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Agrigento Tribunale dà torto ad una banca, correntista risarcito con 35 mila euro

Importante decisione del Tribunale di Agrigento che in un giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo con il quale una banca di rilievo. Agrigento Tribunale dà torto ad una banca, correntista risarcito con 35 mila euro

 

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Agrigento Tribunale dà torto ad una banca, correntista risarcito con 35 mila euro

Agrigento Tribunale dà torto ad una banca, correntista risarcito con 35 mila euro

Importante decisione del Tribunale di Agrigento che in un giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo con il quale una banca di rilievo nazionale aveva richiesto il pagamento di oltre 200.000,00 ad un cliente ed ai suoi garanti ha, in accoglimento dell’opposizione proposta dal cliente medesimo per mezzo degli avvocati Pier Luigi Cappello e Giuseppe Accolla,revocato il decreto e condannato la stessa al pagamento in favore del correntista della somma di € 35.000,00 circa oltre le spese di lite.

La decisione si inserisce in un solco ormai tracciato e archivia, forse definitivamente, decenni di signoria dispotica delle Banche, sancendo che anche la banca deve puntualmente ed esaurientemente provare il proprio credito.

Si tratta, affermano i legali, di un importante precedente che, oltre alla nota problematica in materia di interessi ultralegali, usurari e anatocistici, consolida altre pronunce in materia di anticipazioni creditizie, settore nel quale lo studio si è particolarmente concentrato, evidenziando chiare falle nel sistema di contabilizzazione del preteso credito, che finisce per risultare giustamente azzerato per non averela Banca correttamente contabilizzato le poste relative.

fonte : grandangoloagrigento.it

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Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo: una nuova crepa nella fiducia (già ai minimi termini) nel sistema bancario

AVVII ISTRUTTORIE SU BNL INTESA SANPAOLO E UNICREDIT PER ANATOCISMO BANCARIO. Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo: una nuova crepa nella fiducia (già ai minimi termini) nel sistema bancario

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Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo

Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo: una nuova crepa nella fiducia (già ai minimi termini) nel sistema bancario

Fa abbastanza specie notare come, mentre l’Istituto di Vigilanza sulle Banche per eccellenza (i.e. Banca d’Italia) sonnecchia e tace in materia, una Autorità dello Stato accusi tre colossi bancari quali Intesa Sanpaolo, Unicredit e B.N.L. (controllata dalla francese B.N.P. Paribas) di aver fatto pagare ai propri ignari clienti interessi superiori al dovuto, in spregio alla normativa vigente.

Ora, senza addentrarsi nella complessa ricostruzione normativa relativa al fenomeno dell’anatocismo bancario, qui basta sottolineare come esso sia stato oggetto, negli ultimi anni, a numerosi e raffazzonati interventi del legislatore, l’ultimo dei quali è stata la Legge 8 aprile 2016, n. 49, conversione in legge, con modifiche, del Decreto Legge (del Governo Renzi) del 14 febbraio 2016, n. 18, recante misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio.

Nota di colore: cosa diavolo c’entri la regolamentazione dell’anatocismo bancario in un provvedimento d’urgenza (lo ricordiamo: un decreto legge!) che fornisce le direttive sul riordino delle banche di credito cooperativo, nonché la garanzia statale sulla cartolarizzazione delle sofferenze non ci è proprio dato sapere, ma – tant’è! – oramai la legiferazione ad capocchiam (per non dire peggio!) sembra diventata una regola aurea della nostra classe politica!

Orbene, l’A.G.C.M. si concentra sul comportamento tenuto dalle summenzionate banche nel periodo che va dal 1° gennaio 2015 all’entrata in vigore della succitata Legge 49/2016 durante il quale l’Autorità evidenzia condotte in violazione del Codice del Consumo, posto che “le banche avrebbero continuato ad applicare l’anatocismo bancario, nonostante l’espresso divieto contenuto nella legge di stabilità 2014”.

Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo

C’è di più, peraltro, in quanto l’indagine riguarda anche i comportamenti messi in atto dopo la riforma del 2016, allorquando le tre banche “avrebbero adottato modalità aggressive per indurre i propri clienti consumatori a dare l’autorizzazione all’addebito”, così gravi che nella giornata dell’11 aprile scorso “i funzionari dell’Autorità hanno eseguito oggi una serie di ispezioni nelle sedi di BNL, Intesa Sanpaolo e UniCredit, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza”.

