Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

La grande fuga degli italiani dalle banche e dai partiti

Mentre il Codacons lancia un’iniziativa «contro gli istituti di credito e gli organi di controllo che hanno permesso la rovina di 130 mila risparmiatori», l’Istituto Demòpolis presenta i risultati di un sondaggio: la fiducia degli italiani nelle banche crolla letteralmente dal 30% del 2005 al 12% del 2011 sino al 10% attuale. E per i partiti politici non va meglio: dal 23% del 2005 al 4% di oggi. La grande fuga degli italiani dalle banche e dai partiti

La grande fuga degli italiani dalle banche e dai partiti
La grande fuga degli italiani dalle banche e dai partiti

La grande fuga degli italiani dalle banche e dai partiti

È partita l’offensiva legale del Codacons dopo il caso della Banca Etruria (con altri tre istituti di credito) e dei risparmiatori che hanno perso i loro risparmi. Azioni collettive, ricorsi al Tar e denunce: il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti dei consumatori intende affiancare i risparmiatori nella battaglia legale sul salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife con l’obiettivo di ottenere il rimborso integrale degli investimenti per una somma complessiva di 800 milioni di euroNon solo: il Codacons chiede anche il riconoscimento delle responsabilità dei soggetti che hanno venduto titoli spazzatura e di coloro che non hanno vigilato
Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

La grande fuga degli italiani dalle banche e dai partiti

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La grande fuga degli italiani dalle banche e dai partiti

L’Associazione parla di un’iniziativa «contro gli istituti di credito e gli organi di controllo che hanno permesso la rovina di 130 mila risparmiatori». Il Codacons, che ha raccolto 2.500 adesioni, annuncerà azioni risarcitorie collettive; due ricorsi al Tar del Lazio; quattro denunce a Procure della Repubblica, Corti dei Conti e Guardia di Finanza; richieste di sequestro presso le nuove banche. Inoltre, punta a una clamorosa sentenza che potrebbe mettere in discussione l’applicazione del cosiddetto “bail-in” a partire dal prossimo 1° gennaio, e cioè la nuova procedura per cui il salvataggio di un istituto di credito in difficoltà non si fa più con soldi pubblici dello Stato o delle Banche centrali com’è avvenuto sinora, ma attraverso la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti (come quelli dei correntisti che abbiano depositato più di 100 mila euro) o la loro conversione in azioni.

Intanto, secondo l’Istituto nazionale di ricerche Demòpolis, è in calo la fiducia degli italiani nel sistema bancario. In particolare, le vicende che hanno investito le quattro banche salvate con un decreto dal Governo Renzi hanno come conseguenza un’ulteriore aumento del pessimismo e della sfiducia dell’opinione pubblica verso le istituzioni finanziarie. «Per il sistema bancario», spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento, «è il punto più basso degli ultimi dieci anni, in coda nella graduatoria di credibilità espressa dai cittadini, poco al di sopra dei partiti politici, apprezzati da appena il 4 per cento degli italiani».

www.usurainbanca.it
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