Anatocismo, Usura Bancaria, Perizia Conto Corrente, Mutui e Leasing, cropped UsurAinBancA min, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Banche. Tassa salvataggi. Codacons lancia un’azione collettiva e presenta una diffida a Bankitalia

Contro la tassa sui salvataggi bancari applicata da alcuni istituti bancari sui conti correnti, il Codacons lancia oggi una azione collettiva per fermare quello che è a tutti gli effetti un abuso a danno degli utenti. Banche. Tassa salvataggi. Codacons lancia un’azione collettiva e presenta una diffida a Bankitalia

Banche. Tassa salvataggi. Codacons lancia un’azione collettiva e presenta una diffida a Bankitalia, image min 300x200, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Banche. Tassa salvataggi. Codacons lancia un’azione collettiva e presenta una diffida a Bankitalia

Banche. Tassa salvataggi. Codacons lancia un’azione collettiva e presenta una diffida a Bankitalia

Contro la tassa sui salvataggi bancari applicata da alcuni istituti bancari sui conti correnti, il Codacons lancia oggi una azione collettiva per fermare quello che è a tutti gli effetti un abuso a danno degli utenti.

Contro la tassa sui salvataggi bancari applicata da alcuni istituti bancari sui conti correnti, il Codacons lancia oggi una azione collettiva per fermare quello che è a tutti gli effetti un abuso a danno degli utenti.


L’associazione pubblica infatti oggi  sul proprio sito internet www.codacons.it il modulo attraverso il quale i titolari di conto corrente che hanno subito o subiranno nelle prossime settimane aggravi di costi o inserimento di tasse e balzelli vari, direttamente o indirettamente riconducibili al Fondo Nazionale di Risoluzione, possono denunciare in Procura il proprio istituto di credito per la fattispecie di “appropriazione indebita”.

Contro la tassa sui salvataggi bancari applicata da alcuni istituti bancari sui conti correnti, il Codacons lancia oggi una azione collettiva per fermare quello che è a tutti gli effetti un abuso a danno degli utenti.

“Invitiamo i correntisti a una sommossa legale, presentando una raffica di denunce contro le proprie banche – afferma il presidente Carlo Rienzi – oggi  stesso invieremo formale diffida alla Banca d’Italia, affinché blocchi qualsiasi iniziativa degli istituti di credito tesa a scaricare sulla collettività i costi del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, e punisca severamente le banche responsabili di scelte scellerate a danno dei propri clienti”.

Banche. Tassa salvataggi. Codacons lancia un’azione collettiva e presenta una diffida a Bankitalia
comunicato stampa codacons
Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

Etruria, appena 20 rimborsi: “Marciamo su casa Boschi”

Il Fondo risarcisce con il contagocce e all’80 per cento. E i risparmiatori tornano a Laterina: “Ora ci sentirà” Etruria, appena 20 rimborsi: “Marciamo su casa Boschi”

Etruria, appena 20 rimborsi: "Marciamo su casa Boschi", image min 300x200, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Etruria, appena 20 rimborsi: “Marciamo su casa Boschi”

Etruria, appena 20 rimborsi: “Marciamo su casa Boschi”

Adesso basta. La pazienza ha un limite. E i 140mila risparmiatori che si sono visti azzerare le loro obbligazioni (insieme alle azioni) a seguito del fallimento delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, la pazienza l’hanno finita da un pezzo.

Non capitalisti e speculatori, ma gente normale che aveva affidato alle proprie banche i risparmi di una vita di lavoro e il futuro delle loro famiglie. Domenica si ritroveranno tutti a Laterina (Arezzo) per la più grande manifestazione mai organizzata fino ad oggi, davanti alla casa del ministro Maria Elena Boschi e del padre indagato Pier Luigi Boschi, ex vicepresidente di Banca Etruria.

