Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Le vittime del decreto ‘salva banche’ corrono agli sportelli, in attesa di una soluzione

Mentre i risparmiatori truffati chiudono i conti, il Governo temporeggia sul rimborso e sugli sconti fiscali.

Vittime del ‘salva banche’ corrono agli sportelli 
 

Le vittime del decreto ‘salva banche’ corrono agli sportelli, in attesa di una soluzione

Mentre i risparmiatori truffati chiudono i conti, il Governo temporeggia sul rimborso e sugli sconti fiscali.

di:  Esperto di Cronaca
Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

Il Governo, forse per il clima natalizio che si respira, da un lato sta cercando di adottare delle misure a tutela degli investitori più deboli, titolari di azioni ed obbligazioni subordinate di banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, Ca.Ri.Fe, dall’altra parte farà in modo che le banche che hanno aderito al Fondo di Risoluzione ricevano degli sconti fiscali. Il Governo ha avviato quindi una verifica sulle concrete misure che possono esser messe in atto per ridurre gli effetti negativi del meccanismo di risoluzione sulla componente più debole degli investitori coinvolti, ovvero i titolari di obbligazioni subordinate. Ancora nulla di fatto però. La Commissione Bilancio alla Camera, ieri sera ha solamente inserito il decreto legge n.183/2015 nella legge di Stabilità, senza approvare alcuna proposta di modifica. La sensazione è quindi che ci sia ancora troppa confusione sul punto. La via che forse sembra essere più plausibile è quella che prevede un fondo di solidarietà di circa 120 milioni (meno di un terzo delle perdite calcolate) per tutelare almeno gli obbligazionisti retail. Altra proposta è quella di Scelta Civica che prevede un credito d’imposta del 26% da scomputare dall’Irpef per compensare le minusvalenze maturate per la risoluzione bancaria dagli azionisti e dagli obbligazionisti.

Sconti fiscali per le banche che vogliono contribuire al salvataggio

Il Pd ha proposto anche due subemendamenti che prevedono l’utilizzo di introiti derivanti dalle azioni giudiziarie appena promosse dalle banche salvate contro i loro amministratori. Dal Governo è stato anche proposto un emendamento che serve a rendere deducibili al 100% gli interessi passivi per le banche che vogliono contribuire al salvataggio. Si evita quindi che il taglio dell’Ires di 3,5 punti annunciato nel 2017 in questa Legge di Stabilità produca effetti molto pesanti sui bilanci degli istituti bancari, che potrebbero convertire meno quote di imposte differite attive (dta) in un credito d’imposta. In caso contrario questi istituti bancari avrebbero ancor meno possibilità di dedurre fiscalmente i crediti in sofferenza. Il Governo quindi vorrebbe introdurre un regime transitorio che lascerebbe invariata l’aliquota Ires e permetterebbe di dedurre però gli interessi passivi.

Corsa agli sportelli da parte delle vittime del ‘salva banche’

Mentre il Governo sta valutando il da farsi, le lancette dell’orologio corrono veloci anche per gli azionisti e obbligazionisti che sanno che il loro capitale investito verrà azzerato e che quindi hanno fatto diventare realtà il rischio della corsa agli sportelli. Sono per ora 700 gli obbligazionisti che hanno deciso di trasferire in altri istituti sia i loro conti correnti sia i loro risparmi. Tale numero però è destinato ad aumentare molto velocemente. Così, quindi, si stanno tutelando i titolari di obbligazioni subordinate, le quali erano state vendute dai dipendenti delle banche come titoli sicuri e con bassi tassi di interesse. Il gruppo delle ‘Vittime del Salva Banche’, che è stato costituito dagli stessi correntisti traditi con la coordinazione di associazioni come Adusbef e Federconsumator, sta avviando inoltre delle azioni risarcitorie contro le bad bank, i loro dirigenti e i dipendenti coinvolti. Le azioni legali verteranno sulla mancata vigilanza, la frode e le false dichiarazioni al mercato. L’obiettivo è il recupero integrale dei soldi investiti in azioni e obbligazioni subordinate.
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fonte: itblastingnews.com

www.usurainbanca.it
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