Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Imprenditrice umbra strozzata dai debiti salvata dalla legge salva-suicidi

Una possibilità concreta per l’indebitato di allontanarsi  da situazioni di pericolo  sociale, quali l’usura ed il lavoro nero che, in contesti  del genere, trovano sempre terreno fertile. Imprenditrice umbra strozzata dai debiti salvata dalla legge salva-suicidi : ecco come funziona

Imprenditrice umbra strozzata dai debiti salvata dalla legge salva-suicidi : ecco come funziona

Imprenditrice umbra strozzata dai debiti salvata dalla legge salva-suicidi : ecco come funziona

Imprenditrice umbra strozzata dai debiti salvata dalla legge salva-suicidi

Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

Un’ imprenditrice sommersa di debiti dopo il dramma della crisi economica che ha danneggiato anche il settore dove operava da anni, è uno dei primi casi in Umbria dell’applicazione della legge evita – suicidi. La causa dell’indebitamento della società è stata legata a fattori esterni (perdite di finanziamenti pubblici) ed interni, tra cui profondi dissidi e dissapori con la socia e relative mancate assunzioni di pagamento. Un quadro, questo, che non ha permesso di riorganizzare l’attivita imprenditoriale e di rilanciarla oltre l’ostacolo della crisi economica che ha colpito anche il loro settor, quello degli agriturismo con annesso maneggio.

L’esclusione del socio che non collaborava più alle spese e alla gestione dell’attività,  non ha risparmiato nessuno da gravosi impegni finanziari: dal 2011 al 2015 l’azienda non ha prodotto redditi ed aveva maturato debiti ed esposizioni verso enti pubblici e privati per 460mila euro circa. Somma questa, che la donna non poteva estinguere, se non indebitandosi ancora di più per riuscire a pagare. Una situazione senza via di uscita, finchè non si è appellata alla legge 3/2012 (testo e guida al sovraindebitamento), rinominata legge evita suicidi o cancella debito. Questa legge si rivolge a privati cittadini che, a causa di eventi eccezionali e di particolari situazioni di crisi economica, non riescono più a pagare i propri debiti richiedendo una via d’uscita alternativa.

 La legge evita suicidi è stata pensata proprio per rispondere a queste situazioni di reale difficoltà economica e di sovraindebitamento, e permette ai privati cittadini di stipulare accordi con i creditori per il pagamento dei debiti insoluti. Il piano previsto dalla legge salva suicidi non si traduce però in una cancellazione del debito, ma le pendenze vengono saldate sulla base delle proprie reali disponibilità. 
Imprenditrice umbra strozzata dai debiti salvata dalla legge salva-suicidi

E proprio tramite i suoi legali – gli avvocati Fabiana Silvestri e Vincenzo Arenella, che la donna è riuscita a “vincere” la propria battaglia contro la crisi. Presentando la propria relazione sul sovraindebitamento ha avuto riscontro positivo ed è stata validata dall’organo preposto “in ragione della completezza e veridicità della documentazione presentata”.  L’imprenditrice, nonostante i debiti e la crisi, potrà quindi pagare a seconda delle proprie disponibilità.

A chi si rivolge la legge salva – suicidi? Alle persone fisiche, piccole imprese o società artigiane ovvero consumatori, insomma a tutti coloro che non possono accedere alle procedure fallimentari. in tal modo si scongiura il ricorso al mercato dell’usura, da un lato, e si evita che il soggetto sovraindebitato diventi vittima dei propri creditori.

 Come funziona? Il cittadino sovraindebitato presenta alla cancelleria della volontaria giurisdizione del tribunale la richiesta di nomina dell’organismo di composizione della crisi (OCC). A questo punto  il cittadino si rivolgerà all’OCC per illustrare la propria situazione debitoria ed ottenerne da questo la validazione e per redigere una relazione illustrativa. Successivamente, il soggetto sovraindebitato si recherà alla cancelleria fallimentare del tribunale per presentare la propria proposta validata dall’OCC, per richiedere udienza. Il giudice delegato, all’esito dell’udienza e dell’esame della documentazione, dispone in merito, ed a questo punto il soggetto dovrà procedere alla esecuzione del programma di rientro presentato.

L’avvocato Vincenzo Arenella, che ha seguito tutto l’iter dell’imprenditrice, commenta soddisfatto: “Una possibilità concreta per l’indebitato di allontanarsi  da situazioni di pericolo sociale, quali l’usura ed il lavoro nero che, in contesti  del genere, trovano sempre terreno fertile. Una scelta di civiltà (del legislatore) che permette al debitore meritevole di guardare al futuro con una nuova prospettiva di vita, abbandonando quel senso di impotenza  che rende vano ogni tentativo di risollevarsi”.

“L’incolpevole dissesto del passato non deve condizionare il futuro – sottolinea l’avvocato Fabiana Silvestri – Ripartire si può e si deve e la normativa salva suicidi (di cui alla L. 3/12) offre gli strumenti per reintrodursi nel tessuto economico e sociale, liberi dal peso delle disavventure che – in tempi di crisi – possono occorrere anche ai soggetti più diligenti”.

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fonte : perugiatoday .it

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