Anatocismo, Usura Bancaria, Analisi econometriche

Spilimbergo BNL condannata a risarcire 210 mila euro per anatocismo

E’ durata sei anni la battaglia legale e si è conclusa. La banca è stata condannata a restituire a un imprenditore edile di Spilimbergo (Pn) 210 mila euro oltre agli interessi legali .  Spilimbergo BNL condannata a risarcire 210 mila euro per anatocismo

Spilimbergo BNL condannata a risarcire 210 mila euro per anatocismo

Spilimbergo BNL condannata a risarcire 210 mila euro per anatocismo

Spilimbergo BNL condannata a risarcire 210 mila euro per anatocismo

Anatocismo, Usura Bancaria,Anomalie bancarie

La Corte d’appello conferma: «La banca aveva addebitato illegittimamente le somme sul conto di un’impresa di Spilimbergo»

di Enri Lisetto

È durata sei anni, la battaglia legale, e si è conclusa. La Banca nazionale del lavoro è stata condannata a restituire a un’impresa edile di Spilimbergo 210 mila 587 euro, oltre agli interessi legali maturati dal 15 luglio 2011 sino al saldo effettivo.

La somma, secondo il tribunale, è stata illegittimamente addebitata sui conti correnti intestati alla società di costruzioni a titolo di interessi anatocistici, interessi ultralegali e commissioni sul massimo scoperto trimestrali.

La vicenda aveva preso le mosse sei anni fra quando la società aveva chiesto alla banca di restituire le somme illegittimamente addebitate sui conti correnti dal 1993. Fallita la mediazione obbligatoria, era cominciata la causa civile.

La società – assistita dagli avvocati Federico Capalozza e Paola Tanzi della delegazione Adusbef di Pordenone, Udine e Spilimbergo – con sentenza del 25 maggio 2016 emessa dal giudice del tribunale di Pordenone Maria Paola Costa, aveva ottenuto la condanna della Bnl.

La banca aveva pagato il dovuto, ma si era anche rivolta alla Corte di appello.

La quale, con sentenza depositata il 24 luglio e divenuta irrevocabile il 26 ottobre, ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto dalla banca condannandola alla rifusione delle spese di lite e condannandola, altresì, al pagamento del doppio del contributo unificato.

La Corte d’appello, dichiarando inammissibile l’impugnazione, ha confermato la sentenza del tribunale di Pordenone, che aveva sancito tre principi: l’illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi (anatocismo);

l’illegittimità dell’applicazione delle commissioni sul massimo scoperto qualora non specificatamente pattuite per iscritto; l’illegittimità dell’applicazione di interessi in misura superiore a quella legale qualora la misura degli interessi non risulti specificatamente e validamente pattuita per iscritto.

Respinta anche l’eccezione di prescrizione sollevata dalla banca.

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