Intanto ieri, dopo 70 giorni, un esiguo numero di persone è stato rimborsato: l’80% di quello che avevano speso per acquistare i titoli. «Per fare un esempio spiega Salvatore Paterna, vice direttore generale del Fondo interbancario 5mila euro diventano 4mila». E già qui ci sarebbe da incavolarsi. Il Fondo ha liquidato appena 20 pratiche, risparmiatori di Banca Etruria che partivano da un investimento non superiore a 20mila euro. Ma promette che altre 180 domande sono già pronte. Il fatto è che sono quasi 800 le richieste arrivate al Fondo e le stime parlano di 6.500 domande in arrivo, per un valore degli indennizzi tra 150 e 200 milioni di euro. Il Fitd è alimentato dai contributi obbligatori delle banche (che versano circa 400 milioni l’anno), a dispetto di quanto ancora blatera Gianfranco Librandi, il deputato di Scelta Civica che l’altra sera Dalla vostra parte si scagliava contro i risparmiatori: «Lei non ha capito, caro Belpietro, lei deve pagare per quelli lì, lo sa?».

Sono già trascorsi dieci mesi da quel maledetto decreto del governo (22 novembre 2015) che fece finire in risoluzione le vecchie Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. E oggi, per poter accedere ai rimborsi forfettari i risparmiatori devono rientrare in una serie di infiniti paletti e presentare decine di documenti.

Il primo riguarda la data dell’acquisto dei titoli: non oltre il 12 giugno 2014. Devono poi dimostrare di averli avuti ancora in portafoglio il 22 novembre scorso, data della risoluzione delle quattro banche. Poi devono avere un patrimonio mobiliare inferiore ai 100mila euro alla fine del 2015 e un reddito complessivo 2014, ai fini Irpef, non superiore ai 35mila euro.

Gli obbligazionisti possono imboccare la strada del rimborso in alternativa agli arbitrati, per i quali si aspetta ancora il decreto di attuazione del ministero promesso entro giugno e mai arrivato. Un fatto di una gravità inaudita se si considera che il ricorso forfettario all’80% esclude automaticamente la possibilità di accedere all’arbitrato. Per questo la pazienza è finita.

E domenica prossima alle 9,30, a distanza di sei mesi, circa 200 risparmiatori truffati dell’Associazione Vittime del Salva-Banche si sono dati appuntamento con cartelli, striscioni, megafoni e fischietti a Laterina per far sentire alla Boschi tutta la loro rabbia. Non sarà proprio una domenica tranquilla davanti alla villetta rosa dei Boschi: «Vedrete che casino, ci sarà pure l’esercito». Appropriato, visto che questa è diventata una guerra. «Un consiglio: meglio che Librandi non si faccia vedere», dicono.

E ieri mattina una rappresentanza era a Mi Manda Rai Tre guidati da Letizia Giorgianni, presidente dell’Associazione Vittime del Salva-Banche. «Calcoliamo che alla fine i rimborsi verranno dati, si e no, a 4mila persone; quelli che non li otterranno potranno accedere all’arbitrato, se solo fosse uscito. Vergognoso.

Come può un risparmiatore decidere tra indennizzo e arbitrato se ancora mancano gli elementi per poter decidere? Inoltre per partecipare al rimborso forfettario il tempo sta scadendo. A gennaio non sarà più possibile farne richiesta». Ieri c’era pure Domenico Salvadori, figlio di Elda Delfini, signora novantenne chiamata da Banca Etruria per firmare una «proposta vantaggiosa», Btp in cambio di obbligazioni: le hanno fatto perdere 75mila, i risparmi che servivano per aiutare un figlio disabile. «Ora mia madre non ha più niente e noi fratelli non abbiamo saputo come dirlo a lei».

C’è solo da sperare nella Madonna. Non quella di Laterina.

fonte : ilgiornale.it

 

Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

Come era prevedibile non è passata inosservata la decisione di diversi istituti di credito di chiedere un “contributo di solidarietà”  Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche, wsi 300x138, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

 

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

29 settembre 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Come era prevedibile non è passata inosservata la decisione di diversi istituti di credito di chiedere un “contributo di solidarietà” per salvare le quattro banche regionali che non hanno fatto crac grazie al ricorso al regime del bail-in, il piano di aiuti che prevede l’esborso di obbligazionisti subordinati, azionisti e correntisti con più di 100mila euro di deposito.

