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Etruria e quel filo legato a Bini Smaghi – giornaleditalia

Interrogazione del fittiano Bianconi che punta il dito contro il fedelissimo di Renzi, già presidente di Chianti Banca
Etruria e quel filo legato a Bini Smaghi

continua a far discutere il decreto varato dal governo per i rimborsi. I risparmiatori chiedono modifiche al provvedimento

Il decreto varato dal governo alla fine di aprile, dopo ben cinque
mesi di attesa straziante condita pure da un suicidio, che prevede un
rimborso forfettario fino all’80% della cifra sottratta indebitamente
per chi ha un reddito lordo inferiore ai 35mila euro o un patrimonio
mobiliare che non supera i 100.000, senza dovere ricorrere
all’arbitrato, continua a far discutere. Perché ritenuto fortemente
ingiusto e troppo generico. Certamente non rassicurante. E così le
vittime del salva-banche, in audizione presso la commissione Finanze del
Senato, hanno avanzato istanza proponendo una modifica al
provvedimento. Chiedendo di estendere la platea dei beneficiari fino ai
redditi da 55.000 euro e prevedere un indennizzo al 99% per chi guadagna
meno di 18.000 euro l’anno.
Toccherà al Parlamento, adesso, prendere in mano la questione. Ma la
battaglia si annuncia durissima visto che il Pd è costretto a seguire
alla lettera le direttive del premier-segretario che di trattare, sul
tema, proprio non ne vuole sapere.
Intanto ad Arezzo non si spengono le polemiche legate al crac della
vecchia Banca Etruria che giorno dopo giorno continua a regalare colpi
di scena. Con l’inchiesta destinata a chiudersi nel peggiore dei modi
visto che la maggior parte dei responsabili potrà presto avvalersi del
salvagente della prescrizione. Tant’è, il deputato Maurizio Bianconi (ex
Forza Italia passato dal novembre 2015 nel gruppo Conservatori e
Riformisti) ha depositato una interrogazione urgente rivolta al
presidente del Consiglio Renzi, alla ministra per le Riforme e i
Rapporti col Parlamento Boschi e al titolare dell’Economia Padoan.
Ricostruendo in maniera dettagliata tutta la vicenda riguardante la
vendita dei crediti in sofferenza cinque giorni prima del decreto
salva-banche, fino ad intrecciare le sorti dell’istituto di credito
aretino con Chianti Banca, puntando addirittura il dito contro il
presidente Lorenzo Bini Smaghi, renziano di ferro e già membro del
comitato esecutivo della Bce oltre che numero uno della Società
Generale, il colosso francese nominato da Bankitalia advisor per la
vendita di Etruria.
L’onorevole fittiano vuole fare chiarezza su un presunto conflitto
d’interessi tutto d’accertare. E chiede l’intervento di Bankitalia oltre
che della magistratura su un caso pieno di punti oscuri. Col premier
Renzi (e con lui anche la Boschi) sollecitato a fornire la sua versione
circa i fatti contestati. In una vicenda che si arricchisce di altre
ombre con i responsabili di un vero e proprio disastro ancora impuniti.

Marco Zappa

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www.usurainbanca.it
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