Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Occhio ai contratti con servizi gratuiti migliaia di conti a rischio Usura

e al calcolo degli interessi trimestrali. Prevenzione come nell’attenzione che si presta per la salute fisica, con un controllo annuale, così bisognerebbe fare per il mutuo o il proprio conto corrente.

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Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

La prevenzione è indicata sia ai privati sia alle aziende. E di questo si occupa lo Sportello emergenza privati, di consulenza aziendale, anche per usura e anatocismo, esteso anche alle partite Iva e mutui con verifiche e perizie sui conti correnti, sui mutui-leasing, controllo su rating, perizie su swap e derivati, controllo periodico trimestrale. Nei 200mila casi analizzati sono emerse queste statistiche: il 91% dei conti correnti aperti dopo il 2001 contiene usura per lo scoperto. Nel 60% dei mutui si riscontrano pattuizioni di clausole irregolari. Nel 100% dei conti aperti prima del 2001 si riscontra qualche irregolarità.
«Non è in atto alcuna guerra alle banche, ma l’unica arma per parlare con una banca è una perizia che deve essere oggettiva – affermano dall’associazione – Molto spesso i cliente contesta il contratto per spese e interessi non previsti, ma la banca risponde che se il cliente lo ha firmato non si può fare nulla, al massimo si può rinegoziare. Se il ricorso è impostato bene, invece, si può fare meglio e ottenere di più».
Come nel caso di un cliente di un istituto di credito che aveva contratto un mutuo sulla casa. Poi ha perso il lavoro e non ha più potuto pagare le rate. La banca ha attivato la rivalsa sugli anziani genitori 80enni che risultavano garanti del mutuo. L’associazione è intervenuta dimostrando che si era di fronte ad un caso di usura e la vendita è stata bloccata. «Per questo puntiamo molto sull’informazione – dicono allo sportello emergenza – La consulenza aziendale o personale è importantissima, ma va fatta bene e senza illudere il cliente. si fa una preanalisi degli estratti conto trimestrali a scalare e della documentazione per verificare se c’è stato il superamento del tasso soglia stabilito dalla Banca d’Italia». Come nel caso di un imprenditore che aveva contratto un mutuo per 2 milioni di euro, ma una rata è stata  pagata con un giorno di ritardo non per colpa del cliente. Il sistema ha calcolato, comunque, la penale che superava il tasso soglia, così per un’usura di 4.50 euro e con un’analisi attenta della situazione il cliente ha risparmiato 360mila euro e ha pagato solo quota capitale.
«Un altro fenomeno da tenere sotto controllo è quello dell’usura con contrattuale, con la modifica unilaterale dei costi delle operazioni – prosegue l’associazione – Spesso il cliente sottoscrive dei contratti che prevedono la gratuità dei prelievi, del bancomat e degli assegni, poi arriva a casa l’estratto conto e nel retro delle comunicazioni contabili ci sono voci per comunicazioni e servizi a pagamento su operazioni gratis. Questa è usura contrattuale con costi nascosti in voci ulteriori».
Donne, impiegati, commercianti e gli artigiani. Sono le vittime dell’usura in Umbria. Nel 2014 ben 233 persone, vittime dell’usura e di estorsione, in Italia hanno avuto una risposta positiva dallo Stato. Di queste sette sono umbre di cui ben sei vittime dell’usura mentre una oggetto di estorsione. Per l’Umbria sette istanze accolte (6 usura, 1 estorsione) per quasi 260mila euro. Queste le cifre erogate: 39.802,01 euro a favore di una vittima umbra per estorsione e 216.558,00 euro a favore di sei persone umbre al centro di storie per usura.
«Lo Sportello emergenza impresa privati cerca di sopperire alle difficoltà dei clienti sia nel non sapere a chi rivolgersi e sia per la vergogna che provano nel chiedere aiuto – proseguono dall’associazione – Prima si fa l’analisi della situazione del cliente e poi si va a trattare con la banca. Il cliente viene affidato ad un avvocato con lettera di messa in mora sulla base della perizia. In genere la la prima risposta della banca è: per noi è tutto a posto. Alcuni istituti cercano l’accordo, altri tirano per le lunghe. Quando si va in mediazione si dice alla banca: se non vi sedete al tavolo si va dal giudice. Nel 95% delle volte non si arriva in tribunale. L’istituto preferisce pensare che se hai un cliente è meglio tutelarlo che perderlo».
Un ultimo caso ha riguardato un imprenditore al quale è stato richiesto di rientrare immediatamente di un fido sullo scoperto di conto per un mutuo di 200mila euro. A garanzia del piano di rientro, però, la banca ha chiesto all’uomo la firma di una lunga serie di cambiali in bianco da incassare mensilmente. Un’operazione irregolare che configura il reato di estorsione.

 

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