Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Pop Vicenza: aumento di capitale, un fallimento. Panico su banche

MILANO (WSI) –  Come volevasi dimostrare, l’aumento di capitale della banca Popolare di Vicenza non ha avuto gran successo nel mercato e le sottoscrizioni per l’aumento di capitale si sono fermate a una soglia molto bassa, circa il 7,66%, come viene reso noto dalla stessa banca, una soglia tanto bassa che ora è in dubbio lo sbarco dell’istituto a Piazza Affari. A Piazza Affari è panico per le banche italiane, che assistono a ingenti perdite, fino a oltre -5,6% per Mps.
“L’offerta di azioni della Banca Popolare di Vicenza nell’ambito dell’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro finalizzato alla quotazione in Borsa si è chiusa con la sottoscrizione del 7,66% dei titoli offerti, per un controvalore di circa 115 milioni. La parte dell’aumento non sottoscritto, spiega una nota, verrà rilevata dal fondo Atlante, che investirà nell’aumento 1,385 miliardi di euro”.

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Si attende così che la stessa Borsa Spa decida se accettare o meno lo sbarco della Popolare nonostante un flottante molto basso. A salvarla ci sarà il fondo Atlante e la quota di controllo finale dipende dal via libera alla quotazione in Borsa. In caso di concessione del provvedimento l’avvio delle negoziazioni è previsto per il 4 maggio 2016 con il Fondo Atlante  che deterrà una partecipazione nel capitale della banca del 91,72%. Se al contrario Borsa spa ritenga non adeguato il flottante e come tale non ci sarà lo sbarco a Piazza Affari, il fondo sottoscriverà l’intero ammontare dell’aumento di capitale arrivando a possedere il 99,33% del capitale stesso.
Una situazione confusa quindi dovuta al fatto che i vecchi soci, i piccoli risparmiatori, non hanno seguito l’aumento dopo che il titolo è crollato da 40 euro a 0,10 centesimi.

“I titoli sono stati sottoscritti da 6.683 soggetti, di cui 6.673 nell’ambito dell’offerta al pubblico retail e 10 nell’ambito della tranche riservata agli investitori istituzionali. Il 2,21% dell’aumento è stato sottoscritto dagli attuali soci, lo 0,36% dal pubblico indistinto e il 5,1% dai 10 investitori istituzionali“.

Tra gli investitori istituzionali figura anche Mediobanca che ha prenotato un 5% del capitale della Popolare ma la sottoscrizione è subordinata all’effettiva quotazione in Borsa.

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