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

Il contributo di solidarietà, più che una tassa, come osserva l’amministratore delegato di Telecontrolli, Francesco Verolino, è nei fatti un prelievo una tantum che ha lo scopo di gestire il default delle banche italiane. “Default che, ad oggi, ha visto come unici danneggiati i risparmiatori”.

Il contributo per il salvataggio delle banche che molti istituti faranno pagare ai loro correntisti prevede nel dettaglio un prelievo forzoso di 25 euro per aiutare Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e CariFerrara.

Perché – si chiede Verolino – Bankitalia, visti l’ingiustizia e lo scalpore che ha fatto la notizia, non interviene? Potrebbe farlo “sanzionando l’applicazione delle modifiche unilaterali (sarebbe un utile strumento per prevenire l’usura bancaria)” e imponendo una chiara informativa sul regime del bail-in.

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

In fondo, una delle principali fattispecie di illeciti bancari, presenti sostanzialmente in tutti i rapporti, è proprio quella delle modifiche unilaterali. Qualsiasi rapporto giuridico deve nascere da un accordo che, nel caso degli istituti deve essere scritto. L’accordo deve contenere le condizioni. Tutto è regolamentato dall’art 117 del TUB che cita:

“1. . I contratti sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti. (…) Nel caso di inosservanza della forma prescritta il contratto è nullo”.

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

Le condizioni devono essere accettate ed avere quindi forma scritta. Gli istituti di credito, al contrario, comunicano le modifiche unilaterali non offrendo al cliente la possibilità di accettarle o meno.

Al di là della tassa per il salvataggio delle banche, che secondo il manager già di per sè “ha del ridicolo”, tutte le condizioni non pattuite, in termini di commissioni e di interessi, “se non pattuite devono essere restituite. Ovviamente la revisione di questi abusi non è cosa agevole ma può effettivamente essere effettuata richiedendo copia del contratto originario all’istituto di credito, con l’evidenza delle condizioni applicate”.

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

Se nelle condizioni previste nel contratto è riportato la possibilità di applicazione di un modifica una tantum allora è legittima l’applicazione, in alternativa l’istituto non può effettuare un arbitrario prelievo.

“Per puro ragionamento estensivo anche il bail-in, ovvero l’ipotesi che in caso di default le perdite possano ricadere sui correntisti nelle eccedenze di 100.000 euro coperte dal fondo di garanzia è da individuarsi come modifica di condizioni iniziali, anche se rispondenti ad una normativa nazionale. La responsabilità dell’istituto, in questo caso deve essere quella di comunicare al correntista la modifica del profilo di rischio”, osserva il manager.

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche

Oggi, dice Verolino, “molti risparmiatori potrebbero essere convinti che i propri soldi siano in una cassaforte inattaccabile e, invece, non è così, potrebbe non avere l’idoneo profilo informativo e non avere propensione al rischio o, ad esempio desiderare una maggiore remunerazione dei capitali sui conti correnti”.

Si può ottenere la restituzione del prelievo forzoso salva banche
Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia., justice, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

 

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

Due magistrati hanno ritenuto fondate le accuse di tassi usurari ma da Roma non arrivano i fondi e intanto l’istanza fallimentare attivata dai creditori sta andando avanti in sede civile.
Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.
  PISTOIA. E’ una più che probabile vittima di usura ma non riesce ad accedere ai fondi stabiliti dalla legge a tutela proprio degli usurati e rischia di fallire. E’ questa l’amara realtà di un’azienda agricola di Pistoia che, se non arriveranno provvedimenti urgenti da Roma sarà dichiarata fallita prima ancora di vedersi riconoscere in sede penale di essere stata oggetto di usura da parte di una banca e di una società di leasing.
Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

«Sussistono evidenze investigative e probatorie positive… in relazione ad alcuni conti correnti e per i mutui di interessi di natura usuraria» recita ill parere del sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia, Luciano Padula che per questo motivo ha concesso per la prima volta il 5 marzo scorso, all’azienda agricola, una sospensione di trecento giorni dei termini di scadenza «degli atti aventi efficacia esecutiva».

