare contro la magistratura poiché non confisca le quote private di BCE Bankitalia e non ferma l’immenso crimine del falso in bilancio che esse commettono iscrivendosi al passivo i soldi che creano dal nulla a costo
zero, per poi iscriversi all’attivo i buoni del tesoro che ricevono in cambio, e così ‘pareggiare’: crimine del signoraggio primario che, unitamente al signoraggio secondario, è
la ragione della rovina del mondo. Auspicando una significativa presenza dei media e di pubblico, si ricorda che sabato prossimo 18.6.16 si terrà a Roma la manifestazione di protesta contro la magistratura perché non persegue il signoraggio, così rendendosi responsabile della rovina dell’intera società, perché tutto ciò, è di cui tutti parlano è importante, ma tutto dipende dall’unica cosa che nessuno dice, ossia il signoraggio. L’espropriazione della sovranità monetaria ed il signoraggio non sono semplicemente immorali, ma sono invece ovviamente il massimo dei crimini, e tutto quello che vediamo – in Parlamento e nei media – serve a distoglierci dal fatto che la magistratura commette l’ancora più grave crimine di fingere di non capirlo.
Noi però abbiamo già vinto, perché il 18 giugno 2016 dobbiamo fare il possibile per essere
moltissimi, ma, 10 o 10.000 che saremo, il messaggio è partito ed in breve l’Italia saprà, ed
allora tutto accadrà. Noi, cioè, dobbiamo solo, attraverso la rete, fare ogni sforzo per far capire al Paese che le gravissime, perverse strategie omissive della magistratura sono la vera causa della nostra rovina, e che i tanto decantati processi ai politici corrotti vanno fatti, ma non risolvono nulla, e sono in realtà solo un modo per distoglierci dagli omessi processi contro il signoraggio, il bilderberg, la trilatere ecc, perché la magistratura è asservita alla cupola bancaria. Basteranno, in sostanza, 10 processi, quelli giusti, per liberarci, ed il Paese, quando sarà informato, obbligherà la magistratura ed effettuare proprio quei processi.
#ConfischiamoBancaItalia
Comitato Confischiamo Le Banche
Hanno aderito: Vittorio Sgarbi, Carlo Taormina, Elio Lannutti, Giulietto Chiesa, Mario Borghezio, Marco della Luna, Salvatore Tamburro, Filippo Sciortino, Salvo Mandarà, Fabiuccio Maggiore, Giuseppe Turrisi, Alfonso Luigi Marra ed altri.

“Confischiamo le banche” per salvare gli Italiani dalla crisi. Manifestazione nazionale a Roma sabato 18 giugno

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Popolare Vicenza, Csm apre inchiesta sui magistrati che archiviarono denunce sui vertici. “Venti esposti finiti in nulla”

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Imprenditrice salentina “cattiva pagatrice” ma era in credito, Tribunale condanna la banca

I giudici hanno accolto le tesi dell’avvocato del Codacons cancellando la seganalazione.

Un “marchio” da “cattiva pagatrice in sofferenza” quando, in realtà, era la banca a doverle dei soldi. Una nota imprenditrice salentina, assistita dall’avvocato Massimo Todisco del Codacons di Lecce, ha ottenuto giustizia dal Tribunale di Roma contro la sua ex banca che l’aveva presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

“Sull’imprenditrice, secondo la banca, gravava un debito per uno scoperto di conto corrente di circa 140mila euro- spiega Todisco – tuttavia la Corte d’Appello di Lecce non solo aveva dichiarato non dovuto quell’importo, ma aveva altresì accertato che la banca era debitrice per circa 27mila euro.
Nonostante la rideterminazione dei rapporti di dare-avere fra le parti ad opera della Corte territoriale, la banca aveva segnalato “in sofferenza” il nominativo dell’imprenditrice presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia. Il Tribunale di Roma, all’esito del giudizio incardinato dall’imprenditrice, ne ha riconosciuto le ragioni ed ha ordinato la cancellazione della segnalazione illegittima, condannando la banca al pagamento delle spese”.
“La segnalazione in sofferenza è il peggior marchio che il sistema bancario possa mai attribuire ad un soggetto – spiega l’avvocato del Codacons- essa significa che quel soggetto si trova in uno stato di persistente ed irreversibile difficoltà economica, in ragione del quale non potrà più verosimilmente adempiere ai propri debiti. Pertanto ad un soggetto segnalato non verrà più permesso l’accesso al credito dal sistema bancario e finanziario ufficiale e, come a volte accade, si troverà costretto a rivolgersi a canali di finanziamento illegittimi”.    
Imprenditrice salentina “cattiva pagatrice” ma era in credito, Tribunale condanna la banca
fonte : leccesette.it
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Bancario indagato, ruba mezzo milione ai clienti. Raffica di denunce nei confronti di un 40enne che poi è stato licenziato dall’istituto di credito.

