Firenze, 14 marzo 2017 – Ad Andrea Rossi, 56 anni, un ex imprenditore della provincia di Firenze, fino al 2010 costruttore e amministratore di immobili in diverse città della Toscana, non resta che attendere la vendita all’asta delle sue proprietà.

L’uomo, fino a qualche anno fa, non aveva problemi economico-finanziari poi esplosi, sembra, per l’errore di un istituto bancario della provincia di Firenze che causò l’apertura di una procedura presso la Centrale rischi interbancaria e il conseguente pignoramento di tutti i suoi beni.

Su questo episodio è in attesa di un’udienza al tribunale civile di Firenze, fissata a luglio 2017: l’imprenditore ha chiesto quasi 2,5 milioni di euro, cifra che potrebbe salire se nel frattempo anche l’abitazione venisse venduta.

Più volte l’imprenditore si è rivolto alla procura di Firenze e a quella di Grosseto, per cercare di recuperare la situazione, precipitata anche perchè tutte le banche con le quali l’azienda lavorava chiesero l’immediato rientro dei finanziamenti a lui concessi.

L’ultima volta circa un anno fa quando il gip Anna Liguri ha archiviato la nuova inchiesta contro i vertici di un istituto bancario nazionale accusati di usura da Rossi, assistito dall’avvocato Simone Gasparroni del foro di Fermo: il perito del giudice aveva riscontrato l’usura secondo i criteri di Bankitalia.

Una decisione, quella del gip, che contrasta con l’ordinanza di un altro giudice del tribunale di Firenze, che invece in un caso molto simile, pochi giorni prima, aveva rinviato a giudizio i vertici di un’altra banca.

Il difensore di Rossi aveva chiesto la sospensione dell’asta giudiziale visti i procedimenti ancora pendenti e, invece, nessuna deroga è stata concessa e ora lui, che per vivere fa il lavapiatti in un ristorante, rischia di dover lasciare la sua casa.

fonte : lanazione