Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Intesa responsabile nel processo civile contro Veneto Banca.

Luigi Giglio in accoglimento della richiesta di chiamata in causa avanzata da un risparmiatore rappresentato dall’associazione Adusbef. In pratica l’ex socio di Veneto Banca, assistito dall’avvocato Emanuela Marsan, aveva chiesto il risarcimento legato a presunte irregolarità dell’istituto di Montebelluna con riferimento sia all’acquisto di azioni avvenuto nel 1994, sia alla presunta mancata esecuzione di ordini di vendita….  Intesa responsabile nel processo civile contro Veneto Banca.

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Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

Sentenza apripista del giudice di Vicenza che ha autorizzato un risparmiatore Adusbef a chiamare in causa Ca’ de Sass di Sabrina Tomè

 

TREVISO. Banca Intesa diventa soggetto contro il quale agire in sede civile dopo il tracollo di Veneto Banca. Lo ha deciso con sentenza pubblicata mercoledì scorso, il giudice del tribunale di Vicenza Luigi Giglio in accoglimento della richiesta di chiamata in causa avanzata da un risparmiatore rappresentato dall’associazione Adusbef. In pratica l’ex socio di Veneto Banca, assistito dall’avvocato Emanuela Marsan, aveva chiesto il risarcimento legato a presunte irregolarità dell’istituto di Montebelluna con riferimento sia all’acquisto di azioni avvenuto nel 1994, sia alla presunta mancata esecuzione di ordini di vendita.

Adusbef aveva chiamato in causa Veneto Banca, ma il giudice ha dichiarato l’improcedibilità nei confronti della ex Popolare essendo essa in liquidazione coatta amministrativa (e in tali condizioni non può essere promossa alcuna azione). È possibile invece, ha sentenziato, agire nei confronti di Intesa San Paolo in qualità di cessionario dei rapporti di credito trasmessi con la liquidazione dello scorso anno.

Nell’atto viene richiamato in particolare l’articolo 111 del Codice di procedura civile (relativo al trasferimento di un diritto con atto tra vivi) rilevando come «si rende opportuno il prosieguo del giudizio con la chiamata in causa dell’istituto Intesa San Paolo in qualità di successore a titolo particolare del rapporto controverso, anche per motivi di economia processuale». Giglio ha altresì chiarito che la limitazione di responsabilità per i debiti pregressi vale «solo nei rapporti tra le parti del negozio e non già nei confronti di terzi creditori, neppure quelli espressamente esclusi dal perimetro della cessione».

In sostanza quanto stabilito dal decreto del 25 giugno 2017 vale tra le parti, ma non può essere opposto ai risparmiatori. Che hanno pertanto la possibilità di agire nei confronti di Intesa. L’interpretazione del giudice civile di Vicenza è in linea con quella del gup di Roma Lorenzo Ferri davanti al quale è in corso l’udienza preliminare nei confronti degli ex vertici Veneto Banca: il giudice ha autorizzato la chiamata quale responsabile civile di Ca’de Sass (che si è opposta prospettando l’annullamento del contratto) e ha estromesso l’ex Popolare.

Diametralmente opposta la valutazione del gup vicentino Roberto Venditti nell’udienza preliminare Bpvi: il giudice ha escluso Intesa San Paolo ammettendo invece la chiamata in causa quale responsavile civile di Popolare di Vicenza. Ma in tali casi si tratta, appunto, del giudizio penale. Altra cosa è il procedimento civile e la sentenza di mercoledì potrebbe diventare un’apripista per altri pronunciamenti analoghi, come spiega l’avvocato Maria Bruschi che rappresenta un gruppo di risparmiatori delle ex Popolari.

«Quella di Vicenza su Veneto Banca è una sentenza importante e rivoluzionaria perché dà un interlocutore in un momento di estrema confusione», spiega il legale, «Essa può pertanto riguardare tutti quei soggetti che hanno finanziamenti in essere e che possono agire contro Intesa San Paolo»

fonte : ilmattinodipadova

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