Attendendo, quindi, con curiosità ed interesse gli esiti dell’attività ispettiva dell’A.G.C.M., quello che qui interessa è sottolineare che in epoca di bail-in e risoluzione delle banche, di “risparmiatori azzerati“, di “azionisti cancellati“, etc. condotte quali quelle di cui sopra non contribuiscono certo a rinsaldare la fiducia nel sistema bancario, ma, semmai, a sfaldare gli ultimi tenui legami fiduciari che tengono ancora uniti banche e clienti.

In questo senso, quindi, auspichiamo un netto ripensamento e cambio di passo in tema di correttezza e trasparenza da parte dei vertici apicali delle banche, che sembrano sempre più interessati a mantenere i propri privilegi economico-finanziari piuttosto che a pensare al benessere ed alla soddisfazione dei propri clienti, cose queste – lo ricordiamo! – che coincidono in massima parte con gli stessi interessi nazionali, posto che un sistema bancario solido e ben funzionante, esigenza primaria di ogni economia sviluppata, si fonda sulla fiducia in esso riposta.

fonte : linkiesta.it

 

 

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Pignoramenti più semplici : il “regalo” della manovrina ai contribuenti

Entrata ufficialmente in vigore la manovrina chiesta da Bruxells all’Italia per pareggiare i conti ed evitare così l’apertura di una procedura di infrazione a carico del nostro paese.  Pignoramenti più semplici : il “regalo” della manovrina ai contribuenti

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Pignoramenti più semplici : il “regalo” della manovrina ai contribuenti

Pignoramenti più semplici : il “regalo” della manovrina ai contribuenti

La manovrina per ridurre il deficit/Pil di quest’anno al 2,1% scende a 3,1 miliardi, 300 milioni in meno rispetto ai 3,4 miliardi iniziali e sterilizza le clausole di salvaguardia di Iva.

Per quanto riguarda il tanto discusso capitolo Iva infatti, si prevede che l’anno prossimo l’aumento del 3% sull’imposta prevista per i beni di largo consumo sia ridotta all’1,5 per cento, nel 2019 allo 0,5% e nel 2020 all’1 per cento.

Ma una norma in particolare è destinata a far discutere e riguarda i pignoramenti immobiliari che sono resi ora più semplici. Nel dettaglio è stato introdotto un limite più elastico in relazione al pignoramento delle seconde case e degli altri immobili di proprietà del contribuente in debito con lo Stato.

Il tetto di valore dei 120mila euro oggi esistente non si calcolerà più sul singolo bene del contribuente, ma sulla totalità dei beni a lui intestati. In sostanza diventa più semplice pignorare la casa del contribuente che è in debito con il Fisco.

Per capire meglio cosa significa ricordiamo cosa prevede l’attuale normativa sui pignoramenti immobiliari.

Pignoramenti più semplici : il “regalo” della manovrina ai contribuenti

Oggi è vietato pignorare la prima casa se questa è l’unico immobile di proprietà del contribuente e a patto che sia accatastato come abitazione civile – quindi non sia da considerare un immobile di lusso.

Inoltre è vietato il pignoramento quando il valore dell’immobile da pignorare, al netto delle passività ipotecarie, è inferiore ai 120mila euro.

Ora la modifica introdotta dalla manovrina chiesta da Bruxelles all’Italia interviene proprio sul quantum, ossia sul valore dell’immobile da sottoporre a pignoramento quando si ha un debito pendente con il Fisco.

Se il patrimonio immobiliare complessivo, compresa la prima casa, supera i 120.000 euro, la riscossione potrà agire in maniera diretta senza alcun limite.

È sufficiente quindi che il totale dei beni immobili posseduti dal debitore, e non più il singolo bene da espropriare, raggiunga limporto dei 120mila euro e scompare il divieto.

Ne consegue che il pignoramento diventa più facile, come scrive il sito Laleggepertutti.it:

“in buona sostanza viene agevolato il pignoramento immobiliare essendo più facile, in questo modo, raggiungere la soglia di legge. Infatti, per effetto della modifica, ai fini del pignoramento immobiliare i requisiti di valore sono rappresentati (oltre che dal non mutato importo del debito complessivo affidato all’agente della riscossione, che come abbiamo detto deve essere maggiore di 120mila euro) dal valore catastale del totale degli immobili posseduti, che deve essere pari almeno a 120mila euro”.

