Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

La banca dovrà ridargli 100mila euro e gli interessi, firma non valida Pensionato quasi sviene dalla gioia, aveva investito in bond argentini

Sant’Elpidio a Mare (Fermo), 11 giugno 2016 – È venuto da piangere, per la gioia e per il sollievo, al muratore in pensione nell’apprendere che la Banca Popolare di Ancona è stata condannata a restituirgli i quasi 100mila euro che aveva investito in bond argentini appena prima del default, con gli interessi maturati e, addirittura, gli saranno restituiti anche i titoli (che potrà vendere, tenere o farne quel che vuole).
Soldi che saranno pagati in capo a qualche giorno, indipendentemente dall’appello che potrà presentare l’istituto di credito. «Questo dispone la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Fermo – dice Francesca Ippoliti, legale del pensionato -. Il giudice ha accolto in toto la nostra domanda di nullità del contratto quadro stipulato a suo tempo dal mio cliente, sostenendo la tesi della difesa: non era validamente firmato dalla banca». E spiega: «Normalmente le banche mettono un timbro e una sigla, che però non sono una vera sottoscrizione. Lo sostengo da tempo, molti tribunali in Italia hanno accolto questa mia tesi, e adesso lo ha fatto anche Fermo sostenendo che il contratto è nullo perché la firma della banca non è stata validamente apposta».
La banca, nel 2000, aveva proposto un investimento al muratore, ora in pensione, che non aveva particolare dimestichezza con dinamiche finanziarie, vendendogli bond argentini per un valore che corrispondeva a quasi tutto il patrimonio del cliente. C’è stato il default e quando il pensionato è andato in banca a informarsi sul suo investimento, ha scoperto che non aveva più nulla «quando invece gli avevano presentato il titolo come sicuro». Ha atteso un po’ di tempo prima di decidersi a intentare causa alla banca ma nel 2013 si è rivolto alla Ippoliti. «In molti, soprattutto nel Fermano, aferll’epoca del default hanno scelto di non agire contro le banche. Evidentemente la crisi economica è stato un motivo scatenante per far decidere le persone ad agire».
E’ toccato alla legale informare il suo assistito della sentenza che decretava il risultato raggiunto. «Stava quasi per sentirsi male, piangeva al telefono. Mi ha detto che gli risolve la vita in questo periodo avendo bisogno di risorse economiche per delle cure e non sapendo come fare. D’altra parte, lì c’erano i risparmi di una vita investiti in un solo titolo e diventati carta straccia dalla sera alla mattina». Adesso riavrà tutto grazie a un cavillo burocratico.
autore :  MARISA COLIBAZZI
fonte : www.ilrestodelcarlino.it/fermo/bond-argentini-soldi-indietro-1.2242982

www.usurainbanca.it
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