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Conto corrente: quando il tasso di mora fa scattare l’usura

La banca che fa sottoscrivere un contratto di conto corrente dove il tasso moratorio è sensibilmente superiore alla soglia fissata dalla Banca d’Italia perde gli interessi.

Conto corrente: quando il tasso di mora fa scattare l’usura
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Conto corrente: quando il tasso di mora fa scattare l’usura

Conto corrente: quando il tasso di mora fa scattare l’usura

Per stabilire se i tassi applicati dalla banca sul conto corrente sono usurari o meno serve, di norma, un professionista che effettui i calcoli. Ecco però un rapido e facile sistema alla portata di tutti, suggerito da una recente sentenza del Tribunale di Udine .

 

Innanzitutto il giudice ricorda che, per avere contezza se un tasso sia usurario o meno, bisogna tenere presente – secondo le indicazioni fornite dalla Cassazione e dalla giurisprudenza unanime – tutti i costi, commissioni, remunerazioni (a qualsiasi titolo dovute) e le spese che gravano sul correntista (per esempio la penale di recesso anticipato, ecc.) nonché le condizioni previste dal contratto in caso di mora. Ma, visto che il calcolo più corretto sarebbe anche molto complesso, per stabilire che si è in presenza di un tasso usurario basta che quello di mora sia “sensibilmente superiore” alla soglia fissata dalla Banca d’Italia.

 

La sentenza in commento fa tesoro della giurisprudenza prevalente secondo cui il tasso di mora concorre nel calcolo del superamento dell’usura anche se il Tegm non ne tiene conto sia di varie difficoltà di metodo e calcolo.

 

La verifica dell’usura  va condotta determinando il tasso effettivo globale annuo concretamente pattuito, non i tassi semplici indicati in contratto. Il tasso di mora, in questo senso, costituisce solo uno di tali tassi semplici riferito alla rata e/o al capitale scaduto e non pagato, mentre quello che occorre riferire alla soglia è il tasso effettivo annuo del credito erogato. Il tasso di mora, dunque, non è un tasso effettivo in sé e per sé rilevante per la soglia dell’usura, ma è un tasso semplice che integra il tasso corrispettivo, come riflesso del mutamento determinatosi nel piano di ammortamento, e concorre ad individuare il costo effettivo del credito ai fini anti usura.

 

Dunque, la via d’uscita sta nel determinare il tasso effettivo globale annuo concretamente applicato, tenendo conto degli studi di matematica finanziaria che lo determinano il modo più alto per le rate già scadute. Ma, al di là di calcoli complessi, se il tasso di mora è già così superiore a quello soglia, tanto che se il cliente salti tutte le rate e pagate tutte le more maturate, il costo effettivo del contratto superi certamente il limite, allora si può già parlare di usura.

 

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