Resta fermo il divieto di pignoramento dell’abitazione principale, a prescindere dall’entità del credito e dal valore dell’immobile.

Fonte : WSI  di Alessandra Caparello

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Banche Venete ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Come aderire al ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. TUTTI POSSONO PARTECIPARE E ADERIRE, ANCHE CHI HA ADERITO AL RIMBORSO.   Banche Venete ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo Banche Venete ricorso alla Corte Europea dei Diritti…

Avvocati di strada : è boom di richieste per i legali gratuiti

Aumentano le richieste per gli avvocati “a tutela degli ultimi” oggi presente in 44 città italiane. Avvocati di strada : è boom di richieste per i legali gratuiti

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Avvocati di strada : è boom di richieste per i legali gratuiti

Avvocati di strada : è boom di richieste per i legali gratuiti

di Gabriella Lax

Lo studio legale più grande d’Italia, ma anche quello che fattura meno. E’ questo il motto di “Avvocato di strada“, l’associazione nata a Bologna nel 2000 a “difesa degli ultimi” che registra un vero e proprio boom di richieste.

Oggi è presente in 44 città italiane (le ultime in ordine di arrivo sono Mantova, Viterbo e Cosenza nel 2016) dislocate all’interno di associazioni di volontariato con progetti di auto aiuto, fornisce tutela giuridica gratuita, qualificata ed organizzata a persone senza dimora, favorendone così il ritorno ad una vita comune.

Un’associazione in cui si danno da fare 900 volontari tra avvocati professionisti, studenti di giurisprudenza, pensionati, comuni cittadini che prestano un contributo indispensabile nelle attività di segreteria, accoglienza e accompagnamento degli assistiti, nell’organizzazione e promozione di convegni, corsi di formazione e altre iniziative pubbliche e anche giovani in Servizio civile grazie al progetto “Al servizio dei più deboli” avviato nel 2015.

Italiani e stranieri i clienti degli avvocati di strada

Tra gli assistiti prevalgono le persone originarie di Paesi extraUe (1.932 pari al 52 per cento del totale). Gli italiani sono stati 1.111 (il 30 per cento del totale), erano 729 nel 2012. Sono stati 660 (il 18 per cento del totale) i cittadini stranieri originari di un Paese Ue assistiti, erano 452 nel 2015.

Costante la percentuale di donne e uomini assistiti: nel 2016 le donne sono state 1.086 pari al 29 per cento del totale (767 nel 2011, pari al 30%) e gli uomini 2.617 pari al 71 per cento del totale (1.808 nel 2011, il 70%).

Le problematiche legali più richieste

Nel “bilancio sociale” del 2016 dell’associazione si legge «i casi relativi ai diritti dei migranti sono stati 906 (il 25 per cento del totale). Il dato più alto riguarda le pratiche per il permesso di soggiorno (506).

In calo quelle relative alla protezione internazionale, passate dalle 407 del 2015 alle 282 del 2016. Sono state 41 quelle sui decreti di espulsione, 40 quelle per l’ottenimento della cittadinanza italiana, anche se ci sono stati stranieri regolarmente soggiornanti in Italia da almeno 10 anni sono sempre molti quelli che rimangono ai margini e faticano a ottenere un riconoscimento dovuto».

Inoltre sono state aperte «3.703 pratiche, numero mai raggiunto negli anni precedenti. Ognuna di esse richiede un carico di lavoro diverso: qualcuna si risolve in un colloquio, altre richiedono lettere e telefonate, altre ancora anni di lavoro.

Attribuendo in media 10 ore per ogni pratica con un costo orario di 70 euro si arriva a quasi 2,6 milioni di euro. Una cifra che i nostri volontari lo scorso anno hanno donato alla collettività mettendosi a disposizione degli ultimi».

E ancora, sempre tra i dati, nel 2016 sono state 1.052 le pratiche di diritto amministrativo (il 28% dell’attività di Avvocato di strada). Su tutte le pratiche relative a sanzioni per mancanza di titolo di viaggio sui mezzi pubblici: sono passate dalle 305 del 2015 alle 874 del 2016.

Sono poi 1.377 le pratiche di diritto civile aperte dagli avvocati di strada nel 2016 (pari al 37% del totale). Diritto alla residenza, sfratti e locazioni, diritto del lavoro, separazioni e divorzi, pensioni e invalidità, assistenza sociale, debiti, diritto alla casa, procedure esecutive per mancato pagamento di imposte, diritto al mantenimento, alimenti e assegno divorzile, successioni e problematiche ereditarie, sinistri stradali, potestà genitoriale, crediti, ricerca di parenti in vita, diritto allo studio. Infine le pratiche di diritto penale sono state 368 (il 10 per cento del totale); costante il numero di richieste di pene alternative alla detenzione (passate da 51 a 45).