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

A questo provvedimento si è aggiunto il 12 agosto scorso quello del sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Di Vizio, che ha a sua volta concesso una proroga di 300 giorni «dei termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data dell’evento lesivo, degli adempimenti amministrativi e del pagamento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari, nonché di ogni altro atto avente efficacia esecutiva». Lo stesso per gli adempimenti fiscali e per i termini di prescrizione o comportanti decadenze da qualsiasi diritto.

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.
Il sostituto Di Vizio però non ha accolto l’istanza di sospensione della procedura di fallimento che pende sulla stessa azienda agricola – su istanza di dipendenti e fornitori – ritenendo che «la sospensione a favore dei soggetti vittime di richieste usurarie vada a riferirsi solo ai crediti derivanti dal reato denunciato» e di fatto non pregiudicherebbe la doverosità del riscontro dell’insolvenza dell’imprenditore.
Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

Secondo l’avvocato Claudio Defilippi del foro di Milano che segue il caso dell’azienda agricola pistoiese, la vicenda avrebbe dell’assurdo anche perché la situazione di instabilità economica dei suoi clienti deriverebbe proprio da quei tassi usurari che si sarebbe trovato a pagare nel tempo alla banca e alla società di leasing.

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.
«Il problema più grave però – dice l’avvocato Claudio Defilippi – nasce dal fatto che l’azienda agricola pur avendo avuto due pareri da due diversi pubblici ministeri sull’esistenza del fumus commissi delicti e avendo avuto parere favorevole alla richiesta di accesso al fondo di solidarietà per le vittime dell’usura come previsto dalla legge, a oggi non ha ricevuto un centesimo».
«Ci troviamo nella situazione per cui sotto il profilo penale potremmo arrivare ad una sentenza di condanna per usura della banca e della società di leasing che i miei clienti hanno denunciato – aggiunge Defilippi – E dall’altra che nel frattempo l’azienda venga dichiarata fallita.
Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.
Mi piacerebbe sapere se quella legge dello Stato che prevede il fondo di solidarietà per le vittime dell’usura esiste oppure è solo carta straccia visto che ho altri casi del genere in tutta Italia e sono tutti nella stessa situazione». La legge prevede che alle vittime dell’usura venga messo a disposizione un finanziamento in parte a fondo perduto e in parte a interessi zero.
Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.
«E’ la Prefettura che gestisce la pratica» dice Loredana Ferrara, ex assessore della Provincia di Prato e responsabile nazionale dello sportello antiusura della Fondazione Caponnetto. Procedura confermata dal dirigente della Prefettura di Pistoia, Francesco Piano che senza entrare nello specifico ammette: «Le pratiche di questo genere vengono istruite da noi e una volta che sono completate, vengono inviate al commissario prefettizio a Roma che le esamina e se le ritiene degne mette a disposizione i fondi».
Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

Il ritardo nel concedere i fondi in questo caso specifico prova a spiegarlo Loredana Ferrara: «E’ dallo scorso luglio che il posto del commissario prefettizio a Roma è vacante perché Santi Giuffrè che lo ricopriva dal 2014, è andato in pensione e al suo posto non è stato ancora nominato il sostituto – dice Loredana Ferrara –

Il ritardo potrebbe derivare proprio da questo ed è molto grave visto che le vittime dell’usura potrebbero vedersi penalizzare ulteriormente dalla lentezza della burocrazia».
Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.