Raffica di denunce nei confronti di un 40enne che poi è stato licenziato dall’istituto di credito. L’uomo avrebbe speso tutto il denaro giocando d’azzardo
Modena, 16 giugno 2016 – È arrivato addirittura a truffare la sorella e il padre, promettendo loro importanti investimenti finanziari. Ci aveva preso così tanto la mano, nel raggirare amici e parenti, che in poco più di due anni si è ‘bruciato’ oltre mezzo milione di euro. È dei giorni scorsi l’avviso di garanzia, a seguito della chiusura indagini, per un dirigente 40enne (residente in città) della sede modenese di una banca, indagato col sospetto che abbia truffato quasi una decina di persone, sperperando il loro patrimonio a quanto pare in gioco d’azzardo.
Questa è la sua versione. Le denunce hanno iniziato a ‘fioccare’ ad ottobre 2014. A quel punto sono iniziate le indagini e il pm De Santis ha acquisito verifiche e ispezioni effettuate dallo stesso istituto di credito dove, prima di essere licenziato, il presunto truffatore vantava un ruolo di successo. I primi a denunciare l’uomo sono stati proprio la sorella, il cognato e il padre del 40enne che, una volta chiesta contezza dei propri investimenti, hanno scoperto di non avere più nulla sui conti correnti.
A ruota sono poi state depositate le querele di altri amici intimi del dirigente. Tra questi, addirittura, un amico e tutta la famiglia di quest’ultimo che ha messo nelle mani dell’uomo 300 mila euro, incassati dopo il risarcimento per un lutto. Il 40enne, a quanto pare, per raggiungere il suo scopo avrebbe calpestato anche le sofferenze dei propri congiunti. Le diverse denunce sono state quindi riunite per arrivare ad un’unica indagini ora conclusa, che vede l’uomo indagato per truffa e appropriazione indebita.

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Bancario indagato, ruba mezzo milione ai clienti. Raffica di denunce nei confronti di un 40enne che poi è stato licenziato dall’istituto di credito.

fonte : ilrestodelcarlino
autore : valentina reggiani

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Non ve l’hanno detto? Ai mercati piace il Brexit (guardate i dati). – I fatti e le opinioni del Nord – ilnord.it

I famosi “mercati” non hanno per niente paura del Brexit. Prova
ne è che la Borsa di Londra in tutto è calata del 6,5% in questa ultima
settimana, mentre quella di Milano ha perso il 27% e la media di quelle
della zona euro il 18%.
Ma non basta: l’aspetto comico delle gigantesche panzane propalate da Cameron, Merkel, Juncker, Tusk e ovviamente il duo lescano
Padoan-Renzi del Ueee-Ueee-Ueeelipan sulla fine della civiltà, della
scienza, delle pensioni, degli stipendi, del lavoro, della salute, e
anche dell’intero Orbe terracqueo se per disgrazia -massima disgrazia –
vincesse il Brexit, sta nel fatto che i titoli di stato britannici,
invece di essere venduti a piene mani in una furiosa corsa a liberarsene
da parte degli orripilati investitori, tutto al contrario VENGONO
ACQUISTATI A PIU’ NON POSSO.
Lo scrivo maiuscolo, perchè davvero c’è da urlarlo.
Lo ridico: invece di buttare giù dal tubo del cesso i Bond della
Banca d’Inghilterra, quello che sta accadendo è che i mercati ne fanno
incetta, prova ne è che il loro rendimento è disceso! (più li compri,
meno rendono).
Quindi, ai mercati piace il Brexit, mentre spaventa l’Eurozona, e specialmente l’Italia.
Dopo di che, dato il fatto che alla peggio il Brexit perderà 48 a 52
se non 49 a 51, la Ue in ogni caso verrà schiantata (lasciando pur
perdere le elezioni spagnole del 26 giugno, tre soli giorni dopo il
referendum britannico, che molto probabilmente vedranno la vittoria
delle forze politiche anti-Ue e anti-austerity) perchè con un membro del
peso della Gran Bretagna nella quale metà circa della popolazione odia
l’Unione europea al punto d’aver votato per abbandonarla, voi capite che
qualsivoglia governo del Regno Unito avrà sempre e comunque una
posizione antagonista al modello Ue-Superstato che vorrebbero imporre
all’Europa gli oligarchi di Bruxelles, marionette nelle mani del potere
tedesco.
Naturalmente, sono fiducioso. E non mi riferisco al Brexit. Sono
fiducioso nel fatto che voi non siate rimasti vittime della propaganda
informativa italiana (non la chiamo più informazione, sarebbe un insulto
a chi la fa davvero) che vi ha venduto l’idea che i crolli in Borsa a
Milano, le banche che precipitano, il debito pubblico che sale
inesorabile, i violenti temporali, alcune scosse di terremoto in centro
Italia e perfino l’erosione della spiaggia ad Alassio, sia tutta colpa
del maledetto Brexit.
No, non è esattamente così. Le banche italiane crollano, ovvero
precipitano in Borsa (-40% dal 2015) perchè all’incirca sono TUTTE
FALLITE, anche se non ve lo dicono. E il debito pubblico sale perchè non
può fare altro, per colpa di euro e Bce. E quanto ai violenti
temporali, i terremoti e le spiagge che spariscono, ebbene sì.
E colpa di Renzi. Piove e trema la terra, governo ladro.
Max Parisi

Non ve l’hanno detto? Ai mercati piace il Brexit (guardate i dati). – I fatti e le opinioni del Nord – ilnord.it

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