Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Cassazione sentenza n. 2311 30 gennaio 2018 Usura sopravvenuta rileva il momento della pattuizione

Un istituto di credito ha ottenuto l’emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti del fideiussore di una società relativamente alla risoluzione di un contratto di leasing avente ad oggetto un bene immobile. La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di usura sopravvenuta, con la sentenza n. 2311 dello scorso 30 gennaio, affermando che, per poter definire usurari i tassi di interesse, occorre guardare al momento in cui gli stessi sono stati pattuiti tra le parti. Cassazione sentenza n. 2311 30 gennaio 2018 Usura sopravvenuta  rileva il momento della pattuizione

Cassazione sentenza n. 2311 30 gennaio 2018 Usura sopravvenuta

Cassazione sentenza n. 2311 30 gennaio 2018 Usura sopravvenuta

Cassazione sentenza n. 2311 30 gennaio 2018 Usura sopravvenuta rileva il momento della pattuizione

Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura – come determinata dalla l. n. 108/1998 – non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore delle predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere della buona fede nell’esecuzione del contratto.

In particolare, con riferimento ai contratti di mutuo stipulati antecedentemente alla Legge n. 108/98, non può parlarsi di nullità o inefficacia del tasso concordato dalle parti, ancorché, successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa, il tasso superi la soglia prevista dalla stessa. Allo stesso modo, non può operare l’inefficacia né la nullità, in relazione ai contratti stipulati dopo l’entrata in vigore della novella, se al momento della pattuizione, il tasso non superava la soglia massima stabilita ex lege.

Da quanto affermato dai giudici di legittimità discende che l’usurarietà non può essere dichiarata sulla sola base del superamento della soglia predeterminata dalla legge e, dunque, il mutuante ben potrebbe avere diritto a richiedere e riscuotere gli interessi così come concordati contrattualmente, ancorché eccedano la predetta soglia.

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