E poi Ferrara ricorda un altro caso che ha seguito su Pistoia e che invece è andato a buon fine. «In passato come Fondazione Caponnetto abbiamo seguito la proprietaria di un negozio che era vittima di usura e nel frattempo le stava andando all’asta la propria abitazione – conclude Ferrara –

Azienda agricola vittima di usura da parte di una banca e una società di leasing rischia di fallire per la burocrazia.
Grazie al nostro intervento e all’esistenza di quella legge che prevede il finanziamento in parte a fondo perduto e in parte a tasso zero, è riuscita a salvare al casa».
fonte : iltirreno
Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

Denuncia della Cassazione : Ma quanto rubano le banche

Documento svela i crimini commessi agli sportelli dagli impiegati su ordine dei capi. Denuncia della Cassazione : Ma quanto rubano le banche

Denuncia della Cassazione : Ma quanto rubano le banche, libero2409 iloveimg compressed 199x300, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Denuncia della Cassazione : Ma quanto rubano le banche

 

Denuncia della Cassazione : Ma quanto rubano le banche

fonte : Libero   articolo di : Francesco De Dominicis

 

Documento svela i crimini commessi agli sportelli dagli impiegati su ordine dei capi.  Senza contare i falsi in bilancio e altre innumerevoli irregolarità che hanno distrutto il sistema creditizio italiano.

Denuncia della Cassazione : Ma quanto rubano le banche

Come riporta oggi il quotidiano Libero la Cassazione consegna al Senato un documento che smaschera i trucchi usati da molti istituti per fregare azionisti e clienti : investimenti fasulli, azioni bidone e mercati falsati. E poi bilanci falsi e truffe finanziarie.

Denuncia della Cassazione : Ma quanto rubano le banche

MANO LESTA : Il Dossier contiene 25 anni di scandali e malefatte che hanno portato a dissesti di colossi e di istituti minori. E a pagare il conto sono i risparmiatori.

Se anche tu credi di essere stato danneggiato dalla tua banca contattaci :

I nostri servizi si basano principalmente sul controllo di ogni tipologia di contratto di finanziamento e soprattutto sulla delle posizioni bancarie. Ci occupiamo della verifica di illegittimità, al ricalcolo, alla quantificazione delle somme non dovute e degli ulteriori danni ed alla redazione di perizie econometriche per la mediazione e l’azione legale.

Richiedere un Preventivo è facile e di semplice lettura, sarà formulato sulla base delle vostre Posizioni Bancarie da Analizzare (conto correnti).

Analizziamo gli estratti conto bancari sulla base dei soli prospetti trimestrali delle competenze, al fine di verificare la presenza di interessi anatocistici illegittimi e di tassi usurari attraverso controlli e rettifiche sul conto corrente. Verifichiamo l’usura contrattuale e sopravvenuta del conto corrente, sia per gli interessi che per le Commissioni di Massimo Scoperto.

 

 

Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

Udine : Mediocredito Fvg, il Friuli autonomo che nessuno narra

UDINE : MEDIOCREDITO FVG, ARRIVANO I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’, “PRESIDENTE COMPAGNO, TORNA SULLA NAVE, …..” Udine : Mediocredito Fvg, il Friuli autonomo che nessuno narra

Udine : Mediocredito Fvg, il Friuli autonomo che nessuno narra, image 67 300x168, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Udine : Mediocredito Fvg, il Friuli autonomo che nessuno narra

 

Udine : Mediocredito Fvg, il Friuli autonomo che nessuno narra

Cristiana Compagno, la presidente del CDA di Mediocredito, la partecipata della regione FVG di Serracchiani, non ce la fa più, dopo un mesetto trascorso in soggiorno, con autista a disposizione, a Lignano Pineta, soffre le intemperie di Via Aquileia, Udine.

La presidente se ne vorrebbe andare dal bidone Mediocredito, il suo compenso è di 110mila euri/anno più auto con conducente da casa in ufficio. Paisa’. Per fortuna c’è ancora qualche De Falco in piazza unità a Trieste che ammonisce: “Torna sulla nave, cazzo!”.  

Da mesi circolava la voce del probabile ricorso al fondo di solidarietà cui l’istituto, potrebbe ricorrere. Ora giungono le prime certezze.

Lo strumento è l’equivalente della cassa integrazione per gli operai del manufatturiero e il ricorso, nel caso inispecie, rivela la spregiudicata politica di assunzioni cui i vertici politici regionali hanno fatto ricorso in questi anni di buchi paurosi: assumere per accomodare i propri amici, in gergo si chiamano raccomandazioni.

Perché in questi ultimi 4/5 anni si è continuato a parcheggiare personale malgrado i conti non tornassero? Chi approvava le assunzioni? Che bisogno c’era di toccare e superare il numero di 90 dipendenti? per fare cosa?

Perché il fenomeno universitario Compagno se ne vuole andare dopo che: l’esercizio 2013 è stato negativo per 62milioni e mezzo di euri; il 2014, negativo per 28milioni e mezzo; il 2015 negativo per 39milioni di euri.

Paisà, paga Pantalone e Schettino/Compagno salta dalla nave che affonda. Che senso aveva far lievitare il costo del CDA nel 2015 di oltre 110mila euri? che razza di politica economica insegnano all’università? Bidoni speciali.

E’ questo il Friuli autonomo che nessuno narra. Scegli l’essenza, la pagina che fa tendenza, Qui. Forza Badile-.

fonte e autore : leonarduzzi.eu

Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

I responsabili dell’istituto di credito si rifiutano di chiudere i conti correnti in rosso di una società: condannata la Banca di credito cooperativo dei Comuni cilentani. Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata
Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata, justice, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

I responsabili dell’istituto di credito si rifiutano di chiudere i conti correnti in rosso di una società: condannata la Banca di credito cooperativo dei Comuni cilentani. Il giudice di pace di Roccadaspide, Anna De Bartolomeis, ha pronunciato una sentenza destinata a creare un rilevante precedente nelle dispute tra banche e correntisti.

La coop Nuovi Orizzonti di Battipaglia aveva chiesto, lo scorso anno, la chiusura dei due conti accesi alla Bcc dei Comuni Cilentani. Tali conti, infatti, presentavano un saldo negativo, il cui importo lievitava di mese in mese.

A causa di difficoltà economiche, la società ne chiedeva la chiusura. Istanza cui la banca non provvedeva, rimarcando la presenza di una passività da colmare prima di disporre la chiusura.

Il ricorso della coop. La coop si era rivolta agli avvocati Donatella Di Sarlo e Antonietta Caldarone dello studio legale dell’avvocato Mario Manzo – specializzato in materia bancaria e finanziaria – per ordinare la chiusura dei due conti e chiedere un risarcimento del danno derivante dalla violazione dei principi di correttezza, buona fede e trasparenza.

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

Tesi accolta dal giudice di pace di Roccadaspide, nonostante la richiesta di rigetto della domanda presentata dalla Bcc dei Comuni cilentani tramite gli avvocati Alessandro e Filiberto Pasca. Le motivazioni della sentenza.

Il giudice De Bartolomeis ha ricordato che l’istituto bancario ha l’obbligo giuridico di provvedere alla chiusura di un conto corrente su richiesta del correntista, in modo da evitare la lievitazione di spese e costi a carico del cliente.

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

La normativa civilistica che disciplina i contratti bancari, stabilisce che “se l’operazione regolata in conto corrente è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto, dandone preavviso nel termine stabilito dagli usi o, in mancanza, entro 15 giorni”.

Una facoltà espressamente prevista anche dal Testo unico bancario, per il quale “il cliente ha diritto di recedere in ogni momento da un contratto a tempo indeterminato senza penalità e senza spese”.

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

Con il consequenziale obbligo da parte dell’istituto di provvedere, anche se al momento del recesso il conto presenti un saldo negativo.

Il perdurare di una esposizione debitoria non può costituire un motivo legittimo di rifiuto della richiesta di estinzione del rapporto, il cui diritto è riconosciuto dalla legge.

Il giudice ha ricordato che la prassi di rifiutare la chiusura del conto in ragione dell’esistenza di un saldo negativo a carico del cliente è illegittima.

