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Scabbia a scuola e gli studenti se ne vanno

Scabbia a scuola e gli studenti se ne vanno Al Colombo genitori, professori e ragazzi contro la preside: il caso era noto da giorni, la comunicazione è arrivata in ritardo

LIVORNO. La nota firmata dall’Asl è stata diffusa nelle classi ieri mattina, giovedì 3 dicembre: a scuola c’è un caso di scabbia. È successo al professionale Colombo di via San Gaetano: e di primo mattino è scattato l’allarme in tutta la struttura frequentata da centinaia di studenti. La circolare ha l’effetto di una sorta di “bomba” igienico-sanitaria: in pochi minuti l’istituto si svuota. I ragazzi maggiorenni escono in fretta e furia, quelli minorenni chiamano a casa per farsi venire a prendere. Due ore dopo, attorno alle 10, scoppia pure la polemica. Genitori, studenti e molti professori sono arrabbiati e puntano il dito contro la dirigenza scolastica guidata dalla preside Simonetta Costagliola. Nel mirino ci sono i ritardi, a loro dire, con cui è stata diffusa la notizia tra gli studenti e il modo in cui è stato gestito il caso. «Come rappresentanti sindacali vogliamo avere chiarimenti dalla preside, con tanto di lettera scritta, sull’intera vicenda», commentano i rappresentanti sindacali. «C’è stata una cattiva gestione, noi abbiamo saputo questa mattina del problema di scabbia di un nostro studente, ma ci hanno segnalato che il caso per qualcuno a scuola era noto da diversi giorni. Pretendiamo che sia una ditta specializzata, con strumentazione idonea, a fare la pulizia accurata dell’istituto e non le collaboratrici scolastiche che hanno anche problemi di organico e dalle quali non si può pretendere che in qualche ora siano ripulite 27 classi con i criteri dall’Asl». La vicenda è controversa. Partendo dai dati oggettivi, la comunicazione dell’ufficio Igiene e Sanità pubblica della Asl è del primo dicembre ed è stata diffusa il 3. È diretta a genitori e studenti: si informa del caso di scabbia di uno studente, si sollecita a un’opportuna sorveglianza rispetto a eventuali sintomi e si invita a farsi controllare dal proprio medico. «Una settimana fa siamo venuti a conoscenza del fatto dalla dirigenza scolastica e abbiamo inviato il protocollo che non prevede la chiusura della scuola, ma sicuramente chiede una pulizia accurata», specificano dall’azienda sanitaria. A scuola le versioni sono contrastanti e traspare un certo imbarazzo. Di sicuro, giovedì mattina, si è diffuso il panico e il timore di un contagio (tra i fattori che ne favoriscono la diffusione anche uno scarso livello igienico), rara fino a 30-40 anni fa, oggi tornata nuovamente frequente. Da una parte ci sono gli studenti che apprendono del caso di scabbia e si recano di corsa dal responsabile del plesso, Valter Montorsi, prima di lasciare l’istituto. «Ci ha detto che la scuola sapeva di questo problema da 20 giorni e ci risulta che la persona contagiata abbia frequentato l’istituto. A noi è stato detto tutto con grande ritardo: è una grave mancanza di rispetto nei nostri confronti e verso le famiglie. Per la sicurezza di tutti la scuola aveva il dovere di informarci prontamente e non l’ha fatto. Fino a che non ci assicurano che è intervenuta una ditta specializzata a pulire, noi non entriamo in classe». Di tutt’altro avviso Montorsi (la preside cercata a lungo per un confronto risulta irreperibile): «Qualche giorno fa ci è stato segnalato che uno studente ha avuto questo problema di salute, ma è sempre rimasto a casa – spiega – Abbiamo fatto una prima pulizia dell’aula per scrupolo il 30 novembre senza fare clamore, dopo la preside ha contattato la Asl che subito si è mossa indicandoci il protocollo da seguire e diffondendo la nota diretta a studenti e famiglie. Ora ci adoperiamo a fare un’altra pulizia, per essere ulteriormente al sicuro. La scuola sarà riaperta appena finite le pulizie». Sotto accusa rimane il silenzio della scuola e la mancanza di una pronta comunicazione alle famiglie. «Procedure di comunicazione vergognose e ritardi ingiustificati», tuona Giovanni Cirielli, che ha appena preso da scuola suo nipote minorenne. Anche i collaboratori scolastici si dicono sconcertati: «Noi da soli non ce la facciamo a pulire». fonte : iltirreno.it

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