In chiusura le vittime di offese e minacce tutelate da Avvocato di strada sono state 49 «un numero rilevante che conferma – si legge sul sito, che – il luogo comune secondo il quale le persone che vivono in strada sono pericolose e dedite alla delinquenza non ha riscontri nella realtà». I nostri dati dimostrano – scrive l’associazione – «che chi vive in strada non è tanto autore, quanto vittima di atti di aggressione, minacce e molestie».

Fonte: Avvocati di strada: è boom di richieste per i legali gratuiti

 

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BANCHE : BUONA NOTIZIA RICHIESTA DI IMPUTAZIONE COATTA GUP MILANO CONTRO GLI EX VERTICI DEL MONTE PASCHI SIENA

PROFUMO E VIOLA, PER REATO DI FALSO IN BILANCIO E MANIPOLAZIONE MERCATO. BANCHE : BUONA NOTIZIA RICHIESTA DI IMPUTAZIONE COATTA GUP MILANO CONTRO GLI EX VERTICI DEL MONTE PASCHI SIENA

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Una buona notizia la richiesta di imputazione coatta del gup di Milano Livio Antonello Cristofano nei confronti degli ex manager del Monte dei Paschi, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, dopo che anche il pg Felice Isnardi, aveva disposto ulteriori accertamenti sulla posizione della banca, sfruttando la possibilità che gli concede l’articolo 58 della legge 231 di svolgere ‘gli accertamenti indispensabili e, qualora ritenga ne ricorrano le condizioni, contestare all’ente le violazioni amministrative conseguenti al reato’.

Sospetta infatti , la fretta dei magistrati milanesi titolari dell’inchiesta, i pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio, che ai primi di settembre presentarono repentina richiesta di archiviazione sia per le persone fisiche che per l’istituto di credito, mentre oggi è stato depositato il provvedimento col quale, in sostanza, è stato ordinato alla procura di chiedere il rinvio a giudizio per falso in bilancio e manipolazione del mercato in relazione ai derivati Alexandria e Santorini.

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Oltre a Profumo e Viola, l’imputazione di falso in bilancio e aggiotaggio pende anche su Paolo Salvadori, ex Presidente del Collegio sindacale di Rocca Salimbeni, mentre la posizione di sette persone, tra le quali Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, è stata archiviata.

Profumo, nominato dal ministro dell’Economia Padoan ai vertici di Leonardo, ex Finmeccanica, già rinviato a giudizio con l’accusa di usura bancaria dal Tribunale di Lagonegro, aveva portato il Mef a cancellare (con un tratto di penna e con la data scritta a mano) la direttiva del 2013 in base alla quale, tra le cause di ineleggibilità e decadenza sulle nomine dei cda delle società controllate dallo Stato, vi era l’incompatibilità, sia per la condanna in primo grado che per il rinvio a giudizio per determinati reati.

 

Il contenuto e’ stato pubblicato da Adusbef – Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari in data 21 aprile 2017. La fonte e’ unica responsabile dei contenuti.
Distribuito da Public, inalterato e non modificato, in data 21 aprile 2017 16:33:31 UTC.

 

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Come finanziarsi senza banche Non c’è so­lo la ban­ca che può fi­nan­zia­re im­pre­se e pro­get­ti

Sbar­ca an­che in Ita­lia (do­po la Fran­cia e la Spagna), Len­dix, la piat­ta­for­ma eu­ro­pea di fi­nan­zia­men­to on­li­ne de­di­ca­ta al­le im­pre­se. La so­cie­tà è già da tem­po la nu­me­ro uno in Fran­cia, e ora si de­di­ca con in­te­res­se al so­ste­gno cre­di­ti­zio al­le pic­co­le e me­die im­pre­se ita­lia­ne.

In so­stan­za, da ie­ri, le Pmi ita­lia­ne – che han­no nel cas­set­to pro­get­ti tra 30mi­la e 2 mi­lio­ni di eu­ro ma non tro­va­no ac­ces­so al cre­di­to – po­tran­no chie­de­re di es­se­re fi­nan­zia­te di­ret­ta­men­te da una co­mu­ni­tà di in­ve­sti­to­ri in­ter­na­zio­na­li.