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

Nello specifico, oltre a rifiutare la chiusura del rapporto con la coop Nuovi Orizzonti, la Bcc aveva addebitato costi e commissioni che, se fosse stata disposta la chiusura, non sarebbero stati dovuti.

Rigettata la domanda risarcitoria, non avendo il ricorrente dimostrato di aver subito un effettivo danno dal comportamento della banca.

L’istituto di credito, tuttavia, dovrà provvedere alla risoluzione del rapporto a far data dal quindicesimo giorno successivo alla presentazione della richiesta, con epurazione di tutti i costi, commissioni e spese addebitate.

Rifiuta la chiusura conto: Bcc condannata

fonte : occhiodisalerno.it

Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania presunti tassi usurai rinviati a giudizio

Ammonterebbero a oltre 300 mila euro gli interessi con cui la Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania avrebbe superato la soglia di usura. Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania presunti tassi usurai rinviati a giudizio

Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania presunti tassi usurai rinviati a giudizio, 300x214, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania presunti tassi usurai rinviati a giudizio

Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania presunti tassi usurai rinviati a giudizio

Ammonterebbero a oltre 300 mila euro gli interessi con cui la banca del Cilento avrebbe superato la soglia di usura nei confronti della ditta di costruzioni Karma srl. E’ quanto riporta questa mattina il quotidiano La Città di Salerno in un articolo a firma di Clemy di Maio.

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti della procura di Vallo della Lucania, questi tassi avrebbero condotto l’azienda al fallimento.

Le accuse sono nero su bianco nella richiesta di rinvio a giudizio con cui il sostituto procuratore Ersilio Catone chiede il processo per sei funzionari dell’istituto di credito: il salernitano Osvaldo Santoro (che ha ricoperto rta gli altri i ruoli di direttore e vice direttore generale), Ersilia Casale di Omignano (preposta alla filiale Vallo 1), Maria Antonietta Luongo di Vallo della Lucania (gestore dell’area territoriale Vallo 1), Egidio Esposito di Vallo della Lucania (anche lui gestore dell’area territoriale Vallo 1), Massimo Ruggiero di Moio della Civitella e Pasquale Cerullo di Ceraso (direttore della filiale 1 e vice direttore generale).

Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania presunti tassi usurai rinviati a giudizio

Le fiamme gialle hanno scavato nell’archivio della banca e tra i faldoni di documenti della società. Secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza dal 2001 al 2010 alla Karma furono addebitati su quattro conti correnti somme per un totale di 299.534 euro qualificati dagli inquirenti come «interessi o altri vantaggi usurari» e che altri 10.347 euro (ritenuti anch’essi frutto di calcoli illegali) furono applicato per operazioni di sconto cambiario. L’udienza preliminare si terrà il 21 settembre davanti al giudice Valeria Campanile, che deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio e disporre quindi l’avvio del processo.

Banca di Credito Cooperativo del Cilento e della Lucania presunti tassi usurai rinviati a giudizio

fonte : ilgiornaledelcilento

Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

1.394 suicidi in Italia, di cui 251 solo in Veneto, per cause direttamente riconducibili alla crisi economica. «Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi», com itas 300x169, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

1.394 suicidi in Italia, di cui 251 solo in Veneto, per cause direttamente riconducibili alla crisi economica. Questi i numeri raccolti da Comitas, l’associazione delle piccole e microimprese italiane, e relativi al periodo che va dal 2008 al primo semestre 2016.

Una vera e propria strage costituita in prevalenza da piccoli imprenditori e titolari di attività che hanno visto fallire la propria azienda negli anni duri della crisi economica.

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

Delusione, stress, vergogna, senso di abbandono e mancanza di appoggio da parte delle istituzioni sono le micce che hanno dato vita a gesti estremi seguiti alla chiusura di una attività. Un fenomeno addirittura sottostimato, considerato che i 2/3 dei suicidi registrati in Italia rimangano “non classificati”.

