Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dopo il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e VB: critiche a valorizzazione NPL

Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dopo il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e VB:
critiche a valorizzazione NPL

Il fondo stabilizzerà i titoli più volatili, gli investitori chiedono riforme e certezze Nuovo fronte sui BTp di Nicola Borzi, da Il Sole 24 Ore

Le sedute di passione per le azioni bancarie potrebbero non essere
finite. Gli istituti confidano in Atlante per reggere il peso di aumenti
di capitale e sofferenze. Pur apprezzando lo sforzo titanico del nuovo
fondo privato “di sistema”, la maggioranza degli investitori mostra di
credere che, per sciogliere il nodo di Gordio che lega il futuro del
settore alla necessità di ricapitalizzazione e di smaltimento dei
crediti deteriorati, servono piuttosto risposte definitive. In assenza
di un Alessandro Magno, ben venga Atlante: ma alcuni problemi delle
nuove regole Ue, che da gennaio hanno introdotto il bail-in, devono
ancora arrivare al pettine e quindi la volatilità per azioni e
subordinati non pare finita.

Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie


I parossismi delle scorse sedute sono stati da record. Tra il 20
luglio 2015 (massimo quinquennale) e il 7 aprile scorso (minimo
biennale), l’indice Ftse Italia delle banche quotate si è dimezzato.
Alcune azioni, come Mps, hanno perso sino al 60 per cento. L’indice ha
prima segnato un tonfo del 49 per cento, sino al 9 febbraio, seguito
alla risoluzione di Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti del
22 novembre, poi un parziale recupero del 33% sino all’11 marzo, poi
di nuovo un crollo e in seguito un altro rimbalzo. La spiegazione sta
nelle vicende e nelle scadenze: premono alle porte due aumenti di
capitale, quello della Vicenza (1,5 miliardi) e di Veneto Banca (1
miliardo), e in scia quelli di CariCesena e Cassa Rimini. Sullo sfondo
restano i problemi di Carige e di Mps. I tempi sono fondamentali e
strettissimi: UniCredit ha dato tempo sino al 10 maggio per confermare
la garanzia sull’aumento della Vicenza, ma entro fine mese dovrebbero
sopraggiungere le sottoscrizioni delle quote di Atlante (28 aprile) e
l’intervento nella prima banca target (29 aprile).
Atlante, al cui
capitale da 6 miliardi parteciperanno banche, assicurazioni,
Fondazioni, Cassa depositi e prestiti e altri soggetti, secondo
un’analisi di Equita Sim dovrebbe, nel breve, eliminare i rischi di
esecuzione degli aumenti di capitale della Vicenza e di Veneto Banca.
Se farà il pieno di capitale, dei 6 miliardi ne resterebbero 3,5 per
acquistare sofferenze. Con una leva di 5 volte (che non a tutti i soci
però piace), il fondo avrebbe a disposizione 17,5 miliardi con i quali,
valutando l’acquisto di Npl (crediti deteriorati) al 32% – più del
17,6% ufficializzato da Banca d’Italia, meno del 40% a bilancio – ,
Atlante potrebbe acquistare 54 miliardi di crediti deteriorati. Se la
leva scendesse a 3, il debito basterebbe comunque a comprare l’intero
portafoglio di Npl lordi di Mps, Carige, Vicenza e Veneto Banca.
Secondo Equita, così, Atlante permetterebbe di aumentare dal 20 al 32%
il valore dei crediti deteriorati e consentirebbe alle banche di
smaltirli a prezzi meno penalizzanti, riducendo quindi le minusvalenze e
la necessità di ricapitalizzazione. Più beneficiate, per Equita,
sarebbero le azioni del Banco Popolare (raccomandazione buy, prezzo
target 13,5 euro), UniCredit (rating hold, target price 5,5 euro),
Intesa Sanpaolo risparmio (3 euro).
L’intervento non è gradito agli
operatori specializzati, specialmente esteri, dei quali Atlante è
concorrente e rischia di tramutarsi in harakiri se l’acquisto di Npl
avvenisse a valori troppo favorevoli per i cedenti (quelli di carico),
riducendo i margini e il ritorno per i soci (il 6% ipotizzato pare
eccessivo). Ecco perché gli investitori puntano di più sulle riforme
per ridurre i tempi di recupero delle garanzie, che aumenterebbero i
margini.
Nuove nubi sul settore potrebbero arrivare dall’ipotesi di
porre un tetto ai titoli di Stato nei portafogli delle banche: il tema
sarà discusso al Consiglio economia e finanza della Ue della prossima
settimana. Chi investe chiede certezze: ulteriori vincoli normativi,
specie se indefiniti, porterebbero solo ulteriore volatilità.

Atlante non reggerà il peso di tutte le banche dopo il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e VB: critiche a valorizzazione NPL

www.usurainbanca.it
Please follow and like us:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *