Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo: una nuova crepa nella fiducia (già ai minimi termini) nel sistema bancario

AVVII ISTRUTTORIE SU BNL INTESA SANPAOLO E UNICREDIT PER ANATOCISMO BANCARIO. Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo: una nuova crepa nella fiducia (già ai minimi termini) nel sistema bancario

Il procedimento dell'A.G.C.M. in tema di anatocismo

Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo

Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo: una nuova crepa nella fiducia (già ai minimi termini) nel sistema bancario

Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

Fa abbastanza specie notare come, mentre l’Istituto di Vigilanza sulle Banche per eccellenza (i.e. Banca d’Italia) sonnecchia e tace in materia, una Autorità dello Stato accusi tre colossi bancari quali Intesa Sanpaolo, Unicredit e B.N.L. (controllata dalla francese B.N.P. Paribas) di aver fatto pagare ai propri ignari clienti interessi superiori al dovuto, in spregio alla normativa vigente.

Ora, senza addentrarsi nella complessa ricostruzione normativa relativa al fenomeno dell’anatocismo bancario, qui basta sottolineare come esso sia stato oggetto, negli ultimi anni, a numerosi e raffazzonati interventi del legislatore, l’ultimo dei quali è stata la Legge 8 aprile 2016, n. 49, conversione in legge, con modifiche, del Decreto Legge (del Governo Renzi) del 14 febbraio 2016, n. 18, recante misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio.

Nota di colore: cosa diavolo c’entri la regolamentazione dell’anatocismo bancario in un provvedimento d’urgenza (lo ricordiamo: un decreto legge!) che fornisce le direttive sul riordino delle banche di credito cooperativo, nonché la garanzia statale sulla cartolarizzazione delle sofferenze non ci è proprio dato sapere, ma – tant’è! – oramai la legiferazione ad capocchiam (per non dire peggio!) sembra diventata una regola aurea della nostra classe politica!

Orbene, l’A.G.C.M. si concentra sul comportamento tenuto dalle summenzionate banche nel periodo che va dal 1° gennaio 2015 all’entrata in vigore della succitata Legge 49/2016 durante il quale l’Autorità evidenzia condotte in violazione del Codice del Consumo, posto che “le banche avrebbero continuato ad applicare l’anatocismo bancario, nonostante l’espresso divieto contenuto nella legge di stabilità 2014”.

Il procedimento dell’A.G.C.M. in tema di anatocismo

C’è di più, peraltro, in quanto l’indagine riguarda anche i comportamenti messi in atto dopo la riforma del 2016, allorquando le tre banche “avrebbero adottato modalità aggressive per indurre i propri clienti consumatori a dare l’autorizzazione all’addebito”, così gravi che nella giornata dell’11 aprile scorso “i funzionari dell’Autorità hanno eseguito oggi una serie di ispezioni nelle sedi di BNL, Intesa Sanpaolo e UniCredit, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza”.

Attendendo, quindi, con curiosità ed interesse gli esiti dell’attività ispettiva dell’A.G.C.M., quello che qui interessa è sottolineare che in epoca di bail-in e risoluzione delle banche, di “risparmiatori azzerati“, di “azionisti cancellati“, etc. condotte quali quelle di cui sopra non contribuiscono certo a rinsaldare la fiducia nel sistema bancario, ma, semmai, a sfaldare gli ultimi tenui legami fiduciari che tengono ancora uniti banche e clienti.

In questo senso, quindi, auspichiamo un netto ripensamento e cambio di passo in tema di correttezza e trasparenza da parte dei vertici apicali delle banche, che sembrano sempre più interessati a mantenere i propri privilegi economico-finanziari piuttosto che a pensare al benessere ed alla soddisfazione dei propri clienti, cose queste – lo ricordiamo! – che coincidono in massima parte con gli stessi interessi nazionali, posto che un sistema bancario solido e ben funzionante, esigenza primaria di ogni economia sviluppata, si fonda sulla fiducia in esso riposta.

fonte : linkiesta.it

 

 

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