I fi­nan­zia­men­ti pro­po­sti van­no da 3 a 84 me­si con tas­si di in­te­res­se dal 3% al 9,90%.  Come finanziarsi senza banche Non c’è so­lo la ban­ca che può fi­nan­zia­re im­pre­se e pro­get­ti

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Come finanziarsi senza banche Non c’è so­lo la ban­ca che può fi­nan­zia­re im­pre­se e pro­get­ti

 

Come finanziarsi senza banche Non c’è so­lo la ban­ca che può fi­nan­zia­re im­pre­se e pro­get­ti

Co­me? Se­con­do la so­cie­tà ba­sta col­le­gar­si on li­ne per te­sta­re in tem­po rea­le – e gra­tui­ta­men­te – l’ido­nei­tà a ri­chie­de­re un fi­nan­zia­men­to sul­la piat­ta­for­ma Len­dix in­se­ren­do il co­di­ce fi­sca­le, l’im­por­to e la du­ra­ta del pre­sti­to ri­chie­sto.

Una vol­ta pas­sa­to lo scree­nig ini­zia­le e ap­pro­va­to il pro­get­to di fi­nan­zia­men­to, è pre­vi­sto che il pro­get­to ven­ga in­te­ra­men­te fi­nan­zia­to.

«Le Pmi ita­lia­ne han­no una nuo­va op­por­tu­ni­tà, ol­tre il tra­di­zio­na­le ca­na­le ban­ca­rio, per ac­ce­de­re al cre­di­to e rea­liz­za­re i pro­pri pia­ni di cre­sci­ta», spie­ga Ser­gio Zoc­chi, am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to di Len­dix Ita­lia

«e sia­mo con­vin­ti che que­sto nuo­vo mo­del­lo di fi­nan­zia­men­to sia in gra­do di ri­spon­de­re al­le esi­gen­ze de­gli im­pren­di­to­ri ita­lia­ni, con­fer­man­do il for­te in­te­res­se già ri­scon­tra­to sul mer­ca­to fran­ce­se e spa­gno­lo, so­no già sta­ti fi­nan­zia­ti ol­tre 70 mi­lio­ni a più di 205 pro­get­ti di svi­lup­po im­pren­di­to­ria­le».

I ca­si di fi­nan­zia­men­to tra­mi­te questa in­no­va­ti­va pia­ta­for­ma so­no nu­me­ro­si e, a vol­te, coin­vol­go­no an­che real­tà già no­te. Tra le so­cie­tà che han­no fat­to ri­cor­so al­la piat­ta­for­ma c’è, ad esem­pio l a Alain Du­cas­se En­tre­pri­se, mar­chio di al­ta ga­stro­no­mia fon­da­to dall’omo­ni­mo chef stel­la­to.

La so­cie­tà ha ot­te­nu­to un fi­nan­zia­men­to di 300 mi­la eu­ro per 48 me­si al tas­so del 4,5%. fi­nan­zia­men­ti.Tr ami­te Len­dix, so­no già sta­ti ero­ga­ti fi­nan­zia­men­ti per ol­tre 70 mi­lio­ni di eu­ro per 205 pro­get­ti.

fonte : liberoquotidiano.it

 

 

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Nuovi guai per Deutsche Bank negli Stati Uniti

La Fed ha comminato una multa alla banca tedesca di 156,6 mln di dollari (146,2 mln di euro), di cui buona parte (136,9 mln di dollari) a causa di carenze nell’azione di sorveglianza sui trader che hanno continuato per lungo tempo a scambiare informazioni confidenziali con dipendenti di istituti concorrenti.  Nuovi guai per Deutsche Bank negli Stati Uniti

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Nuovi guai per Deutsche Bank negli Stati Uniti

Nuovi guai per Deutsche Bank negli Stati Uniti

Nuovi guai per Deutsche Bank  negli Stati Uniti. La Federal Reserve, la Banca centrale statunitense, ha annunciato di aver comminato una multa alla prima banca private tedesca dell’ammontare di 156,6 milioni di dollari (146,2 milioni di euro circa), di cui buona parte (136,9 milioni di dollari) a causa di carenze nell’azione di sorveglianza sui trader che hanno continuato per lungo tempo a scambiare informazioni confidenziali con dipendenti di istituti concorrenti in diverse chat-room senza che gli organi di controllo della banca intervenissero.