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

Circa il 26% dei suicidi economici nel periodo considerato si concentra nelle regioni del Nord-Est, ossia l’area con il maggior numero di realtà imprenditoriali; la regione più colpita dal fenomeno è stata il Veneto, con oltre il 18% dei suicidi nazionali e 251 decessi.

Una emergenza che, purtroppo, non accenna a placarsi, denuncia Comitas. Nel primo semestre del 2016, infatti, i suicidi per cause economiche sono aumentati in Italia del 20% rispetto allo stesso periodo del 2015, come segnala Link Lab, il laboratorio di Ricerca Sociale della Link Campus University, secondo cui nei primi 6 mesi dell’anno i suicidi sono saliti già a quota 81.

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

«A cambiare rispetto al passato, tuttavia, è la tipologia dei soggetti che arrivano a compiere gesti estremi – spiega il presidente Comitas, Francesco Tamburella – se prima era l’imprenditore che si toglieva la vita a seguito del fallimento della proprio attività, oggi sono sempre più i disoccupati che, demotivati e senza speranze sul proprio futuro, decidono di ricorrere al suicidio».

(Ph. Francesco Tamburella da YouTube)

«Crisi , Veneto prima regione per suicidi»

fonte : vvox.it

autore : comitas.it

 

Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

Consumatori costretti nei fatti a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato in modo da finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014. AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

 

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza, popolarevicenza 300x200, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

 

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

Consumatori costretti nei fatti a diventare soci per ottenere un mutuo agevolato in modo da finanziare le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014. Una pratica commerciale scorretta per la quale l’Antitrust ha sanzionato per un ammontare di 4 milioni e 500.000 euro Banca Popolare di Vicenza.

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la Banca nel periodo 2013-aprile 2015 ha condizionato l’erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori all’acquisto da parte degli stessi di proprie azioni od obbligazioni convertibili, al fine di giungere al successo delle citate operazioni di aumento di capitale e raggiungere gli obiettivi ivi prefissati.

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

In particolare, per ottenere i cc.dd. “mutui soci”, caratterizzati da condizioni economiche agevolate rispetto ai prodotti di mutuo ordinario, i consumatori sono stati condizionati: i) ad acquistare pacchetti minimi di azioni della Banca (pari a n. 100 azioni) e ii) a non vendere tali pacchetti azionari, per continuare a beneficiare delle condizioni economiche agevolate.

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

Inoltre, contestualmente alla sottoscrizione del “mutuo soci”, i consumatori sono stati anche indotti ad aprire un conto corrente riservato ai soci con la prospettazione della necessità di instaurare presso la Banca un nuovo rapporto di conto corrente ai fini del perfezionamento del mutuo soci e della possibilità di usufruire anche in questo rapporto dei vantaggi della qualifica di soci.

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

L’Antitrust ha rilevato che le condotte della Banca Popolare di Vicenza hanno limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento, inducendoli ad assumere una decisione commerciale che non avrebbero altrimenti preso: ovvero, la sottoscrizione di titoli della Banca (titoli peraltro difficilmente negoziabili e liquidabili, stante la natura di società non quotata della Banca Popolare di Vicenza, e che nel corso del finanziamento non potevano essere disinvestiti, pena la perdita delle condizioni economiche agevolate previste).

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

L’Antitrust ha, inoltre, accertato che la Banca Popolare di Vicenza, obbligando i consumatori anche all’apertura di un conto corrente soci collegato al mutuo presso la stessa, ha posto in essere una pratica legante mutui-conti correnti vietata dal Codice del Consumo.

Roma, 12 settembre 2016

AGCM : Costretti a diventare soci per ottenere mutuo agevolato: maximulta da 4,5 milioni per Banca Popolare di Vicenza

fonte : Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Please follow and like us:
follow subscribe, anatocismo, usura bancaria, anomalie bancarie0
anatocismo | usura bancaria | anomalie bancarie
SEO Automation powered by SEOgenie