Altri 19,7 milioni di dollari, sulla somma totale, sono dovuti da Deutsche Bank  per violazione della cosiddetta “Volcker-Rule” e, in particolare, per le “consistenti carenze” identificate dalla Fed nell’attuazione delle norme.

La Volcker-Rule prende il nome dall’ex-presidente della Fed, Paul Volcker, e fa parte del “Dodd-Frank Act”, un pacchetto di riforme dei mercati finanziari del 2010, che vieta, in principio, la speculazione per conto proprio da parte delle banche se non quando i rischi collegati sono totalmente coperti.

La norma prevede, inoltre, forti limiti alle partecipazioni da parte di banche in hedge-fond e fondi di private equity. Il nuovo titolare della Casa Bianca, Donald Trump, ha già annunciato di voler allentare alcune delle norme del “Dodd-Frank Act”.

Deutsche Bank  ha concluso a inizio aprile una ricapitalizzazione da 8 miliardi di euro, anche per coprire i rischi da contenziosi legali soprattutto per l’attività sui mutui subprime negli Usa, riportando il requisito di capitale Cet1 al 14,1%.

fonte : milanofinanza.it

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Ottenere un credito privato senza impazzire dietro alle banche italiane

L’attuale situazione finanziaria ha messo a dir poco in difficoltà i risparmiatori, non solo per la crisi e la carenza di lavoro, ma proprio a causa della totale reticenza da parte delle banche, verso la concessione di prestiti, siano questi finalizzati all’apertura di una attività, che per piccole spese personali, necessarie a soddisfare un bisogno o a risolvere qualche imprevisto. Ottenere un credito privato senza impazzire dietro alle banche italiane

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Ottenere un credito privato senza impazzire dietro alle banche italiane

Ottenere un credito privato senza impazzire dietro alle banche italiane

Le banche di fatto, chiedono una serie infinita di garanzie, spesso domandandole a oltranza fino a farci desistere.

Il credito può venire negato senza una chiara ragione anche in presenza di uno stipendio fisso, un garante e magari qualche possedimento immobiliare che farebbe dormire sogni tranquilli al creditore.

Niente da fare, il muro eretto dagli istituti bancari è diventato quasi invalicabile almeno che non siamo clienti fissi, persone in possesso di grandi capitali, o semplicemente la vecchia dinamica della conoscenza personale che in Italia è ancora tanto in voga.

Come muoversi se siamo in cerca di un credito

È possibile tentare e fare richiesta alla banca, ovviamente dovete preparare tutto il necessario e valutare bene la vostra situazione, qualsiasi piccolo dettaglio potrebbe mandare tutto a monte, quindi, in certi casi, non vale nemmeno la pena di perdere del tempo cercando i canali bancari.

Non dimenticate poi di valutare accuratamente i tassi di interesse, un piccolo prestito infatti potrebbe trasformarsi in una tassa mensile ai limiti dell’usura!

Per fortuna non esistono solo le banche italiane, una delle soluzioni più utilizzate, anche se non molto conosciuta è proprio quella del credito svizzero.

Ottenere un credito privato senza impazzire dietro alle banche italiane

Ebbene sì, da anni le banche svizzere fanno credito a clienti italiani, soprattutto a privati per piccole spese che possono essere legate a una vacanza, ad un acquisto e chi più ne ha più ne metta.

Il credito svizzero non soffre la crisi sofferta da quello italiano, rimane quindi più aperto e soprattutto più efficiente del nostro sistema bancario. Ecco che ottenere un prestito diventa una operazione meno ostica, grazie a termini chiari e a una certa trasparenza del tutto.

Ovviamente anche in questo caso è necessario portare qualche garanzia, se le garanzie ci sono però, sarà più semplice ottenere la somma che ci serve, da restituire con calma successivamente.

Se l’idea di ottenere un credito dalle banche svizzere vi piace, e siete stanchi di correre dietro al sistema italiano, allora su flash credit troverete tutto il necessario per iniziare la procedura!

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Giancarlo Elia Valori: “Per l’addio all’euro servono velocità e segretezza”

Il suo ultimo libro, uscito in questi giorni per i tipi di Rubbettino, si intitola Geopolitica dell’incertezza, ma sul destino del Vecchio Continente il professor  ha le idee chiare. «Se rimane l’austerità sui conti pubblici, così come si è configurata…

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